Atlanet, ipotesi scorporo quota in Ipse2000 a soci
ROMA (Reuters) - I soci di Atlanet, compagnia telefonica controllata dagli spagnoli di Telefonica, Ifil e Acea, hanno deciso di scorporare la partecipazione in Ipse2000 dal portafoglio di Atlanet.Lo hanno detto a Reuters due diverse fonti finanziarie che hanno chiesto di rimanere anonime.
“C’è un’ipotesi che Ifil, Telefonica e Acea si distribuiscano la quota in Ipse detenuta da Atlanet”, ha detto la prima fonte.
Una seconda fonte ha precisato che “la direzione è certamente quella, ma i tempi non sono ancora maturi. C’è l’interesse a dividere il destino di Atlanet, che ha possibilità di stare sul mercato, da quello di Ispe, il cui futuro è incerto”.
Atlanet è una società di telefonia fissa il cui capitale è per il 34% detenuto da Telefonica, e per il restante 66% da Ifil e Acea in parti uguali. Atlanet ha una quota di circa il 12% in Ipse2000, la società di telefonia cellulare di terza generazione che attualmente versa in gravi difficoltà finanziarie. Gli altri soci di Ipse sono Capitalia e la finlandese Sonera.
Recentemente Ipse ha chiesto la mobilità della quasi totalità dei suoi dipendenti. Il prossimo 8 luglio si riaprirà l’assemblea della società che dovrà decidere il futuro dell’attività. Durante le trattative tenutesi al ministero delle Comunicazioni fra il governo, i sindacati e la dirigenza della società, i rappresentanti del ministro Maurizio Gasparri hanno chiesto ai vertici aziendali di rinviare ogni decisione a settembre. Dopo l’estate dovrebbero, infatti, essere già state approvate le nuove norme in materia di trading delle frequenze. Ipse2000 potrebbe, quindi, affittare ad altri operatori le proprie frequenze inutilizzate e ricavarne introiti per la sua attività.




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