29 schede madri per Athlon e Pentium 4
I chipset in commercio sono ormai decine, e le schede madri centinaia. Abbiamo provato i prodotti di riferimento per le piattaforme Intel e AMD e illustrato le tecnologie oggi disponibili.Lasciato alle spalle il 2002, per il mondo informatico è tempo di primi e positivi bilanci. Dopo due anni di transizione, contraddistinti da frequenti cambiamenti tecnologici che hanno messo in crisi produttori e consumatori, quello appena trascorso è stato un anno di assestamento.
I benefici più evidenti si sono registrati nel campo della memoria: il 2002, archiviata la Sdr (Single Data Rate) Sdram e con la Rambus Dram in caduta libera, ha segnato la definitiva consacrazione della Ddr (Double Data Rate) Sdram.
I produttori di memoria, approfittando di questa stabilità, hanno dato vita a un mercato particolarmente frenetico che ha visto il lancio di tecnologie come la Ddr 333 e la Ddr 400 prima ancora della ratifica ufficiale da parte del Jedec (organizzazione statunitense che definisce le specifiche a livello internazionale).
Anche se il 2002 per il mondo dei microprocessori è stato avaro di novità e colpi a sorpresa, tanto AMD quanto Intel hanno duramente lavorato per perfezionare le loro architetture. Visto che allo stato attuale operare solo sulla frequenza del core apporta più vantaggi dal punto di vista del marketing che dal punto di vista pratico, le due case si sono concentrate sulla riduzione dei colli di bottiglia che impediscono il pieno sfruttamento di processori da 3 GHz e oltre. I principali imputati in questo caso sono due: l’ampiezza di banda e la latenza. Se volessimo paragonare il processore a un motore a scoppio e i dati su cui deve operare alla benzina, l’ampiezza di banda e la latenza rappresenterebbero l’impianto di alimentazione che unisce il serbatoio al motore: è facile intuire quanto sia inutile avere un potente 12 cilindri se la benzina arriva con il contagocce e il motore deve girare al minimo.
Esiste in questo caso un fronte d’azione comune che vede coinvolto tutto l’universo del silicio con i produttori di memoria e di chipset in prima fila accanto ad AMD e Intel. Inoltre sono nate da tempo svariate organizzazioni (come il consorzio PCI Express e quello Hypertransport) per la definizione e lo sviluppo di connessioni di I/O di terza generazione.
Vedremo, nel corso dell’articolo, tutti gli espedienti che sono stati escogitati o che si stanno sviluppando per eliminare i diversi colli di bottiglia e rendere più fluido lo sfruttamento dell’intero Pc.
L’ultima nota (purtroppo dolente) arriva dal taglio degli investimenti operato nel 2002 dai principali produttori di semiconduttori. Infatti, anche a causa di una economia decisamente stagnante, lo scorso anno le aziende It hanno stanziato per nuove fabbriche e impianti industriali “solo” 21 milioni di dollari, cifra che corrisponde esattamente alla metà (42 milioni di dollari) di quanto speso, nello stesso settore, nel corso del 2000.
Sempre secondo lo studio della Bancorp (una delle aziende cui l’osservatorio delle transnazionali fornisce le informazioni di carattere finanziario) anche il prossimo sarà, sul piano degli investimenti, un anno a scartamento ridotto. Infatti, sebbene molti analisti siano concordi nel ritenere il 2003 un anno di crescita, ci sono parecchie discordanze per quanto riguarda le cifre, che spaziano dal più pessimistico +5% al più ottimistico +26%.
Se da un lato la sopravvalutazione della domanda può mettere in crisi le industrie (come accadde nel 2001 quando, dopo i massicci investimenti dell’anno precedente, le vendite crollarono del 33% e molti si ritrovarono a produrre più chip di quanti riuscissero a vendere), dall’altro la sottovalutazione della domanda può frenare la ripresa del mercato.
Infatti, poiché per la costruzione di nuovi impianti è necessaria una pianificazione a lungo termine (mediamente 12-24 mesi), un imprevisto boom, per quanto auspicabile, potrebbe mettere in crisi la produzione. In questo scenario, in cui tutti sembrano rimanere alla finestra, Intel è l’unica, tra le grandi aziende, che continua a investire in maniera massiccia sugli impianti industriali. Infatti, dopo aver completato due nuove fabbriche (in Nuovo Messico e Oregon), l’azienda di Santa Clara ha ricominciato i lavori, interrotti nel corso del 2000, alla sua fabbrica in Irlanda.
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