Organizzazione dell’hard disk
Da qualche tempo ho notato un notevole rallentamento generale di tutto il sistema ed è stato inutile qualunque tentativo volto a cercare almeno di migliorare, se non di risolvere, questo stato di cose (per esempio, con le usuali deframmentazione e pulizia del disco). L’unica soluzione possibile è stata la formattazione e il partizionamento del disco, con successiva reinstallazione di tutti i programmi.
Per questo lavoro mi sono rivolto a un tecnico, che mi ha consigliato di dividere il mio hard disk da 20 GByte in due partizioni di circa 10 GByte: a suo parere, nella prima avrei potuto installare il sistema operativo Windows Millennium Edition e tutti i programmi, mentre nella seconda avrei archiviato i documenti. Per l’operazione abbiamo utilizzato Partition Magic 7 e, devo riconoscerlo, il sistema ormai piuttosto datato ne ha guadagnato in termini di velocità di esecuzione e corretta distribuzione dei dati.
La mia domanda riguarda la giusta quantità di partizioni dell’hard disk: inizialmente proposi di fare quattro partizioni, da destinare separatamente al sistema operativo, ai software che uso per lavoro, ai documenti personali e infine allo shareware da provare prima di una eventuale registrazione.
Mi è stato risposto che una simile distribuzione, sia pure possibile, avrebbe rallentato il sistema in quanto i software installati avrebbero sempre fatto riferimento alle librerie di Windows, motivo per cui una loro collocazione separata dal sistema operativo avrebbe determinato l’aumento dei tempi di esecuzione dei programmi.
È giusto un simile ragionamento? È stata corretta la divisione in due partizioni effettuata? In questo caso, il solo vantaggio del partizionamento del disco fisso consiste nel separare il sistema operativo dai documenti personali, in modo da salvaguardarli in caso di successiva formattazione? Infine, in caso di formattazione, come sarebbe possibile salvare sia il sistema operativo sia i programmi?
Mi è stato detto che si può fare un’immagine dello stato del disco con DriveImage per poi masterizzarla: in questo caso, se il file immagine supera la dimensione di 650 o 700 MByte, come si deve procedere?
Per questo lavoro mi sono rivolto a un tecnico, che mi ha consigliato di dividere il mio hard disk da 20 GByte in due partizioni di circa 10 GByte: a suo parere, nella prima avrei potuto installare il sistema operativo Windows Millennium Edition e tutti i programmi, mentre nella seconda avrei archiviato i documenti. Per l’operazione abbiamo utilizzato Partition Magic 7 e, devo riconoscerlo, il sistema ormai piuttosto datato ne ha guadagnato in termini di velocità di esecuzione e corretta distribuzione dei dati.
La mia domanda riguarda la giusta quantità di partizioni dell’hard disk: inizialmente proposi di fare quattro partizioni, da destinare separatamente al sistema operativo, ai software che uso per lavoro, ai documenti personali e infine allo shareware da provare prima di una eventuale registrazione.
Mi è stato risposto che una simile distribuzione, sia pure possibile, avrebbe rallentato il sistema in quanto i software installati avrebbero sempre fatto riferimento alle librerie di Windows, motivo per cui una loro collocazione separata dal sistema operativo avrebbe determinato l’aumento dei tempi di esecuzione dei programmi.
È giusto un simile ragionamento? È stata corretta la divisione in due partizioni effettuata? In questo caso, il solo vantaggio del partizionamento del disco fisso consiste nel separare il sistema operativo dai documenti personali, in modo da salvaguardarli in caso di successiva formattazione? Infine, in caso di formattazione, come sarebbe possibile salvare sia il sistema operativo sia i programmi?
Mi è stato detto che si può fare un’immagine dello stato del disco con DriveImage per poi masterizzarla: in questo caso, se il file immagine supera la dimensione di 650 o 700 MByte, come si deve procedere?
Alfonso Spagnuolo, via internet
I sistemi operativi Windows adottano alcune soluzioni tecniche che li rendono particolarmente sensibili alle ripetute installazioni e disinstallazioni di software. Ogni programma che entra a far parte del sistema apporta modifiche al Registro di configurazione, inserendovi alcuni parametri operativi necessari al suo corretto funzionamento.
Il file del Registro, una componente fondamentale di Windows, può ingrandirsi a dismisura e frammentarsi sull’hard disk, rallentando tutte le operazioni del sistema. Purtroppo, la pulizia del Registro di configurazione è un’operazione poco pratica sia per la quantità di dati da esaminare sia per il modo criptico con cui sono codificate le informazioni inserite.
Quando un sistema comincia a manifestare i problemi descritti dal lettore non vi è altra soluzione pratica che procedere alla riformattazione e reinstallazione del sistema operativo. Inoltre, come abbiamo appena detto, poiché le applicazioni hanno la necessità di inserire alcuni dati nel Registro, con la reinstallazione del sistema non è possibile preservarle. Si renderà quindi necessario procedere alla reinstallazione anche dei singoli programmi. La divisione in due partizioni consente di preservare tutti i documenti prodotti con i vari applicativi in modo da minimizzare il rischio che un incidente sulla partizione di sistema li renda inaccessibili.
Allo stesso modo i documenti che, per loro natura, vengono più volte modificati non si mescoleranno con i file del sistema operativo, rendendo più lento il procedimento di frammentazione dell’hard disk.
La scelta di avere due partizioni più o meno della stessa grandezza offre la possibilità di compiere operazioni di emergenza quali il trasferimento di tutto il contenuto di una partizione sull’altra. Ciò può rendersi necessario in caso di infezioni virali o per la presenza di settori danneggiati sull’hard disk, con la conseguente necessità di riformattare la partizione per ottenerne la rimappatura. Creare una partizione dedicata ai programmi Office o alle utilità shareware non sarebbe funzionale.
