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Wind porta lo standard I-Mode in Italia

Scritto da Valeria Camagni

Grazie all’accordo con l’operatore mobile giapponese NTT DoCoMo sarà più facile accedere ai servizi Internet su telefonino. Per fine anno Wind lancerà il servizio I-Mode sulla rete Gprs.
Arriva anche in Italia il servizio I-Mode, la piattaforma che consente di ricevere in modo istantaneo sui telefonini servizi e contenuti Internet avanzati come video, notizie, e-mail, giochi, ma anche informazioni bancarie e quotazioni azionarie.

Wind ha siglato con NTT DoCoMo un accordo di licenza per la commercializzazione in esclusiva nel nostro Paese del servizio I-Mode, che porterà l’operatore telefonico a lanciare I-Mode sulla propria rete Gprs e Umts avvalendosi del supporto, della tecnologia e dei marchi forniti da NTT DoCoMO. La partnership ha durata quinquennale ma è rinnovabile, prevede un’esclusiva di quattro anni per la telefonia di seconda e terza generazione.

Per Wind l’accordo ha una valenza importantissima: sia come fattore di accelerazione nello sviluppo della “larga banda mobile”, nell’agevolare la transizione dei clienti dai telefonini 2,5G (Gprs) a quelli 3G (Umts) sia perché proietta l’operatore in una dimensione internazionale, grazie al roaming con gli altri operatori europei che già utilizzano il servizio I-Mode: Bouygues Telecom in Francia; E-Plus in Germania; Kpn Mobile in Olanda e Base in Belgio. In Europa ci sono in tutto 600.000 utenti paganti di I-Mode, di cui 200.000 in Francia.

Ma quali sono i vantaggi che derivano ai clienti dall’adozione di questo ambiente operativo aperto? Il principale è l’accesso al mondo dei contenuti Internet nella sua totalità, che risulta notevolmente facilitato. I-Mode incorpora un browser basato su una versione compatta del linguaggio Html (CHtml) e sfrutta il protocollo Http per trasferire le informazioni dai siti compatibili della Rete o dai content partner al cellulare dei clienti. Proprio la semplicità delle pagine CHtml ha permesso il diffondersi di migliaia di siti personali compatibili, tanto che oggi chiunque può realizzare e pubblicare su Internet un sito per la navigazione su i-Mode.

In Giappone, dove la piattaforma esiste dal 1999, ci sono oltre 38 milioni di terminali abilitati e 8,5 milioni di utenti abbonati paganti. I fornitori di contenuti sono oltre 6.000 e molto ha contato il modello remunerativo del revenue sharing con l’operatore mobile che ha garantito ai content provider un ritorno economico elevato (lo scorso anno NTT DoCoMo ha realizzato con l’I-Mode un giro d’affari pari a 7 miliardi di euro). Questo modello di business è lo stesso che Wind intende sviluppare in Italia, creando intorno a sé una delle più importanti comunità di sviluppatori “mobili” d’Europa. Dalla sua Wind ha già il vantaggio di disporre di una rete di 200 content provider che ruotano attorno al mondo dei servizi Internet offerti dalla società (circa 12 milioni sono gli utenti di Libero e Infostrada per gli accessi a Internet) e che in prospettiva dovrebbe arricchirsi di molti nuovi fornitori. Per quanto riguarda i costi del servizio non sono state date indicazioni, mentre si sa che entro fine anno è prevista l’uscita dei primi terminali I-Mode sulla rete Gprs di Wind, . poi nel 2004 arriverà anche sull’Umts.

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