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Nuovi record per sette P4 a 3 GHz

Scritto da Vittorio Margoni

Il superamento della barriera dei 3 GHz, congiuntamente alla disponibilità di chipset sempre più performanti, consente alla piattaforma Intel di stabilire nuovi record di prestazioni.
A poco più di un anno dal superamento della soglia dei 2 GHz, assistiamo all’introduzione nel mercato desktop delle nuove Cpu Intel a 3,06 GHz. In questo caso però non si tratta di un semplice salto in avanti in termini di frequenza pura, in quanto il colosso di Santa Clara ha introdotto nei suoi ultimi processori sofisticati espedienti in grado di aumentare le prestazioni globali del sistema.

Ci riferiamo alla tecnologia Hyper-Threading, una forma di multitithreading simultaneo che fa in modo che un singolo processore sia visto dal sistema operativo come due unità logiche distinte. Ovviamente il sistema operativo non basta da solo a supportare questa tecnologia, che deve innanzitutto essere gestita dal Bios e dal chipset.

In questo senso l’offerta di Intel è quanto mai ampia, come dimostrano anche le macchine di questa speciale prova: su sette sistemi abbiamo infatti ben quattro tipi di chipset Intel diversi. Si va dall’i850E, con supporto a memorie Rdram PC1066, al recente Granite Bay (E7205) con doppio canale Ddr PC2100 e Agp 8X, passando per l’i845PE, con supporto alle Ddr PC2700, e per l’i845GE, sempre con supporto a memorie Ddr a 333 MHz e grafica integrata. I produttori di Pc hanno quindi l’imbarazzo della scelta sulla soluzione (per ora solo Intel) da adottare per costruire un sistema che sfrutti al massimo le caratteristiche della nuova Cpu.

Come abbiamo potuto estrapolare dalle sette macchine giunte nel nostro laboratorio, un numero sicuramente che non può dare l’idea dell’offerta globale dei vari produttori, ma che permette di trarre alcune valide conclusioni, ci sono essenzialmente tre tipologie di sistemi. Si parte dal top performance, destinato agli utenti più esigenti che non hanno problemi di budget e desiderano solo i componenti più aggiornati, per arrivare a configurazioni che cercano di proporre un sistema destinato a un target più ampio, che non fornisce prestazioni da primato, ma che ha nel prezzo il suo punto di forza.

Come sempre tra la configurazione più evoluta e quella base c’è una soluzione intermedia, che si affida a componenti di livello medio-alto per assemblare un sistema performante e nel contempo con un costo appetibile per una buona fetta del mercato. Non dobbiamo dimenticare che il prezzo delle nuove Cpu Intel, per lotti di mille pezzi, si attesta intorno ai 640 dollari Iva esclusa (praticamente la stessa cifra in euro al cambio attuale), che incide quindi notevolmente sul costo finale della configurazione.

Per quanto riguarda invece il sottosistema grafico ATI detiene ancora lo scettro di regina delle prestazioni, almeno fino al lancio del nuovo GeForceFX, ed è presente in cinque sistemi con il suo modello di punta, il Radeon 9700Pro. Dal punto di vista della memoria invece abbiamo sostanzialmente tre soluzioni: Ddr PC2100, Ddr PC2700 e Rdram PC 1066.

Come si nota dai risultati dei nostri benchmark le soluzioni a doppio canale, soprattutto quella Rdram, sono più efficienti di quelle tradizionali, che permettono però di contenere i costi con un modesto calo delle prestazioni.

Tutti i sistemi dispongono di un buona dotazione di porte di comunicazione veloci (Usb 2.0 o Firewire) e di dischi di capienza sufficiente (40 GByte il minimo). Specifichiamo comunque che per questa piccola prova comparativa non sono stati adottati, come è invece consuetudine, dei criteri di configurazione minimi, ma è stata lasciata libera scelta ai produttori. In questo caso abbiamo infatti voluto fornire ai nostri lettori un piccolo spaccato di quello che il mercato offre per la nuova Cpu Intel, sia in termini di prezzo sia di dotazione e prestazioni.

A questo punto risulta quindi necessario valutare in maniera attenta le proprie esigenze. Come infatti si può vedere dai risultati dei nostri test, gli incrementi medi di prestazioni nelle principali suite, il Multimedia Content Creation 2003 e il Business Winstone 2002, sono dell’ordine del 6 e del 3 percento rispettivamente, praticamente un margine derivante dal solo incremento della frequenza di lavoro.

È anche vero che questi test non sono ottimizzati per mostrare l’efficienza della nuova tecnologia Hyper-Threading, ma al momento i software in grado di trarne pieno beneficio sono comunque pochi. Un esempio su tutti è sicuramente la versione 5 del software 3ds max di Discreet, espressamente ottimizzato per il supporto di HT.

Come si può vedere dai risultai pubblicati sullo scorso numero di PC Professionale (Dicembre 2002) l’incremento di prestazioni è decisamente sostanziale e, chi dovesse usare in maniera professionale questo software, non dovrebbe avere dubbi a acquistare il nuovo processore Intel. Un utente di questo tipo è comunque classificabile come professionale e generalmente disposto a spendere cifre elevate per un sistema in grado di velocizzare le operazioni quotidiane, contribuendo così alla massimizzazione della produttività.

Anche per gli utenti “comuni” però, come è emerso da uno studio effettuato dai nostri laboratori americani, la tecnologia HT è in grado di apportare significativi benefici. I test effettuati hanno infatti evidenziato come la nuova tecnologia Intel possa migliorare il lavoro in ambiente multitasking, consentendo per esempio di utilizzare il sistema per il gioco in ambiente 3D intanto che in background si sta operando una conversione tra formati multimediali: un’operazione al momento difficilmente realizzabile senza un calo drastico delle prestazioni in tutti e due i task.

Ovviamente non esiste solo il lato positivo, in quanto è possibile che quando due applicazioni cercano di accedere simultaneamente alle risorse di calcolo, o quando un’applicazione sta eseguendo un compito più impegnativo dell’altra, HT possa costituire addirittura un freno alle prestazioni globali del sistema.

Sempre nei nostri laboratori americani è stato infatti provato che eseguendo la decodifica di un filmato in backgronud e contemporaneamente un programma di compressione dati che agiva su un grande numero di file, l’attivazione di HT ha determinato un calo di prestazioni di circa il 16%. Come nota a margine precisiamo che tutti i test condotti per questa prova sono stati effettuati con Hyper-Threading abilitato.

In attesa quindi che anche il software si adegui alle nuove potenzialità dell’hardware, un processo solitamente non molto rapido, sta al singolo utente e alle sue necessità, o alle sue possibilità, scegliere la soluzione migliore. Il nostro consiglio, come sempre, è di cercare un buon equilibrio nei vari componenti della configurazione, in modo tale che il sistema possa esprimere sempre appieno tutte le sue potenzialità.


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