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Il file smb.conf

Scritto da Guido Sintoni

Con un editor di testo a scelta, creiamo il file smb.conf (del quale raccomandiamo l’accesso con i privilegi di root) ed inseriamo nella sezione [global] le righe visibili nella tabella sottostante:

workgroup = GRUPPO
server string = Server Samba su Amber %v
log file = /var/log/samba/log.%m
max log size = 50
log level = 3
security = user
encrypt passwords = yes
smb passwd file = /etc/samba/smbpasswd
username map = /etc/samba/smbusers
socket options = TCP_NODELAY SO_RCVBUF=8192 SO_SNDBUF=8192
dns proxy = no



Alcune istruzioni sono di comprensione immediata; altre richiedono qualche spiegazione in più. La lunghezza dei log è espressa in Kbyte; log level ne definisce il livello di dettaglio (3 è un buon bilanciamento tra sintesi e analisi dei dati). I log vengono creati sotto forma di file di testo recanti la dicitura log.[nome della macchina]: nel nostro caso, avremo amber.log e jill.log. Da questi, con un comando locale o remoto quale tail -f [nome del file] possiamo analizzare in tempo reale l’attività delle macchine Linux e Windows separatamente, per restringere il campo in caso di errore. Sono presenti anche due file relativi ai demoni smbd e nmbd.

Scegliamo di usare password cifrate per evitare di intervenire nel registro di Windows abilitando le password in chiaro; le password degli utenti Samba si trovano nel file /etc/samba/smbpassword che, come vedremo, ha bisogno di alcune modifiche. Il file /etc/samba/smbusers permette di tradurre i nomi degli utenti Samba in utenti Linux, e risulta fondamentale perché si possa accedere al server; può essere utilizzato, come si dirà in seguito, per non richiedere ogni volta l’autenticazione.

Il valore assegnato ai socket (i punti finali di una connessione, nel nostro caso le due macchine Amber e Jill) è quello proposto di default e permette le migliori prestazioni in termini di accesso. Infine, scegliamo di non eseguire una ricerca dei nomi NetBios su un server Dns locale, cosa che invece sarebbe necessaria se avessimo più macchine in rete e le volessimo gestire con un server Dns.

Passiamo adesso alle sezioni dedicate alla condivisione. In [homes], inseriamo due semplici comandi:

browseable = no
writable = yes


Non sarà possibile navigare altre directory /home ma si potrà scrivere sulla propria: nel caso dell’utente Windows “Guido Sintoni”, sarà possibile inserire e prelevare file da /home/guido dell’utente Linux “guido“.

La sezione [tmp] permette di creare uno spazio di lettura e scrittura di file per tutti gli utenti; nel nostro caso, aggiungiamo

path = /tmp
read only = no
public = yes


Ci concentriamo sulla sezione successiva, [public], inserendo le seguenti righe:

path = /home/samba/public
public = yes
writable = no


Nella directory creata come /home/samba/public, tutti gli utenti possono accedere in lettura, ma non in scrittura, ai file.

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