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READ.ME FESTIVAL
Ecco il trio che sta dietro
Micromusic.net, un’affollata community di musicisti elettronici appassionati dei suoni degli home computer degli anni ottanta, nata in Svizzera e ora diffusa in tutto il mondo. Hanno illustrato lo schema del software per server che gestisce tutta la community e la sua pubblica disponibilità in licenza Gpl, inclusi tutti i suoi contenuti.
Nel suo intervento
Taxonomy of Glitches, Tony Scott ha analizzato l’estetica delle immagini derivanti da errori del computer, crash, o volontari sabotaggi della propria macchina. Una carrellata divertente e originale che non ha mancato di suscitare molte domande del pubblico.
Uno dei
Dos pseudoviruses in primo piano: si tratta di virus “letterari” che lungi dal danneggiare le risorse della macchina ne sfruttavano creativamente le risorse. Sullo sfondo,
Tempest for Eliza di Erik Thiele: un software che attua dei cambi di frequenze del monitor, genera onde sonore percepite e leggermente amplificate dalla radio antistante.
Medium dentro un altro medium. Una troupe televisiva incuriosita dall’implementazione di Quake in telnet denominata
aa-project/ttyquake di Jan Hubicka e altri. Tutto il celeberrimo videogame si può giocare in Ascii senza alcuna differenza, se non nell’estetica e nel ridicolo peso in KByte delle animazioni.
Amy Alexander presenta
deprogramming.us, un software pensato per far svagare i programmatori incatenati alla tastiera. Il programma reagisce con variazioni di colori e animazioni del testo digitato, proiettandolo sullo sfondo del performer/musicista, mentre la tastiera coordina anche le tracce musicali.
Ancora i
Micromusic nel loro dj/vj set live con i tipici video fatti di animazioni a larghi pixel e
sprite che scorrono in un flusso di colori sgargianti. Il gruppo alterna i suoni delle diverse macchine, fra campionamenti, mixing e Gameboy aggiunti dal vivo. Un tuffo nel passato e una visione del futuro al tempo stesso.
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