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Shade R5/E PRO, il Cad dall’oriente

Scritto da Bruno Severino

Interfaccia molto lineare ed essenziale per un programma dal buon motore di rendering e dal prezzo interessante per la versione Personal.
Come avrete più volte letto su queste pagine, la scena delle applicazioni dedicate alla progettazione tridimensionale è affollata da numerosi prodotti che si sono fatti notare per funzionalità e prestazioni in modi differenti. Il mondo degli applicativi tridimensionali non si ferma a quello occidentale: ci sono numerosi prodotti che pur essendo meno conosciuti sul mercato europeo sono altrettanto validi e raccolgono numerosi consensi.

Cercheremo in questa rubrica di aprire una finestra anche su questo tipo d’applicazioni: considerata la possibilità di acquistare in tutto il mondo grazie al commercio elettronico questi programmi possono essere reperiti senza troppa difficoltà anche nel nostro paese.
Viste le numerose funzioni di modellazione e il valido motore di rendering, il software giapponese esprime le sue potenzialità in tutti i campi. Navigando all’interno dei siti degli utilizzatori è immediato constatare che il software è impiegato soprattutto nella resa di modelli architettonici e di design. (Hajime Asaoka)
Questo mese per iniziare tratteremo di un software di modellazione e animazione proveniente dal Giappone, il suo nome è Shade R5/E. Si tratta di un applicativo sviluppato dalla società Ex-pressiontools, che nasce alla fine degli anni 80 e che in un ventennio ha fatto contare più di dieci release del suo prodotto di punta. Visto il successo dell’applicativo nel paese natale, la casa madre a deciso, a partire dalla release R4/E, di svilupparne una versione in inglese dedicata al mercato occidentale.

Considerate le numerose funzioni di modellazione e il valido motore di rendering, il software giapponese esprime le sue potenzialità in tutti i campi. Navigando all’interno dei siti degli utenti è immediato constatare che il software è impiegato soprattutto nella resa di modelli architettonici e di design. Ciò non toglie che il prodotto possa essere sfruttato anche per la realizzazione di animazioni e personaggi digitali.

L’installazione non presenta particolari problemi, basta seguire le istruzioni del wizard e, una volta inserito il codice incluso nella confezione, occorrerà registrarsi via Internet. Attualmente il software non è dotato di chiave hardware. Una volta terminata l’installazione si è pronti a entrare nel mondo di Shade. Il primo colpo d’occhio mette in luce un interfaccia grafica lineare, tanto che sembra di trovarsi di fronte a uno dei primi applicativi tridimensionali prodotti nella storia delle applicazioni Cad. In realtà i comandi sono facilmente accessibili tramite i classici menù a tendina. L’area di lavoro è divisa in quattro viste e presenta una toolbar principale dalla quale si raggiungono i comandi per eseguire le operazioni di base. Per attivare le finestre di dialogo che controllano le altre funzioni basterà scorrere il menù view e decidere quale visualizzare.

Sicuramente chi si aspetterà di trovare un’interfaccia in stile MAX/Viz o similari rimarrà deluso. Le barre degli strumenti non possono essere vincolate all’area di lavoro e hanno una grafica decisamente essenziale.

È necessario prendere un po’ di confidenza con l’ambiente di lavoro di Shade R5/E, ma una volta superato il primo impatto ci si muove agevolmente tra le varie funzioni. Certo un’organizzazione più efficiente delle finestre di dialogo gioverebbe a un’interfaccia che rischia di sommergere l’area di lavoro ogni qual volta sia necessario impiegare più funzionalità contemporaneamente. Chissà, forse nelle prossime release la casa madre fornirà il programma di un’interfaccia a icone di cui è sempre più difficile fare a meno.
L’interfaccia di Shade R5/E è semplice. Le finestre di controllo degli strumenti possono essere attivate tramite il menù view, ma non possono essere vincolate all’interfaccia. il prodotto si fa apprezzare soprattutto per la sua leggerezza e per una facilità di utilizzo che si manifesta dopo un breve periodo di apprendistato.
Una parte fondamentale della GUI di Shade R5/E è costituita dal browser. Si tratta di una finestra di controllo all’interno della quale è mostrata la gerarchia degli oggetti presenti nella scena. Si possono raggruppare in sezioni i vari elementi, ma la struttura che ne deriva non sempre è chiara, soprattutto con l’aumentare della complessità.

