Spegnimento del Pc e modalità “standby”
Ho un Pc basato sul processore Pentium II a 300 MHz e Windows 98SE. Poiché il sistema operativo andava in crash troppo spesso rendendo il Pc quasi inutilizzabile, ho provveduto a formattare l’hard disk e a reinstallare tutto daccapo. Ho acquistato Norton SystemWorks 2002 e Norton Personal Firewall 2002, tenendoli regolarmente in esecuzione. Secondo voi il programma di sicurezza di Norton è una scelta adeguata? O è meglio Zone Alarm? Quest’ultimo segnalava frequentemente tentativi di intrusione bloccati, mentre con il prodotto di Norton ciò non capita praticamente mai.
Dopo avere ripristinato la frequenza effettiva del processore (in precedenza overclockato a 350 MHz) e aver installato un unico modulo di memoria da 256 MByte, i crash si sono drasticamente ridotti ma è comparso un nuovo problema. Nel menu Avvio/Chiudi sessione è scomparsa l’opzione Standby che usavo abbastanza spesso. Inoltre, il Pc non si spegne più automaticamente ma occorre utilizzare il pulsante di accensione. Credo che sia possibile ripristinare sia la funzione di Standby sia lo spegnimento automatico attraverso la configurazione di Windows ma non ho trovato indicazioni nel manuale del sistema operativo.
Dopo avere ripristinato la frequenza effettiva del processore (in precedenza overclockato a 350 MHz) e aver installato un unico modulo di memoria da 256 MByte, i crash si sono drasticamente ridotti ma è comparso un nuovo problema. Nel menu Avvio/Chiudi sessione è scomparsa l’opzione Standby che usavo abbastanza spesso. Inoltre, il Pc non si spegne più automaticamente ma occorre utilizzare il pulsante di accensione. Credo che sia possibile ripristinare sia la funzione di Standby sia lo spegnimento automatico attraverso la configurazione di Windows ma non ho trovato indicazioni nel manuale del sistema operativo.
Stefano Boschi, via internet
ell’ambito della sicurezza informatica si
ha spesso a che fare con traduzioni dall’inglese all’italiano
abbastanza ardite. La definizione secondo la quale il programma
firewall ha bloccato un tentativo di intrusione tende a dare
l’idea che l’intervento di questa utilità sia stato risolutivo
nell’evitare un eventuale accesso indesiderato al proprio
computer. Tutto ciò nella maggior parte dei casi non è vero. Per
accedere dall’esterno a dati contenuti nel proprio computer è
necessario che un apposito programma all’interno si occupi di
ricevere i messaggi e inviare i dati richiesti. Questo può
avvenire solo se sul Pc è installato un cavallo di Troia
progettato per questo scopo, come il noto Back Orifice. Per
verificare se nel sistema siano presenti programmi del genere
basta tenere aggiornato il proprio software antivirus, che è in
grado di riconoscerli e, se necessario, eliminarli. Altri
potenziali canali di intrusione sono alcuni servizi forniti dal
sistema operativo, quali la condivisione di hard disk e
stampanti.
Il firewall Zone Alarm riporta come tentativo d’intrusione qualsiasi messaggio ricevuto dal sistema su una porta non aperta. In base a questa scelta, il numero di intrusioni rilevato dal sistema sarà altissimo, anche se questi tentativi di accesso non avrebbero mai potuto arrecare alcun danno.
L’analogo programma di Norton è più “modesto” e non classifica come tentativo d’intrusione ogni pacchetto ricevuto sulle porte chiuse, limitandosi in ogni caso a compiere la stessa operazione, ovvero a scartarlo. Questo comportamento può sembrare più rassicurante per l’utente meno esperto, ma non indica una maggiore capacità di garantire sicurezza, né da parte di Zone Alarm né di Norton Personal Firewall.
L’efficienza di un firewall dipende dalla cura con cui vengono immesse le regole che consentono o meno il transito dei pacchetti. Per questo motivo è consigliabile controllare sempre con cura il contenuto dei messaggi informativi del firewall prima di rendere permanente una regola, altrimenti si potrebbero creare varchi nel sistema di controllo rendendolo di fatto inutile. Per una trattazione più approfondita rimandiamo alla risposta “La privacy: cookie o firewall” a pag. 216 di PC Professionale di Luglio/Agosto 2002 (n.136).
Il problema della scomparsa dell’opzione Standby dal menu di arresto del sistema operativo è dovuto al fatto che, durante la reinstallazione del sistema operativo, non sono state correttamente rilevate le funzionalità di risparmio energetico supportate dalla scheda madre. Ciò può avvenire, dopo un aggiornamento del Bios, se non si è provveduto a ripristinare i valori di default, tramite l’opzione Load Setup Defaults seguita da Save and Exit ed eventualmente cortocircuitando il ponticello Clear Cmos della scheda madre.
È sempre consigliabile eseguire questa operazione dopo l’aggiornamento del Bios, in quanto ogni revisione può adottare un formato diverso per la memorizzazione dei propri dati nella memoria Cmos e nelle altre aree di memoria permanente. Il problema è legato alle opzioni relative alla modalità Apm (Advanced power management, gestione avanzata dell’alimentazione) oppure Acpi (Advanced configuration power interface, interfaccia di configurazione avanzata e del risparmio energetico).
