Compatibilità dei file musicali Mp3PRO
Dopo la buona recensione pubblicata su PC Professionale, ho acquistato il software MyMp3 Pro di Steinberg. Ho iniziato a codificare i miei Cd-Audio in questo nuovo formato impostando il software con i parametri “Qualità migliore, Bit rate costante a 160 kbps e codifica Fraunhofer”. Ascolto i file così prodotti con lo stesso MyMp3 Pro e non ho notato alcun decadimento nella resa acustica. Alcuni amici, invece, li hanno ascoltati con WinAmp (senza plug-in) e dicono che la qualità è decisamente scadente, di molto inferiore ai normali Mp3.
Non dovrebbe essere possibile ascoltarli come Mp3 normali? Per quanto ho capito, un file Mp3PRO codificato a 160 kbps dovrebbe avere una qualità paragonabile a un Mp3 classico a 320 kbps, occupando però metà spazio. La massima qualità nell’audio si avrà, ovviamente, con un player compatibile. Ma anche, usando un player Mp3, la fedeltà dovrebbe essere paragonabile a quella di un file codificato a 160 kbps, o sbaglio? Cosa si intende con la sigla “Vbr”? Gli attuali player tipo Creative Jukebox, Zen o iPod potranno essere aggiornati a questo nuovo formato o si dovrà attendere la commercializzazione di versioni specifiche? Credete che il formato Mp3PRO diventerà il nuovo standard di riferimento?
Non dovrebbe essere possibile ascoltarli come Mp3 normali? Per quanto ho capito, un file Mp3PRO codificato a 160 kbps dovrebbe avere una qualità paragonabile a un Mp3 classico a 320 kbps, occupando però metà spazio. La massima qualità nell’audio si avrà, ovviamente, con un player compatibile. Ma anche, usando un player Mp3, la fedeltà dovrebbe essere paragonabile a quella di un file codificato a 160 kbps, o sbaglio? Cosa si intende con la sigla “Vbr”? Gli attuali player tipo Creative Jukebox, Zen o iPod potranno essere aggiornati a questo nuovo formato o si dovrà attendere la commercializzazione di versioni specifiche? Credete che il formato Mp3PRO diventerà il nuovo standard di riferimento?
Enrico Repetto, via internet
Formalizzato nel 2001 da Thomson, il formato Mp3PRO si propone di fornire una qualità paragonabile a quella ottenibile dalla codifica Mp3 tradizionale riducendo drasticamente l’occupazione di memoria (la compressione in Mp3PRO a 64 kbps di una traccia audio offre una resa migliore della codifica Mp3 tradizionale a 96 kbps).
Questa nuova tecnologia, sviluppata dal laboratorio di ricerca svedese Coding Technologies, era indirizzata inizialmente alla realizzazione di apparecchi acustici per l’amplificazione selettiva del suono. Quando in seguito è diventato chiaro che i risultati delle ricerche avrebbero potuto trovare applicazione anche nel settore della compressione musicale, è nata la partnership con Thomson, tra i principali proprietari dei diritti d’autore che gravano sul formato.
Per creare un file Mp3PRO, il programma di compressione separa i dati audio in due parti: le basse frequenze sono codificate in un flusso Mp3 standard, mentre le frequenze più elevate sono analizzate ed elaborate da un nuovo algoritmo, specifico della tecnologia Mp3PRO. I dati relativi alla gamma alta dello spettro acustico sono memorizzati all’interno del file in blocchi dotati di un’intestazione specifica, ignorata dai player Mp3 tradizionali. Per questo motivo, la tecnologia Mp3PRO deve essere considerata “a due velocità”: il flusso di dati Mp3 contenuto nel nuovo formato è riprodotto a metà della frequenza di campionamento rispetto ai dati Mp3PRO. Ciò significa che se il file Mp3PRO è stato prodotto con una frequenza di campionamento di 44,1 kHz, lo stesso file sarà riprodotto con un player Mp3 a 22 kHz, portando a un notevole decadimento della qualità sonora.
