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InstallShield Developer 7.0, sotto test

Scritto da Michele Costabile

Nuova release per uno dei più apprezzati ambienti per la creazione di kit di installazione, dotato persino di un linguaggio di programmazione interno.
È esperienza comune che la creazione di un kit di installazione che non destabilizzi il sistema operativo dell’utente e funzioni in una vasta gamma di condizioni iniziali può essere a volte un compito non indifferente, per questo gli sviluppatori vogliono il massimo dallo strumento dedicato alla produzione dell’applicazione che gli utenti vedono prima ancora di provare il programma principale.

InstallShield si è costruita un nome creando uno dei primi prodotti dedicati all’installazione quando Windows non aveva un’infrastruttura dedicata al controllo della configurazione e continua a rimanere uno dei punti di riferimento anche ora che i sistemi di Redmond hanno imparato a essere un po’ più resistenti e controllabili e hanno un motore di installazione e configurazione comune, il Windows Installer.
Visual Studio .NET si arricchisce di quattro nuovi tipi di progetto dopo l’installazione di InstallShield Developer 7.0. Il più semplice è un wizard che guida passo per passo alla configurazione di un kit di installazione.
In epoca .NET InstallShield continua a proporsi come punto di riferimento per i professionisti della realizzazione di kit di distribuzione del software.

Le possibilità di gestione di Windows 2000 e XP aggiungono funzionalità al motore di installazione, permettendo di creare applicazioni in grado di rilevare danneggiamenti e ripararsi da sé. Active Directory permette inoltre di centralizzare la distribuzione di pacchetti e il controllo della configurazione in modo nuovo. In conseguenza di questi miglioramenti, si apre il campo a ulteriore complessità nella creazione di kit di installazione e si creano nuove esigenze, come ad esempio la possibilità di creare kit per applicazioni che non ne sono dotate oppure ne hanno uno che non impiega Windows Installer.

Grazie a queste funzioni, gli amministratori di una popolosa rete di computer possono mettere in piedi sistemi di riparazione automatica e aggiornamento del software, gestione e ricostruzione della configurazione, che permettono al limite di sostituire quando si vuole un posto di lavoro nella certezza che il sistema provvederà automaticamente a installare il software e ricostruire la configurazione registrata in Active Directory.

L’installazione del prodotto è fra le più curate al mondo, come è naturale attendersi da professionisti di questo settore. La procedura non è breve perché InstallShield configura sia il proprio ambiente integrato, sia un add-in per Visual Studio .NET.
La finestra principale dell’applicazione integrata in Visual Studio sulla destra troviamo i passi principali dell’installazione e sulla sinistra i passi secondari, a cui corrisponde una pagina di configurazione.
Dopo l’installazione troviamo un discreto ventaglio di strumenti nel menu di avvio. In primo luogo l’ambiente integrato proprietario di InstallShield, chiamato Developer. Troviamo, poi, la versione integrata in Visual Studio.NET del Developer. Fra gli strumenti troviamo un programma per confrontare kit di installazione simili, uno strumento per esaminare i log di precedenti installazioni e Repackager, un utile strumento per costruire un kit di installazione per applicazioni che non ne sono dotate o sono state confezionate con altri prodotti.

Il manuale del programma è in lingua inglese, molto scarno nella versione cartacea e molto ricco in quella elettronica. Non manca una sezione introduttiva utile per familiarizzarsi con il prodotto. L’interfaccia utente è, come abbiamo detto in precedenza, in due versioni. Forse la più intuitiva è l’edizione proprietaria dell’ambiente integrato. La versione integrata in Visual Studio, infatti, deve uniformarsi ai canoni estetici e di organizzazione del contenuto dell’ambiente Microsoft e, se la si vede dopo avere provato la versione nativa, sembra indubbiamente meno “giusta”.

Per attivare l’ambiente integrato in Visual Studio, bisogna creare un nuovo progetto e scegliere fra uno dei diversi modelli di installazione di cui InstallShield arricchisce Visual Studio. L’ambiente integrato può essere anche avviato dai menu di InstallShield. Se lo si fa si risparmia del tempo perché si carica solo lo stretto necessario di Visual Studio.

La creazione di un progetto può essere assistita da un utile wizard che accompagna l’utente nelle diverse fasi della creazione del pacchetto, le stesse che sono indicate chiaramente nella struttura ad albero mostrata dall’interfaccia utente.
Le proprietà di un progetto di installazione sono molto numerose. Fanno spicco due voci: la possibilità di abilitare un meccanismo per la consegna automatica di aggiornamenti via Web e un’opzione per forzare il progetto ad aderire ad alcune linee guida consigliate da InstallShield per creare installazioni affidabili.
I sette passi indicati chiaramente nell’interfaccia dell’applicazione sono la scelta del tipo di installazione, la compilazione della lista dei file da installare, la configurazione del sistema target, la personalizzazione dell’interfaccia utente, la personalizzazione delle funzioni dell’installazione, la configurazione del meccanismo di aggiornamento automatico e la costruzione dei supporti di installazione. Ognuno di questi passi è diviso in gradini intermedi.