Queste prerogative potrebbero essere state disabilitate o mal configurate all’interno del Bios e, poiché Windows provvede a rilevare quale metodo utilizzare per la loro gestione durante l’installazione, i componenti che gestiscono la funzionalità di standby potrebbero non essere stati copiati sull’hard disk. Purtroppo la risoluzione di questo problema è abbastanza complessa e richiederebbe una approfondita conoscenza dell’hardware del computer ed in ogni caso sarebbe difficile, dopo una operazione di questo tipo, garantire una perfetta operatività del sistema. È più semplice e sicuro installare ex-novo il sistema operativo dopo aver configurato correttamente i parametri relativi alla gestione del risparmio energetico nel Bios.
È invece possibile tentare di risolvere il problema del mancato arresto automatico con misure meno drastiche, ovvero attraverso l’installazione del Windows Shutdown Supplement reperibile all’indirizzo www.microsoft.com/windows98/downloads/contents/wurecommended/ s_wufeatured/win98se/default.asp. Il contenuto di questo archivio consente di aggirare alcuni problemi di compatibilità nello spegnimento automatico del computer. Per una trattazione più approfondita del problema, rimandiamo i lettori all’articolo “Problemi di arresto di Windows 98SE” pubblicato a pag.241 di PC Professionale del mese di Marzo 2000.
Il firewall Zone Alarm riporta come tentativo d’intrusione qualsiasi messaggio ricevuto dal sistema su una porta non aperta. In base a questa scelta, il numero di intrusioni rilevato dal sistema sarà altissimo, anche se questi tentativi di accesso non avrebbero mai potuto arrecare alcun danno.
L’analogo programma di Norton è più “modesto” e non classifica come tentativo d’intrusione ogni pacchetto ricevuto sulle porte chiuse, limitandosi in ogni caso a compiere la stessa operazione, ovvero a scartarlo. Questo comportamento può sembrare più rassicurante per l’utente meno esperto, ma non indica una maggiore capacità di garantire sicurezza, né da parte di Zone Alarm né di Norton Personal Firewall.
L’efficienza di un firewall dipende dalla cura con cui vengono immesse le regole che consentono o meno il transito dei pacchetti. Per questo motivo è consigliabile controllare sempre con cura il contenuto dei messaggi informativi del firewall prima di rendere permanente una regola, altrimenti si potrebbero creare varchi nel sistema di controllo rendendolo di fatto inutile. Per una trattazione più approfondita rimandiamo alla risposta “La privacy: cookie o firewall” a pag. 216 di PC Professionale di Luglio/Agosto 2002 (n.136).
Il problema della scomparsa dell’opzione Standby dal menu di arresto del sistema operativo è dovuto al fatto che, durante la reinstallazione del sistema operativo, non sono state correttamente rilevate le funzionalità di risparmio energetico supportate dalla scheda madre. Ciò può avvenire, dopo un aggiornamento del Bios, se non si è provveduto a ripristinare i valori di default, tramite l’opzione Load Setup Defaults seguita da Save and Exit ed eventualmente cortocircuitando il ponticello Clear Cmos della scheda madre.
È sempre consigliabile eseguire questa operazione dopo l’aggiornamento del Bios, in quanto ogni revisione può adottare un formato diverso per la memorizzazione dei propri dati nella memoria Cmos e nelle altre aree di memoria permanente. Il problema è legato alle opzioni relative alla modalità Apm (Advanced power management, gestione avanzata dell’alimentazione) oppure Acpi (Advanced configuration power interface, interfaccia di configurazione avanzata e del risparmio energetico).
Queste prerogative potrebbero essere state disabilitate o mal configurate all’interno del Bios e, poiché Windows provvede a rilevare quale metodo utilizzare per la loro gestione durante l’installazione, i componenti che gestiscono la funzionalità di standby potrebbero non essere stati copiati sull’hard disk. Purtroppo la risoluzione di questo problema è abbastanza complessa e richiederebbe una approfondita conoscenza dell’hardware del computer ed in ogni caso sarebbe difficile, dopo una operazione di questo tipo, garantire una perfetta operatività del sistema. È più semplice e sicuro installare ex-novo il sistema operativo dopo aver configurato correttamente i parametri relativi alla gestione del risparmio energetico nel Bios.
È invece possibile tentare di risolvere il problema del mancato arresto automatico con misure meno drastiche, ovvero attraverso l’installazione del Windows Shutdown Supplement reperibile all’indirizzo www.microsoft.com/windows98/downloads/contents/wurecommended/ s_wufeatured/win98se/default.asp. Il contenuto di questo archivio consente di aggirare alcuni problemi di compatibilità nello spegnimento automatico del computer. Per una trattazione più approfondita del problema, rimandiamo i lettori all’articolo “Problemi di arresto di Windows 98SE” pubblicato a pag.241 di PC Professionale del mese di Marzo 2000.




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