Webbit: il geek è a disagio
Folle da concerto rock e stand commerciali. E alcuni già fanno paragoni con Smau. La manifestazione padovana alla ricerca dell’equilibrio fra creatività e business. Non mancano le perle anche se l’entusiasmo degli anni passati sembra scomparsoApertura con il botto per Webbit. La kermesse padovana è cominciata all’insegna di code all’ingresso, voci di teen-ager che discutono dei vantaggi del proprio sistema operativo preferito rispetto al resto dell’universo informatico. E molti sforzi da parte degli organizzatori per contenere quella che è sembrata più una folla da concerto rock che da conferenza informatica.
La prima giornata ha proposto conferenze di buon livello, anche se lo stacco rispetto alle precedenti edizioni è risultato netto: si è parlato quasi più di opportunità di business legate all’It (e al Web in particolare) che di tecnologia in sé.
La svolta era prevedibile, ed è puntualmente avvenuta: la distinzione tra il “mondo dei geek” e il “mondo delle aziende” è stata sancita dalla separazione degli stand in due padiglioni diversi.
Webbit è dunque cresciuto, ma solo la prossima edizione dirà se i mutamenti introdotti si sono rivelati efficaci. Troppo presto per giudicare rotto il magnifico giocattolo: ma è capitato di sentire i primi, pericolosi, paragoni con Smau fatti dagli operatori più attenti alla tecnologia; aziende invece molto soddisfatte .
È innegabile lo sforzo organizzativo fatto dai promotori della kermesse padovana; ma le lunghe code e gli sguardi persi nel vuoto di molti appassionati privi dell’entusiasmo delle ultime due edizioni, impongono doverosi interrogativi su ciò che debba essere Webbit.
L’idea è che la formula sia ancora quella giusta; ma anche che sia mancato un colpo di genio per legare divertimento, ricerca e aspetti commerciali, almeno per il primo dei tre giorni previsti.
Seminari e workshop si sono succeduti a ritmo pressante, ma quello che è mancato è stato il pubblico di interessati; che hanno preferito gironzolare tra stand o confinarsi nelle variegate postazioni di associazioni ed espositori piuttosto che affidarsi alla voce dei relatori.
Le vere perle della manifestazione si sono per ora viste ai margini: per esempio, nella sezione dedicata al retrocomputing o a quella legata alla sicurezza. Se la prima non è direttamente legata al profitto aziendale, la seconda può diventarlo in maniera naturale: e non sarebbe male che le grandi realtà se ne accorgessero, favorite magari da una maggior visibilità concessa.
Alle stazioni di lavoro Silicon Graphics d’annata tirate a lucido e perfettamente funzionanti si sono affiancate le incertezze di chi non sapeva a quale percorso affidare la propria curiosità: impressioni da primo giorno di scuola, queste ultime, ma che le prime due edizioni di Webbit non avevano sollevato.




Ancora nessun commento.