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Senza fili e senza soldi

Scritto da Luigi Gavazzi

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Sopravvalutato il mercato degli hot spot per il Wi-Fi, almeno secondo alcuni analisti. La domanda, dicono, sarà insufficiente. Ma se gli accessi wireless in luoghi pubblici diventassero il pretesto per vendere altro?
» Frenesia da hot spot: per sapere tutto sul Wi-fi

Le perplessità sulle capacità delle tecnologie 802.11 di fare da propulsore del mercato hi-tech erano nell’aria da mesi. Poi a fine giugno è arrivato il rapporto di Forrester Research che ha lanciato l’allarme, soprattutto relativo al business degli hot spot pubblici, che sarà, secondo gli analisti, il prossimo “dot.com crash”.

Il problema è l’insufficienza della domanda per coprire gli elevati costi di installazione e gestione.
Per esempio, dice Forrester, nel 2008 gli hot spot saranno usati “soltanto” da 7,7 milioni di utenti in Europa (vale a dire il 20 per cento dei possessori di Pda e il 15 di quelli che usano un computer laptop). In tutto il mondo Gartner prevede per il 2003 9,3 milioni di utenti degli hot spot, dei quali 4,7 negli Stati Uniti, 2,7 nell’Asia/Pacific e 1,7 in Europa.

Le cause della domanda insufficiente, secondo Forrester, stanno nei costi di abbonamento troppo alti; nella copertura ineguale del territorio; nelle questioni irrisolte che ostacolano il “roaming” fra una rete di hot spot e un’altra. E poi, argomento fondamentale, sottolineato da più analisti, il fatto in pochi sono disposti a muoversi trascinandosi dietro un computer portatile.

In sostanza, l’unico strumento che gli europei (ma anche americani e asiatici) si portano veramente in giro è il telefonino, visto che nel 2008 in Europa ci saranno 312 milioni di telefoni mobili. La stima di Forrester è che dei 53 milioni di device abilitati alle Wlan che circoleranno nel 2008 in Europa, il 57 per cento si collegherà soltanto da luoghi privati, casa o lavoro (il 28 per cento degli utenti, pur avendo macchine abilitate al Wi-Fi, non se ne farà niente).

A fine 2003, nel mondo dovrebbero esserci, secondo Gartner, poco più di 70 mila hot spot pubblici, che diventeranno quasi 152 mila nel 2005. Sulla valutazione economica dell’offerta di hot spot Garter ha però un punto di vista differente rispetto a Forrester.

L’installazione di hot spot non è giustificata dai profitti diretti ma dall’intento di offrire migliori servizi ai clienti, ha spiegato Ken Dulaney, vice presidente di Gartner. In sostanza, gli hot spot vanno visti come componente di un “modello di business” più ampio; e in questa prospettiva porteranno profitti. Chi li installa negli aeroporti o negli hotel, per esempio, avrà come obiettivo quello di attirare i clienti verso il proprio “core business”.
Certo questi modelli operativi sono ancora in fase di definizione.
I network service provider (Nsp), fra gli altri, dovranno distinguere il flusso di fatturato proveniente direttamente dagli utenti rispetto a quello che arriva dalla fornitura delle linee a banda larga che trasportano i dati verso i backbone Internet.

Cauto il punto di vista degli analisti e consulenti della società inglese Bwcs. Soprattutto perché le considerazioni sui costi dell’installazione e gestione degli hot spot fatte da Forrester prendono a modello soluzioni di altissimo livello, molto costose. Un po’ la strada seguita da T Mobile. Sul mercato invece, per i piccoli Isp, sono disponibili soluzioni chiavi in mano a basso costo il cui impiego soddisferebbe comunque le esigenze di molti utenti e cambierebbe considerevolmente i termini economici della questione.

Inoltre, dicono gli analisti di Bwcs, è importante evitare ogni tipo di confronto fra i cellulari e le Wlan: non sono in competizione. L’idea è che gli operatori dei servizi per i cellulari cercheranno sempre più di proporre un’offerta wireless convergente che, attraverso l’uso di software sui laptop e i palmari, permetta di individuare in una data località la migliore opzione di accesso senza fili, sia Gprs, Wlan o Umts. Inoltre, gli operatori potrebbero ricavare vantaggi anche dalla possibilità di ridurre il carico sui network cellulari e usare invece gli hotspot per le applicazioni più gravose di trasferimento dati.

Complementari e non concorrenti vanno considerate anche 802.11 e Bluetooth, quest’ultima infatti è pensata per connetere e sincronizzare device e sostituire i cavi non per accessi in luoghi pubblici. Così, puntualizza Bwcs, il fatto (evidenziato da Forrester) che gli apparati con Bluetooth supereranno di gran lunga quelli Wi-Fi (in Europa 286 milioni di telefoni, laptop e pda contro i 53 milioni di quelli con 802.11) è, a questo punto dell’evoluzione, poco significativo.

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