Il supporto per la realizzazione di applicazioni dotate di aggiornamento automatico via Web è una delle caratteristiche più interessanti di questa versione di InstallShield. Dove non può arrivare la configurazione dell’installazione predefinita, può arrivare uno script. Il linguaggio che occorre utilizzare per aggiungere funzioni su misura alla procedura di installazione (ad esempio la prevalidazione di un codice seriale) è una specie di Basic. Gli strumenti di InstallShield Developer 7.0 sono utili per indagare la composizione e il funzionamento di kit di installazione. Grazie all’uso combinato degli strumenti si riesce a fare un po’ di reverse engineering utile per analizzare i propri prodotti e ancor di più quelli degli altri.

Uno degli strumenti permette di confrontare package di installazione nel formato Msi, quello gestito da Windows Installer, una funzione utile agli sviluppatori e ancor di più agli amministratori di sistema per valutare esattamente quali sono le differenze fra due pacchetti analoghi. Il log viewer, invece, permette di vedere in estremo dettaglio quali file sono stati installati e quali voci del registry sono state caricate da un’installazione. I log che abbiamo trovato sul sistema riguardavano anche applicazioni installate parecchie settimane prima della prova.

Anche in questo caso c’è un potenziale per lo studio e la migliore comprensione di programmi di terze parti.

Il Repackager, infine, permette con pochi clic del mouse di scattare un’istantanea della configurazione di sistema, lanciare dei programmi di installazione e ricavare la lista di trasformazioni allo stato del sistema per confronto. In questo modo si può creare dal nulla un progetto di installazione completo, una funzione molto utile per il professionista che deve creare una versione alternativa di un’installazione di cui non ci sono i sorgenti.

Repackager si presta a diversi usi: si può ad esempio archiviare lo stato iniziale di un sistema, chiamare l’autore di un programma ad aggiustare tutti i parametri di configurazione e installare il software necessario e ottenere un prodotto senza perdere eccessivo tempo nella compilazione di liste di programmi da copiare su disco e di componenti da registrare.

Un’altra possibilità interessante è quella di consolidare diverse installazioni in un unico package. Si tratta forse di una funzione più interessante per l’amministratore che per il programmatore. In effetti, Repackager è stato pensato soprattutto per gli amministratori di sistema, soprattutto quelli che hanno a che fare con reti popolate da un grande numero di computer.

Utilizzando in modo opportuno Active Directory, infatti, è possibile archiviare centralmente i kit di installazione e assegnare automaticamente prodotti o aggiornamenti agli utenti. La funzione è interessante, ma richiede che i pacchetti siano nel formato nativo di Windows Installer. Quando si ha a che fare con prodotti confezionati in modo diverso Repackager può permettere comunque all’amministratore di mettere in linea il file nel formato richiesto. Un’altra possibilità è l’analisi e la modifica di kit di installazione per rimuovere le cause di incompatibilità fra pacchetti. Si può avviare un’installazione, modificare il progetto creato da Repackager in modo da correggere un problema e ricostruire un kit di installazione. Senza questo strumento, un programma di setup è un’offerta da prendere o lasciare così com’è InstallShield ha in catalogo anche un prodotto specifico per gli amministratori di sistema, chiamato AdminStudio.

In conclusione, anche questa edizione dimostra l’intenzione di InstallShield di essere un punto di riferimento assoluto nel settore. Oltre alla ricchezza delle funzioni, lo dimostra anche il cartellino del prezzo, tarato per l’utente professionale.

Listato 1

Un frammento di codice preso dagli esempi di InstallShield Developer 7.0. Il linguaggio è una specie di Basic, ma richiede i punti e virgola alla fine delle istruzioni come il C o JavaScript.

function SdPatchWelcome(szTitle, szMsg)
begin

if (SdWrapWelcomeForPatch(szTitle, szMsg) == -1) then
if (szTitle = “”) then
szTitle = SdLoadString(ISWI_SDPATCHWEL_TITLE);
endif;
if (szMsg = “”) then
szMsg = SdLoadString(ISWI_SDPATCHWEL_MSG);
endif;

SdWelcome(szTitle, szMsg);
endif;
end;


InstallShield Developer 7.0
A partire da d 1.487,96

In breve: Un punto di riferimento nel campo della produzione di kit di installazione. Questa versione può girare come add-on di Visual Studio .NET o applicazione autonoma. L’insieme degli strumenti offre un ottimo grado di funzionalità e la disponibilità di un linguaggio di programmazione permette di arrivare dove si vuole con la sofisticazione della procedura di setup.

Produttore: InstallShield, USA.

Distributore: Systematika Distribution, via Galileo Ferraris 2, 21047 Saronno; tel. 02-96410282; fax: 02-96703113; e-mail: info@systematika.it.

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