40 schede grafiche per ogni esigenza 3D
L’agguerrita concorrenza tra ATI e Nvidia ha reso disponibili sul mercato prodotti evoluti a prezzi interessanti. Attese grosse novità nel corso del 2003.Se avete acquistato uno degli ultimi titoli di videogiochi disponibili a scaffale in questo periodo, avrete notato come le richieste in termini di Pc a disposizione siano particolarmente elevate. Pur promettendo nei requisiti minimi la compatibilità con un parco macchine abbastanza vasto, la fruizione completa di tutte le funzionalità è possibile solo se si dispone di una macchina di ultima generazione. Questo è vero soprattutto per quanto riguarda il comparto grafico, ma non solo.
Già in fase di installazione ci si rende conto ad esempio che le richieste in termini di capacità disco si sono evolute in maniera drastica, al punto che sono necessari diversi GByte di spazio libero per ogni gioco.
Questo elemento costituisce una prima preziosa indicazione dei compiti che le nuove schede grafiche sono chiamate ad assolvere. Scenari realistici richiedono infatti set di dati estesi, con texture che hanno raggiunto dimensioni ragguardevoli e che sono l’elemento essenziale, insieme all’elevata complessità geometrica, per la loro realizzazione.
Il caricamento di questi dati, il loro trasferimento all’adattatore grafico, l’interazione con il gioco, l’audio ad alta fedeltà multicanale, richiedono un sistema ben bilanciato quindi in termini di Ram e di potenza della Cpu. Le migliori esperienze di gioco si basano quindi su sistemi che debbono per forza di cose essere abbastanza recenti e con molte risorse a disposizione. In tale contesto, questa fine d’anno 2002 vede la definitiva affermazione del Transform & Lighting dedicato (l’elaborazione geometrica degli scenari 3D e la loro illuminazione direttamente all’interno dell’acceleratore grafico) con i videogiochi di ultima generazione, consentendo di elevarne significativamente il grado di realismo.
Ciò rende consigliabile un aggiornamento della scheda 3D se questa ancora non è in grado di supportare tale funzionalità, senza necessità di ricorrere alla Cpu più veloce disponibile.
Proprio la rapida evoluzione delle tecnologie 3D per il Pc consente oggi di acquistare a prezzi di realizzo acceleratori la cui potenza supera quelle delle workstation dedicate anche solo di 12 mesi fa, pur se proprio il 3D, nel momento in cui raggiunge nuove vette di complessità nei videogiochi, sembra in buona parte accantonato nel segmento della produttività da ufficio.
In quest’ultimo ambito infatti ci si accontenta di disporre di interfacce 2D funzionanti, e solo Longhorn, il sistema operativo Microsoft successore di Windows XP e cui accenniamo nella sezione PC Tech della rivista, promette di integrare a livello di sistema un supporto 3D accelerato in hardware. Peraltro, si tratterà di funzioni limitate supportate anche dai motori grafici integrati degli ultimi chipset.
Proprio l’integrazione nei chipset delle funzioni grafiche costituisce un trend di cui i produttori terranno sempre più conto, alla luce della progressiva riduzione dei fattori di forma dei desktop. Non è un caso infatti che sia ATI sia Nvidia dispongano a catalogo di chipset con grafica integrata, un mercato in crescita dal quale nessuno può permettersi di essere tagliato fuori. Le scelte a disposizione dell’utente sono diverse in funzione delle esigenze. Per le comuni applicazioni da ufficio, e per un 3D sporadico, un chipset con grafica integrata è assolutamente la scelta consigliabile.
In questo contesto, Nvidia è riuscita a proporre la migliore soluzione in termini di piattaforma complessiva grazie alla rinnovata famiglia Nforce di cui parleremo ampiamente nel prossimo numero. L’Nforce 2 infatti consente di godere di un 3D non sporadico, e la piattaforma nel suo insieme è progettata con una particolare attenzione alle esigenze complessive del videogiocatore.
Chi invece vuole semplicemente aggiornare un sistema non recentissimo, o vuole fare un uso più intenso del 3D in ambito da gioco, ha a disposizione una vastissima scelta di schede grafiche da 100 a 300 euro, fascia in cui ATI ha strategicamente collocato il proprio chip Radeon 9000 Pro, la migliore scelta di questo periodo natalizio per chi vuole risparmiare senza rinunciare a nessuna funzionalità.
Chi invece vuole la massima potenza disponibile può contare sui chip di punta di Nvidia e ATI, grazie ai quali l’esperienza 3D si attesta a livelli che vi consigliamo di saggiare personalmente. Si tratta tuttavia di prodotti da sogno, disponibili per chi può permettersi di spendere 4-500 euro solo per la scheda grafica: l‘83% del mercato infatti si concentra su soluzioni decisamente più economiche.
Esiste, accanto a queste categorie, anche una fetta importante dell’utenza che ricerca funzionalità differenti. A questi ha pensato Matrox nella progettazione di Parhelia, un chip 3D che associa al miglior supporto 2D anche un buon 3D e un supporto multimonitor evoluto.
Quest’ultimo, grazie in particolare alla diminuzione dei costi dei monitor Tft, si caratterizza come un ausilio sottovalutato negli ambienti di lavoro, soprattutto in un’epoca in cui le interfacce a finestre costituiscono uno standard e dove la presenza di queste sul desktop è in crescita costante. Un nuovo importante outsider in questo settore è Sis, che con la linea di chip Xabre ha aggredito questo mercato puntando sulla fascia bassa, senza tuttavia rinunciare troppo alle funzionalità e alle prestazioni. I test ottenuti sono interessanti, e la presenza di questo attore nell’arena dei chip economici contribuisce a mantenere bassi i prezzi.
Transform & Lighting sono ormai dati per scontati dal mercato, ecco quindi che il nuovo tormentone è rappresentato oggi dalla programmabilità, ovvero al capacità dei chip di eseguire compiti differenti espressi con un linguaggio di programmazione dedicato.
Siamo arrivati quindi all’epoca dei Pixel e dei Vertex Shader, motori appunto programmabili per la creazione di effetti personalizzati.
Per quanto il loro utilizzo nei videogiochi sia ancora estremamente limitato, costituiscono un importante filone evolutivo grazie ai quali nel 2003 i prossimi chip porteranno il realismo di film come Toy Story nell’ambito dei videogiochi.
Sempre che i programmatori abbiano risorse disponibili a sufficienza, visto che i costi di sviluppo di un nuovo videogioco sono ormai paragonabili a quelli di un film. Proprio il realismo cinematografico è l’obiettivo dichiarato di Nvidia con il nuovo GeForce FX: 125 milioni di transistor tutti dedicati al 3D.
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