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Il backup dei dati

Scritto da Daniele Marino

Una volta create le partizioni, installati i sistemi operativi e ottimizzati i dati sul disco, è bene mettersi al riparo da ogni evenienza ed affidarsi ad uno strumento di backup come Handy Backup 3.7 (trial, 30 dollari Usa). Questo programma permette di salvare una copia di scorta dei propri dati - in modo completo o incrementale, salvando solo i file modificati dall’ultimo backup - su qualunque tipo di memoria di massa, inclusi dischi Zip, dischi di rete, Cd-R, Cd-Rw e server Ftp remoti. Tra le feature del programma ci sono un motore di trasferimento dei file che lavora in multi-thread, la cifratura dei dati salvati e la possibilità di eseguire il backup, attraverso due appositi plug-in, anche dei file personali di Outlook Express e di ICQ.
Handy Backup è un software di backup dei dati con plug-in per il salvataggio automatico dei dati di ICQ e Outlook Express.
Un tipo particolare di backup è quello che si può effettuare con i software di imaging dei dischi. L’imaging non prevede una selezione dei file da salvare, né l’aggiornamento di set di backup incrementali o il ripristino selettivo di determinati file e cartelle; l’unica attività prevista è la creazione di un unico e grosso file in cui viene salvata l’intera struttura logica di una o più partizioni. Tale file può poi essere usato per ripristinare in modo assolutamente esatto la situazione originaria delle medesime partizioni. Un software di imaging può essere utilizzato per l’installazione in serie di più macchine identiche, per provare senza remore nuovi software o semplicemente per salvare una configurazione stabile di Windows, da ripristinare al verificarsi dei primi problemi delle applicazioni. I tool di imaging più diffusi sul mercato italiano sono due: Norton Ghost 2003 (40,65 euro la versione scaricabile) e Drive Image 2002 (99 euro) I distributori di Drive Image 2002 sono gli stessi segnalati in questo articolo per PartitionMagic 8.

Entrambi i programmi permettono fin dalle prime versioni di creare immagini con diversi livelli di compressione dei dati, di memorizzare più partizioni Fat, Ntfs e Ext2 all’interno del medesimo file e di ripristinare in pochi minuti installazioni della dimensione di qualche GByte. Sia Ghost sia Drive Image offrono inoltre nelle loro ultime release grossi cambiamenti per quanto riguarda l’interfaccia Windows, che ora permette di effettuare un più ampio spettro di operazioni senza richiedere l’uscita in modalità Ms-Dos; tutti e due i programmi consentono infine la creazione delle immagini direttamente su dischi di rete e su Cd-R o Cd-Rw, ma Norton Ghost supporta ufficialmente in più i dischi Usb e FireWire e i masterizzatori di Dvd.

Sempre dedicato alla gestione delle immagini dei dischi, ma questa volta rivolto esclusivamente ai floppy - o alle immagini Iso dei Cd, nella versione Professional - è WinImage 6.1 (shareware, 30 dollari Usa, 60 dollari Usa per la versione Pro), un ottimo programma per la gestione dei vecchi dischetti. WinImage permette di salvare sotto forma di immagini compresse il contenuto dei floppy ed ha funzioni molto potenti di scrittura su questi ultimi: WinImage permette di effettuare in una sola passata la formattazione del dischetto, la scrittura dei dati e la loro verifica, mantenendo peraltro estremamente basso il livello di occupazione della Cpu. La scrittura dei floppy con WinImage è anche un ottimo mezzo per individuare eventuali settori danneggiati, la cui comparsa è purtroppo abbastanza frequente sui floppy disc. Due software che possono rientrare nella categoria dei tool di imaging dei dischi ma che hanno un uso del tutto particolare sono infine Virtual CD 4.01 (44,95 euro; distribuito da Infodoc) e VirtualDrive 7 (39,95 dollari), da utilizzare per simulare la presenza di più lettori di Cd sulla stessa macchina.

I due programmi sono molto simili nel funzionamento, e permettono di assegnare una o più lettere di unità a lettori di Cd virtuali, in cui montare a piacimento immagini di Cd-Rom o Cd audio a partire da dischi originali o anche solamente da gruppi di file. Il sistema operativo vede queste nuove unità come veri e propri lettori di Cd, e in questo modo si riesce a simulare la presenza di più dischi in linea. Ciò è utile ad esempio con opere di consultazione divise in più dischi, con programmi (tipicamente giochi) che richiedano la presenza del disco di installazione o anche semplicemente per poter avere con sé una serie di Cd senza trasportare fisicamente tutti i dischi.
Con VirtualCD è possibile simulare la presenza di più lettori Cd nel computer, e montare in ciascuno di essi un’immagine 1:1 di un disco reale.
Entrambi i programmi prevedono inoltre una lettura di tipo raw dei supporti ottici, che permette di gestire anche i subchannel utilizzati da alcune tecnologie di protezione dalla copia: questo permette di simulare anche determinati Cd “difficili” (e ancora una volta si parla principalmente di giochi), anche se la riuscita di tale operazione dipende in ultima analisi dal tipo di protezione implementata e dalle caratteristiche del lettore di Cd fisicamente presente nel computer.

I due programmi dispongono di funzioni molto simili, permettono di emulare lettori di Cd e Dvd, consentono un accesso molto rapido alle risorse su Cd e hanno funzioni di compressione che permettono di ridurre l’occupazione di ciascun Cd fino a un massimo del 50%.

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