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Serial Ata al banco di prova

Scritto da Michele Braga

Dopo due anni dal rilascio delle prime specifiche Serial Ata e in ritardo rispetto alle tabelle di marcia previste dai produttori delle elettroniche di controllo e dei dischi, abbiamo potuto effettuare una prima analisi dell’interfaccia che entro il 2004 dovrebbe affermasi come soluzione standard per le memorie di massa interne.

È ormai chiaro che i chipset dotati di host SATA (Serial Ata) al loro interno, come ad esempio l’Ich5 di Intel, saranno rilasciati solo entro la prima metà del 2003; i produttori di schede madri dispongono al momento di alternative con chip secondari per integrare da subito sui loro modelli la nuova interfaccia.

Ogni periferica, in virtù dell’architettura di tipo punto-punto, necessita di un canale riservato e gestito da un host dedicato. La soluzione più pulita è quella di adottare un controller a singolo chip nato appositamente per il Serial Ata e paragonabile ai controller Raid Ultra Ata oggi molto diffusi.
Due dischi Maxtor a confronto: il prototipo del futuro DiamondMax Serial Ata (a sinistra) adotta un chip Marvell per effettuare il bridge con l’elettronica del disco; a destra il modello DiamondMax Plus 9 a 7.200 giri annunciato il 19 settembre scorso.
Una seconda possibilità è di utilizzare un chip di traduzione tra un normale controller Ultra Ata e il connettore Serial Ata; questo espediente funziona ed è di facile implementazione, ma bisogna ricordare che ogni passaggio intermedio comporta un calo delle prestazioni; inoltre un disco Serial Ata collegato ad un controller Ultra Ata soffre il restringimento della banda di trasmissione dati. Rimane sempre da sottolineare che anche i controller nativi Serial Ata, se collegati al bus Pci, soffriranno dello stesso problema. Il vero salto di qualità si avrà solo con l’introduzione di chipset che integrano all’interno del Southbrige gli host SATA così che le trasmissioni dati non debbano transitare sul bus Pci.

Nei prossimi mesi vedremo quindi il fiorire di piattaforme dotate di controller Serial Ata puri e soluzioni ibride; per chi desidera attendere il rilascio dei chipset con supporto SATA nativo, prima di cambiare scheda madre, è possibile acquistare controller su scheda Pci. HighPoint, Marvell, Promise e Silicon Image sono i produttori delle soluzioni più diffuse al momento.
Il controller Promise presente sulla piattaforma Asus impiegata per la prova. Sono visibili i due connettori Serial Ata e quello Ultra Ata-133 montato parallelamente al Pcb.
Come per tutte le nuove tecnologie che non hanno ancora raggiunto la piena maturazione il nostro consiglio è di non lanciarsi nell’acquisto dei primi prodotti, ma di pazientare e attendere il consolidamento dell’offerta. In definitiva bisognerà attendere ancora un po’ prima che il Serial Ata si imponga come standard in quanto i tempi di validazione delle nuove interfacce sono lunghi, soprattutto per unità critiche come i dischi rigidi che conservano l’intero archivio dei nostri dati.

La transizione riguarda infatti non solo le schede madri, ma, ovviamente, anche i dischi; per facilitare la penetrazione nel mercato del Serial Ata sono disponibili adattatori meccanici, da collegare al disco, al cui interno è presente un traduttore da interfaccia parallela a seriale. In questo modo sarà possibile proteggere l’investimento fatto con l’acquisto di un’unità di ultima generazione Ultra Ata. Le prove

Per le prove di banco abbiamo scelto la Asus P4PE (potete trovare una descrizione della scheda all’interno della prova dei processori Athlon XP 2800+ e Pentium 4 2,8 GHz) realizzata con il chipset Intel 845PE e dotata di un controller Serial Ata connesso al bus Pci.

Di produzione Promise, il PDC20376 supporta due canali SATA a 150 MByte al secondo e un canale Ultra Ata a 133 MByte al secondo; questo controller a singolo chip permette di impostare configurazioni Raid 0 popolando anche tutti e tre i canali in contemporanea, mentre per le configurazioni Raid 1 è possibile utilizzare un massimo di due unità connesse o ai due canali SATA o a un canale SATA e a quello Ultra Ata.
Prove Serial Ata al banco
Abbiamo installato il sistema operativo Microsoft Windows XP, aggiornato con Service Pack 1, su un disco IBM 60 GXP agganciato al controller Ultra Ata del chipset.

Dopo l’installazione dei driver, il desktop è stato impostato disabilitando gli effetti per le finestre e i menu, lo sfondo e selezionando lo stile classico per l’interfaccia grafica. Anche la barra di Windows è stata impostata nella versione classica, disabilitando anche la barra della lingua. Ogni forma di risparmio energetico è stata disabilitata, così come lo screen saver. Windows XP SP1 incorpora servizi, attivi in background, per l’aggiornamento automatico e per la notifica a Microsoft di eventuali errori del sistema; tutti questi servizi, come quello per il ripristino della configurazione di sistema, sono stati disattivati. Nelle proprietà avanzate del sistema abbiamo in ultimo selezionato le impostazioni automatiche per ottenere le migliori prestazioni del sistema.

Dopo aver installato la suite dei test è stato disabilitato il file di paginazione del sistema, seguito da un riavvio e da una deframmentazione. A questo punto abbiamo riattivato il file di paginazione impostando una dimensione doppia al quantitativo di memoria fisica installata, ovvero 1 GByte fisso. Seguendo il procedimento descritto si riesce ad ottenere un file di paginazione unico, che assicura prestazioni superiori, soprattutto in caso di letture sequenziali.

Per effettuare le prove abbiamo collegato un prototipo di disco Serial Ata Maxtor al controller Promise e abbiamo eseguito i test Content Creation Winstone 2002 e Disk Winmark, Business e High-End, sul suddetto disco. Abbiamo poi sostituito l’unità con un DiamondMax Plus 9, sempre Maxtor, collegato al controller Promise attraverso l’adattatore meccanico e, infine, sempre al controller Promise al canale Ultra Ata.

Abbiamo effettuato una tornata di test dopo aver spostato il disco di sistema dal controller del chipset a quello Promise per valutare la variazione delle prestazioni nelle due configurazioni.

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