Inoltre, il formato Mp3PRO prevede un’ulteriore modalità chiamata LC Stereo (Low complexity stereo, stereo a bassa complessità), progettata per consentire la codifica di audio stereo anche a bit rate particolarmente bassi. Se viene scelta questa modalità di compressione il flusso di dati Mp3 viene codificato in monofonia, con ulteriore peggioramento della qualità di riproduzione (ovviamente a meno che non vengano utilizzati player specifici Mp3PRO).
La dichiarazione di “compatibilità” dei file Mp3PRO con i riproduttori Mp3 privi dello specifico supporto (plug-in per i player software, decodifica in hardware per quelli portatili) deve quindi essere valutata in tutti i suoi aspetti: sebbene l’ascolto sia possibile, la qualità audio probabilmente sarà tale da scoraggiarne l’utilizzo. La sigla Vbr è l’acronimo di variable bit rate (in italiano, quantità di dati variabile). Questa tecnica, sviluppata prima per lo standard Mp3 e poi adottata anche da altri formati compressi, consente di variare dinamicamente la quantità di dati utilizzata per la codifica di una traccia audio.
Per comprenderne l’utilità, si prendano in considerazione due diversi momenti di un brano, come l’inizio (dove è probabile incontrare alcuni secondi di silenzio o di musica a basso volume) e la fase centrale, caratterizzata da una struttura musicale più complessa. In una codifica a bitrate fisso il programma di compressione assegnerebbe a queste diverse sezioni la stessa importanza e quantità di dati per unità di tempo, portando a uno spreco di spazio nei momenti di silenzio e all’impossibilità di codificare tutte le sfumature musicali nelle zone più complesse.
Al contrario, con la tecnica a bitrate variabile è possibile assegnare più bit ai momenti più impegnativi del brano e meno bit alle sequenze meno elaborate, ottenendo complessivamente una qualità migliore e, allo stesso tempo, un file più compatto. L’unica controindicazione alla tecnica Vbr è che alcuni riproduttori Mp3 non sono in grado di gestirla correttamente, a volte per una implementazione non adeguata dell’algoritmo, altre volte perché la decompressione dei file Vbr richiede una maggiore potenza di calcolo, che alcuni player portatili o lettori Dvd da tavolo non sono in grado di fornire.
L’implementazione del supporto Mp3PRO sui riproduttori portatili si scontra con lo stesso problema: anche per questo formato è necessaria una capacità di elaborazione superiore rispetto al normale Mp3. Non è quindi possibile prevedere la futura estensione delle funzionalità di questi apparecchi mediante il solo aggiornamento del firmware. Esiste inoltre un altro problema che non mancherà di influire sull’adozione della tecnologia Mp3PRO, ovvero i brevetti che gravano su tutti i meccanismi necessari per la creazione dei file. Chiunque intenda implementare gli algoritmi Mp3PRO sarà tenuto a pagare le royalty (i diritti d’autore) a Thomson e ai suoi partner.
La diffusione del formato Mp3 inizialmente ha incontrato molte difficoltà proprio per questo motivo e lo stesso problema sembra presentarsi oggi, in maniera ancor più pressante, con la tecnologia Mp3PRO che sotto questo punto di vista risulta ancor più vincolata.
Esistono inoltre alcuni formati di compressione audio, completamente liberi da restrizioni legali, che promettono di rendere la vita difficile a Mp3PRO e agli altri formati proprietari. Tra questi vale la pena di nominare Ogg Vorbis, del quale è stata recentemente rilasciata la prima versione definitiva.
Questa nuova tecnologia, sviluppata dal laboratorio di ricerca svedese Coding Technologies, era indirizzata inizialmente alla realizzazione di apparecchi acustici per l’amplificazione selettiva del suono. Quando in seguito è diventato chiaro che i risultati delle ricerche avrebbero potuto trovare applicazione anche nel settore della compressione musicale, è nata la partnership con Thomson, tra i principali proprietari dei diritti d’autore che gravano sul formato.
