Database facili con Microsoft Excel
Il foglio elettronico di Microsoft comprende molte funzioni per la gestione dei dati e in alcuni casi può essere una valida alternativa a un vero database.L’archiviazione di dati e informazioni è spesso un’attività di primaria importanza, a casa come sul posto di lavoro. Per svolgerla, di solito ci si affida a un database più o meno sofisticato, come uno di quelli che trovate recensiti in questo stesso numero di PC Professionale.
Non sempre un database vero e proprio è però la scelta migliore: anche se qualche purista potrà storcere il naso di fronte a questa affermazione, a volte le sofisticate funzioni di un database relazionale non sono strettamente necessarie, e quello che si definisce comunemente flat-file può essere più che adeguato allo scopo.
Un flat-file non è altro che una semplice tabella, in cui ogni colonna corrisponde a un campo - una delle categorie di informazioni da catalogare - e ogni riga a un record, vale a dire a un elemento del database. Tale approccio, che indubbiamente presenta meno difficoltà della creazione di un archivio con qualunque database relazionale, è adatto a situazioni relativamente semplici: database a singolo utente (o comunque non gestiti e aggiornati in concorrenza da più persone), in cui i dati non siano troppo complessi e per cui non siano richieste particolari operazioni di analisi e reporting. Per inciso, non ha alcuna importanza il numero dei record: se una tabella ha una struttura relativamente semplice, il numero degli oggetti che si possono inserire nel database è determinato solamente dai limiti del programma prescelto.
Come database di esempio possiamo creare un archivio in cui tenere nota dei libri che compongono una biblioteca domestica. I dati da includere in questa tabella possono essere titolo, autore, editore, collana e data di pubblicazione. Accanto ad essi si possono specificare un campo per le note e uno per il codice Isbn, che identifica in modo univoco ciascun libro pubblicato. Creare la tabella è molto semplice: basta aprire Excel, quindi scrivere i nomi dei campi in ordine nelle diverse celle di una medesima riga.
Nel nostro esempio, abbiamo deciso di dare - scrivendolo nella cella A1 - un titolo alla tabella: “La Nostra Piccola Biblioteca”. Nella riga di celle che va da A3 a G3 abbiamo quindi scritto i nomi dei campi scelti in precedenza: ISBN, Titolo, Autore, Editore, Collana, Data e Note. A questo punto, se si ha davvero molta fretta, si possono già iniziare ad inserire i primi dati, a partire dalla riga numero 4, la prima sotto quella contenente le intestazioni delle colonne. Prima, però, è una buona idea indicare a Excel i tipi di dati che vogliono inserire nlle varie colonne: nel nostro caso si tratterà sempre di testo semplice, fatta eccezione per la colonna Data.
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Per dare un aspetto uniforme e ordinato alla tabella - ma anche per aiutare Excel a riconoscere i dati inseriti - conviene indicare il tipo di informazioni che ciascuna colonna dovrà ospitare. | |
Ecco altri semplici passi per rendere un po’ più raffinata questa tabella. Innanzitutto si può fare in modo che Excel visualizzi sempre i nomi dei campi, anche quando il numero dei record cresce fino a richiedere lo scorrimento della pagina.
Per questo basta spostarsi sulla cella A4, la prima sotto le intestazioni delle colonne, e selezionare la voce Blocca riquadri dal menu Finestra. In questo modo appare una sottile linea nera di demarcazione, che indica il punto in cui Excel divide i dati dai titoli, che rimangono al loro posto anche se la pagina si sposta verso il basso con le barre di scorrimento.
Come in ogni (pur semplice) database che si rispetti, anche con Excel è possibile fare in modo che i dati inseriti aderiscano ad alcune regole di validazione: in questo modo si può prevenire l’immissione di dati errati, ad esempio stringhe di testo di dimensione eccessiva o date che cadono al di fuori di un determinato intervallo. Nel nostro caso, possiamo per esempio stabilire che il campo ISBN debba essere sempre lungo 13 caratteri, come la definizione stessa di questo codice prevede.
Ordinare i record
Una volta creata una tabella con un buon numero di record, una delle prime operazioni che si può desiderare di compiere è quella di metterli in ordine. Excel offre due strumenti per l’ordinamento dei record. Il primo, più semplice, è costituito da una coppia di pulsanti all’interno della toolbar principale. Il primo pulsante, la cui icona è composta dalle lettere A e Z sovrapposte, provoca un ordinamento crescente, il secondo (l’icona con le due stesse lettere ma invertite) invece decrescente. Per utilizzare questi pulsanti basta posizionarsi nella tabella all’interno della colonna che si intende ordinare e cliccare sul tipo di ordinamento desiderato. L’ordinamento può essere effettuato su campi numerici, su stringhe di testo, su date e su qualunque altro tipo di informazione.
Il secondo metodo funziona concettualmente in modo simile, ma permette di lavorare su più di un campo. Lanciando il comando Ordina dal menu Dati appare una finestra di dialogo, che permette di riordinare una tabella in base al contenuto di una, due o tre colonne: nel nostro caso, ad esempio, tale funzione può servire ad ordinare - in un’unica operazione - per autore, per casa editrice e infine per titolo tutti i libri della bilbioteca.
Le opzioni offerte permettono di ridisporre i dati in modo crescente o decrescente, nonché di utilizzare serie di valori definite dall’utente (ad esempio i nomi dei giorni della settimana) come criterio di ordinamento. Filtrare i dati
L’ultimo degli strumenti di Excel che vi vogliamo presentare è il Filtro automatico. La sua funzione è quella di effettuare rudimentali query sui dati inseriti, mostrando a video solo i record che rispondono a determinate caratteristiche. Utilizzare il filtro automatico dei dati è estremamente semplice: basta posizionarsi all’interno della tabella e selezionare lo strumento dal menu Dati. In questo modo, accanto alle intestazioni delle colonne, appaiono piccole frecce che nascondono dei menu a scomparsa.
Cliccando su una di queste frecce appare una lista completa - creata dinamicamente dal programma - dei valori che si trovano nella colonna, oltre ad alcune voci predefinite come Tutto, Primi 10, Personalizza, Vuote e Non vuote. Selezionando uno di questi valori, Excel mostra nella tabella solo le righe che lo contengono, nascondendo temporaneamente le altre.
Le possibilità offerte da Excel nel campo della gestione delle basi di dati naturalmente non si esauriscono qui. Questo programma integra, ad esempio, funzioni di analisi delle informazioni (ottime in particolare con informazioni di carattere numerico o statistico) e offre addirittura la possibilità di importare dati da fonti Odbc. questi aspetti rendono il foglio elettronico Microsoft più simile ad un vero database di quanto si possa immaginare. Quanto abbiamo illustrato in queste pagine permette comunque di districarsi in modo efficiente e senza troppe difficoltà in molte delle situazioni in cui tutti i giorni può capitare di imbattersi.








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