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Controller Usb su scheda madre con chipset i430VX

Recentemente ho assemblato un Pc utilizzando alcuni vecchi componenti. Il computer funziona perfettamente ma è privo di porte Usb. Controllando sul manuale della scheda madre ho scoperto che quest’ultima è di fatto dotata di un controller Usb le cui uscite consistono in un connettore a 10 contatti (2 file da 5) a cui collegare il cavo con l’apposita staffa sul retro del case. Acquistata e collegata la staffa alla scheda madre, ho attivato il controller Usb dal Bios e al riavvio del sistema il nuovo componente è stato rilevato, riconosciuto e installato (controller host da Intel 823715B Pci a Usb Universal e Usb Root Hub), ma qui sono iniziati i problemi. Infatti, qualsiasi periferica Usb non viene rilevata dal sistema, come se il cavo della staffa non fosse presente.

Pensando che la causa fosse imputabile al sistema operativo (Windows 95 Osr 2.5) ho installato Windows 98 Seconda Edizione, ma anche con questo ho ottenuto esattamente gli stessi risultati. Ora non so più come procedere perché non ho idea di quale possa essere l’origine del problema. Durante la diagnostica in fase di avvio il Bios visualizza il seguente codice in basso a sinistra dello schermo: 2A59HT5BC-00.
Umberto Rodilosso, via internet
Una prima causa del mancato funzionamento è stata correttamente individuata dal lettore in Windows 95. La versione Osr 2.5 del sistema operativo richiede l’installazione di un apposito pacchetto aggiuntivo per l’implementazione di questa funzionalità, presente sullo stesso Cd-Rom del sistema operativo nella cartella \Usb Supplement. Anche con l’installazione di questo aggiornamento, il supporto alle periferiche Usb risulta comunque limitato, al punto da impedire il funzionamento di molti dispositivi. Se si intende utilizzare questa connessione è quindi consigliabile il passaggio a Windows 98 Seconda Edizione (o successivi).

Vi sono comunque diversi altri motivi che possono rendere impossibile l’utilizzo della connessione Usb su schede madri come quella in possesso del lettore. Infatti, al momento della commercializzazione di hardware basato sul chipset Intel i430VX la disponibilità sul mercato di periferiche Usb era molto limitata e spesso i produttori di schede madri non avevano la possibilità di eseguire test adeguati per garantire la funzionalità di questo tipo di connessione. Sono comuni malfunzionamenti legati sia al fatto che le periferiche vengono alimentate attraverso la connessione Usb, che può non essere in grado di fornire valori adeguati di tensione e corrente, sia alla qualità dei segnali adibiti alla comunicazione, con la conseguente impossibilità di garantire l’integrità dei dati.

È possibile che, nonostante l’utente abbia collegato in modo corretto il connettore alla scheda madre e configurato il supporto software nel sistema operativo, la connessione Usb non sia ugualmente in grado di funzionare per una implementazione non adeguata a livello hardware. Il mancato funzionamento può altrimenti dipendere dal connettore che collega i pin sulla scheda madre alle porte Usb. La disposizione dei contatti non è mai stata del tutto standardizzata e risulta spesso impossibile installare connettori per porte Usb che non siano stati progettati per la specifica scheda madre. Ciò ha portato a problemi anche con le motherboard più recenti (che spesso prevedono un numero di connessioni Usb superiore al numero di porte fornite) in quanto l’utente può non essere in grado di reperire il componente necessario ad usufruire delle porte aggiuntive.

Anche i produttori di case Atx con le porte Usb posizionate sul frontale (che rendono più agevole il collegamento di periferiche come mouse e tastiere) hanno dovuto prendere atto dell’impossibilità di adottare un connettore standardizzato e forniscono ora una serie di contatti separati singolarmente, lasciando quindi all’installatore il compito di individuare, pin per pin, il collegamento corretto. Di fatto, ogni porta Usb conta solo quattro contatti, di cui due trasportano i dati e i rimanenti due l’alimentazione. Eseguire il corretto collegamento non è difficile, a patto di essere in possesso della documentazione tecnica della scheda madre.

Nel caso del lettore, purtroppo l’identificazione della scheda madre non è di alcun aiuto. Il codice 2A59H riportato durante la diagnostica in fase di avvio risulta associato a un Bios immesso illegalmente in commercio, per il quale non sono state pagati i diritti d’autore al produttore, Award Bios. Anche l’associazione con il produttore Tyan (come sarebbe lecito attendersi dal codice T5 che segue le prime cinque cifre) non risulta attendibile.

Secondo le informazioni apparse in alcuni messaggi sui gruppi di discussione Usenet, la scheda madre in questione potrebbe essere un prodotto Oem di Amptron (modelli PM-8800, PM-8815A, PM-8816A, PM-8900B) oppure di Hsing Technology - PC Chips (modelli M525 o M530). Purtroppo, come spiegato in precedenza, a causa della mancanza di una regolare licenza per il Bios, è impossibile un’identificazione certa ed è inoltre improbabile che siano disponibili, tramite Internet, gli aggiornamenti della flash Eprom e la manualistica della scheda madre.

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