Per creare un file Mp3PRO, il programma di compressione separa i dati audio in due parti: le basse frequenze sono codificate in un flusso Mp3 standard, mentre le frequenze più elevate sono analizzate ed elaborate da un nuovo algoritmo, specifico della tecnologia Mp3PRO. I dati relativi alla gamma alta dello spettro acustico sono memorizzati all’interno del file in blocchi dotati di un’intestazione specifica, ignorata dai player Mp3 tradizionali. Per questo motivo, la tecnologia Mp3PRO deve essere considerata “a due velocità”: il flusso di dati Mp3 contenuto nel nuovo formato è riprodotto a metà della frequenza di campionamento rispetto ai dati Mp3PRO. Ciò significa che se il file Mp3PRO è stato prodotto con una frequenza di campionamento di 44,1 kHz, lo stesso file sarà riprodotto con un player Mp3 a 22 kHz, portando a un notevole decadimento della qualità sonora.
Inoltre, il formato Mp3PRO prevede un’ulteriore modalità chiamata LC Stereo (Low complexity stereo, stereo a bassa complessità), progettata per consentire la codifica di audio stereo anche a bit rate particolarmente bassi. Se viene scelta questa modalità di compressione il flusso di dati Mp3 viene codificato in monofonia, con ulteriore peggioramento della qualità di riproduzione (ovviamente a meno che non vengano utilizzati player specifici Mp3PRO).
La dichiarazione di “compatibilità” dei file Mp3PRO con i riproduttori Mp3 privi dello specifico supporto (plug-in per i player software, decodifica in hardware per quelli portatili) deve quindi essere valutata in tutti i suoi aspetti: sebbene l’ascolto sia possibile, la qualità audio probabilmente sarà tale da scoraggiarne l’utilizzo. La sigla Vbr è l’acronimo di variable bit rate (in italiano, quantità di dati variabile). Questa tecnica, sviluppata prima per lo standard Mp3 e poi adottata anche da altri formati compressi, consente di variare dinamicamente la quantità di dati utilizzata per la codifica di una traccia audio.
Per comprenderne l’utilità, si prendano in considerazione due diversi momenti di un brano, come l’inizio (dove è probabile incontrare alcuni secondi di silenzio o di musica a basso volume) e la fase centrale, caratterizzata da una struttura musicale più complessa. In una codifica a bitrate fisso il programma di compressione assegnerebbe a queste diverse sezioni la stessa importanza e quantità di dati per unità di tempo, portando a uno spreco di spazio nei momenti di silenzio e all’impossibilità di codificare tutte le sfumature musicali nelle zone più complesse.
Al contrario, con la tecnica a bitrate variabile è possibile assegnare più bit ai momenti più impegnativi del brano e meno bit alle sequenze meno elaborate, ottenendo complessivamente una qualità migliore e, allo stesso tempo, un file più compatto. L’unica controindicazione alla tecnica Vbr è che alcuni riproduttori Mp3 non sono in grado di gestirla correttamente, a volte per una implementazione non adeguata dell’algoritmo, altre volte perché la decompressione dei file Vbr richiede una maggiore potenza di calcolo, che alcuni player portatili o lettori Dvd da tavolo non sono in grado di fornire.
L’implementazione del supporto Mp3PRO sui riproduttori portatili si scontra con lo stesso problema: anche per questo formato è necessaria una capacità di elaborazione superiore rispetto al normale Mp3. Non è quindi possibile prevedere la futura estensione delle funzionalità di questi apparecchi mediante il solo aggiornamento del firmware. Esiste inoltre un altro problema che non mancherà di influire sull’adozione della tecnologia Mp3PRO, ovvero i brevetti che gravano su tutti i meccanismi necessari per la creazione dei file. Chiunque intenda implementare gli algoritmi Mp3PRO sarà tenuto a pagare le royalty (i diritti d’autore) a Thomson e ai suoi partner.
La diffusione del formato Mp3 inizialmente ha incontrato molte difficoltà proprio per questo motivo e lo stesso problema sembra presentarsi oggi, in maniera ancor più pressante, con la tecnologia Mp3PRO che sotto questo punto di vista risulta ancor più vincolata.
Esistono inoltre alcuni formati di compressione audio, completamente liberi da restrizioni legali, che promettono di rendere la vita difficile a Mp3PRO e agli altri formati proprietari. Tra questi vale la pena di nominare Ogg Vorbis, del quale è stata recentemente rilasciata la prima versione definitiva.




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