Dalla teoria alla pratica
Chiariti alcuni concetti di base, è il momento di passare ad un caso pratico, creando un semplice file server su una macchina Linux, al quale accedere da uno o più client Windows. La nostra ottica è incentrata su un uso domestico o da ufficio, non su un ambiente di produzione; pertanto, non affronteremo particolari problematiche legate alla sicurezza. L’unico accorgimento consiste nell’adeguare Samba all’uso delle password cifrate: anche in un ambiente protetto da firewall è bene non abbassare troppo la guardia.I nostri Pc hanno nome Amber (macchina Linux) e Jill (macchina Windows 9x/2000 o Xp); il gruppo di lavoro è “Gruppo”; non viene utilizzato né un Domain Name Controller su macchina Windows, né un server per l’autenticazione. L’utente Windows ha nome “Guido Sintoni” e una password predefinita; l’utente Linux ha nome “guido” ed una password predefinita. Vogliamo garantire l’accesso alla propria home directory su Linux in lettura ed in scrittura, ad uno spazio pubblico di sola lettura, comune ad altri utenti, e ad uno spazio pubblico di lettura e scrittura dove depositare file temporanei.
La distribuzione Linux prescelta per lo scopo è Mandrake 9.0, scelta per le sue doti di semplicità. Ben poco cambia se si ricorre ad altre distribuzioni: la struttura del server ed il file chiave, /etc/smb.conf, rimangono immutati.




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