Nel caso si dovesse riformattare la partizione del sistema operativo utilizzato durante la loro installazione, questi programmi diverrebbero inutilizzabili a causa della mancanza delle librerie a collegamento dinamico (file con estensione .Dll), che vengono copiate nella directory \Windows anche quando si sceglie una partizione diversa per l’installazione del programma.
Questo comporta inoltre una marginale riduzione della velocità di esecuzione, in quanto gli eseguibili e le librerie .Dll si troveranno in zone del disco distanti tra loro con la conseguente necessità di ampi spostamenti della testina dell’hard disk. I programmi di deframmentazione provvedono infatti a memorizzare tutti i file contenuti in una directory in aree adiacenti del disco, per minimizzare il “seek time” (tempo di ricerca). Questa operazione non è possibile se i file si trovano in partizioni diverse.
Per la creazione di una copia di backup, come riportato dal lettore, è necessario utilizzare apposite utility che archiviano, oltre agli eseguibili e a tutti i file di supporto delle applicazioni, anche i dati contenuti nei file di sistema.
DriveImage di PowerQuest e Norton Ghost sono in grado di compiere questa operazione. Teniamo però a precisare che eseguendo una copia immagine dell’hard disk, il livello di funzionalità del sistema viene ripristinato allo stesso stato in cui era al momento dell’esecuzione del backup. Creando una copia immagine di un sistema già appesantito da numerose installazioni e ripristinandola successivamente non si avranno quindi miglioramenti nella funzionalità.
Per questo motivo è sempre consigliabile eseguire le copie immagine subito dopo un’installazione fresca e perfettamente funzionante. Entrambi i programmi di utilità citati gestiscono direttamente i Cd recorder, semplificando l’operazione di backup. Inoltre, sono in grado di scindere automaticamente i dati in modo da consentirne la memorizzazione su più supporti ottici, senza che l’utente debba preoccuparsi della dimensione finale del file immagine.
Il file del Registro, una componente fondamentale di Windows, può ingrandirsi a dismisura e frammentarsi sull’hard disk, rallentando tutte le operazioni del sistema. Purtroppo, la pulizia del Registro di configurazione è un’operazione poco pratica sia per la quantità di dati da esaminare sia per il modo criptico con cui sono codificate le informazioni inserite.
Quando un sistema comincia a manifestare i problemi descritti dal lettore non vi è altra soluzione pratica che procedere alla riformattazione e reinstallazione del sistema operativo. Inoltre, come abbiamo appena detto, poiché le applicazioni hanno la necessità di inserire alcuni dati nel Registro, con la reinstallazione del sistema non è possibile preservarle. Si renderà quindi necessario procedere alla reinstallazione anche dei singoli programmi. La divisione in due partizioni consente di preservare tutti i documenti prodotti con i vari applicativi in modo da minimizzare il rischio che un incidente sulla partizione di sistema li renda inaccessibili.
Allo stesso modo i documenti che, per loro natura, vengono più volte modificati non si mescoleranno con i file del sistema operativo, rendendo più lento il procedimento di frammentazione dell’hard disk.
La scelta di avere due partizioni più o meno della stessa grandezza offre la possibilità di compiere operazioni di emergenza quali il trasferimento di tutto il contenuto di una partizione sull’altra. Ciò può rendersi necessario in caso di infezioni virali o per la presenza di settori danneggiati sull’hard disk, con la conseguente necessità di riformattare la partizione per ottenerne la rimappatura. Creare una partizione dedicata ai programmi Office o alle utilità shareware non sarebbe funzionale.
Nel caso si dovesse riformattare la partizione del sistema operativo utilizzato durante la loro installazione, questi programmi diverrebbero inutilizzabili a causa della mancanza delle librerie a collegamento dinamico (file con estensione .Dll), che vengono copiate nella directory \Windows anche quando si sceglie una partizione diversa per l’installazione del programma.
Questo comporta inoltre una marginale riduzione della velocità di esecuzione, in quanto gli eseguibili e le librerie .Dll si troveranno in zone del disco distanti tra loro con la conseguente necessità di ampi spostamenti della testina dell’hard disk. I programmi di deframmentazione provvedono infatti a memorizzare tutti i file contenuti in una directory in aree adiacenti del disco, per minimizzare il “seek time” (tempo di ricerca). Questa operazione non è possibile se i file si trovano in partizioni diverse.
Per la creazione di una copia di backup, come riportato dal lettore, è necessario utilizzare apposite utility che archiviano, oltre agli eseguibili e a tutti i file di supporto delle applicazioni, anche i dati contenuti nei file di sistema.
DriveImage di PowerQuest e Norton Ghost sono in grado di compiere questa operazione. Teniamo però a precisare che eseguendo una copia immagine dell’hard disk, il livello di funzionalità del sistema viene ripristinato allo stesso stato in cui era al momento dell’esecuzione del backup. Creando una copia immagine di un sistema già appesantito da numerose installazioni e ripristinandola successivamente non si avranno quindi miglioramenti nella funzionalità.
Per questo motivo è sempre consigliabile eseguire le copie immagine subito dopo un’installazione fresca e perfettamente funzionante. Entrambi i programmi di utilità citati gestiscono direttamente i Cd recorder, semplificando l’operazione di backup. Inoltre, sono in grado di scindere automaticamente i dati in modo da consentirne la memorizzazione su più supporti ottici, senza che l’utente debba preoccuparsi della dimensione finale del file immagine.




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