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Serial Ata: il passato e il futuro

Scritto da Simone Zanardi

Una nuova architettura che interviene su di un settore così importante come quello dello storage non può pretendere di soppiantare gli standard già diffusi in modo traumatico: il successo di Serial Ata passa necessariamente dalla sua capacità di convivere per un periodo non breve con i vecchi sistemi basati sull’Ata classico.

Per favorire il processo di transizione, sono disponibili sul mercato una serie di adattatori che operano la conversione fisica dai connettori Serial Ata alle piattine tradizionali e viceversa. In questo modo sarà possibile utilizzare dischi di vecchia generazione con controller seriali, incentivando l’adozione del nuovo standard da parte dei produttori di piastre madri e schede di controllo.

A favore di Serial Ata gioca poi la totale trasparenza nei confronti del sistema operativo, che vede la nuova architettura in modo del tutto equivalente ai tradizionali standard paralleli. A livello software infatti ciascun disco SATA (Serial Ata) è considerato equivalente a un master che occupa da solo il canale di comunicazione. Una volta installati i driver dell’unità, il sistema risulta perfettamente configurato.

Per quanto riguarda gli sviluppi futuri della tecnologia, Serial Ata nasce come architettura aperta con una roadmap che copre un decennio di evoluzioni. Le specifiche 1.0 sono state emanate con l’obiettivo di introdurre una nuova tecnologia di comunicazione per applicazioni desktop, mentre il gruppo di lavoro Serial Ata II è già all’opera per definire le caratteristiche della nuova versione dell’architettura, che comprenderanno una banda passante raddoppiata (raggiungendo quindi i 300 MByte al secondo) e un’attenzione rivolta al mondo dei server e dello storage di rete.

La terza generazione delle specifiche Serial Ata, prevista per la metà del 2007, promette di raddoppiare ulteriormente la velocità del canale, con una banda massima di 600 MByte al secondo. Per quanto riguarda il futuro prossimo, la produzione di massa di prodotti Serial Ata avrà inizio nel 2003. In questo senso l’Intel Developer Forum dell’ultimo settembre ha ospitato parecchi annunci di nuovi dispostivi in fase di realizzazione, nonché alcune dimostrazioni sulla tecnologia SATA.

Tra le principali aziende che hanno ribadito lo sviluppo di prodotti conformi alla nuova tecnologia, Fujitsu ha esposto i primi dischi rigidi da 2,5 pollici, così come Maxtor, che ha confermato il supporto al Serial Ata nelle sue nuove linee di dischi da 5.400 e 7.200 giri al minuto.

Promise, Silicon Image e la stessa Intel hanno annunciato controller Serial Ata, anche per architetture Raid, sia su scheda separata sia su chipset di interfacciamento al canale Pci.

Da Marvell è stata invece presentata una soluzione a 8 canali basata su scheda Pci-X per applicazioni professionali, mentre Adaptec ha mostrato delle schede di conversione da SATA a iSCSI e da SATA a canali in fibra, entrambe rivolte allo storage di rete.

Interessante anche la dimostrazione condotta da Intel, Philips e Silicon Image che hanno esibito un sistema costituito da masterizzatore Dvd, bridge SATA e controller Pci, in grado di registrare video ad alta qualità in tempo reale su supporto ottico, dimostrando come lo standard Serial Ata sia applicabile a tutti i dispositivi Ata, comprese le unità Atapi come masterizzatori e lettori ottici.

Per valutare l’efficienza della nuova architettura, la sua compatibilità con le piattaforme già presenti sul mercato e comparare le prestazioni del Serial Ata con quella della tecnologia Ata parallela, abbiamo ricevuto i primi prototipi di dischi, schede madri, controller e sistemi completi, ottenendo dalle prove di laboratorio risultati interessanti.

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