Gli strumenti di modellazione di Shade R5/E sono completi. Oltre alle classiche geometrie primitive, si dispone di curve e superfici di Bezier e funzioni per la modellazione di Polygon Mesh e Meta Mesh. Non manca la possibilità di realizzare superfici mediante operazioni d’estrusione e rivoluzione, così come quella di creare solidi tramite modellazione booleana; gli strumenti di editing permettono di realizzare qualsiasi forma.

Per ciò che riguarda le fonti luminose, il software supporta luci puntiformi, spot nonché le ormai onnipresenti area light, utili per ottenere effetti di tipo radiosity anche in assenza dell’algoritmo di calcolo specifico.

Il controllo della visualizzazione e le opzioni di zoom sono estremamente basilari e potrebbero essere migliorate. Per contro il posizionamento delle telecamere è intuitivo, all’interno della finestra dedicata potrete scegliere punto di vista e target individuandone la posizione direttamente cliccando sullo schermo. Successivamente si possono definire gli altri parametri quali distanza focale, profondità di campo, caratteristiche della lente e impostare numerose opzioni che gestiscono il controllo della deformazione della “pellicola virtuale”.

L’applicazione dei materiali è simile a quella già vista su prodotti concorrenti. Per attribuire colore e texture a una superficie basta selezionarla con il puntatore e accedere al pannello di controllo “Surface”, attivabile come gli altri dal menù view. In questo modo si controllano dieci canali che definiscono l’aspetto delle superfici (colore di base, due livelli per la riflessione e il colore speculare, trasparenza, rifrazione, effetti metallici, glow e così via), in questa versione sono disponibili anche opzioni di texturing procedurale. Le modalità di mappatura supportate sono parallel projection mapping, spherical projection mapping, cylindrical projection mapping, wrap e UV mapping per gli oggetti poligonali.
Il motore di rendering del programma permette una gestione semplice del calcolo Radiosity, potrete inoltre controllare il grado di esposizione delle vostre immagini (aRt woRk CUBE & Blue Moon Studio)
All’interno della versione 5 è incluso il plug-in Magical Sketch, una toolbar di modellazione ispirato all’applicazione scritta da Takeo Igarashi e chiamata simpaticamente “Teddy”. Questa permette di modellare disegnando come si farebbe a mano libera su di un foglio di carta. Il software interpreta il tratto convertendolo in geometrie tridimensionali. Le funzionalità, per ora, danno il meglio di sé quando si disegnano geometrie curve, ma opportunamente sviluppata quest’opzione può diventare un nuovo metodo di modellazione tridimensionale.

Analizziamo ora il punto di forza di Shade: il modulo di rendering. Si possono scegliere differenti modalità di calcolo, e ovviamente per ottenere i risultati migliori dovrete pagare lo scotto di un tempo di rendering superiore. L’attesa è però giustificata da un’elevatissima resa del motore radiosity che permette una simulazione realistica delle condizioni d’illuminazione. Probabilmente è proprio in virtù di questa qualità che l’applicativo in Giappone ha trovato tanto impiego nell’ambito della progettazione architettonica. Le funzioni di rendering sono accessibili all’interno di unica finestra di dialogo dalla quale è possibile scegliere l’algoritmo di calcolo, risoluzioni modalità di definizione delle ombre e se utilizzare o meno il radiosity. Come in altri applicativi (vedi Lightscape) il calcolo della distribuzione della luce è effettuato prima del rendering effettivo e, pertanto, è controllato da una finestra separata. Da menzionare la possibilità di impostare non solo l’accuratezza ma anche l’esposizione della scena. La velocità del calcolo radiosity non è delle più entusiasmanti, ma la resa finale è davvero notevole, ricordiamo che il software è in grado di sfruttare sistemi multiprocessore.

Particolare importante risiede nella presenza di una cache destinata al rendering delle immagini ad alta risoluzione che richiedono una memoria superiore rispetto a quella fisicamente disponibile sul sistema. I formati immagini che possono essere importati o salvati nell’applicativo sono praticamente tutti i maggiormente utilizzati (Pict, Targa, Bmp, QuickTime Movie e Avi).

Per quanto concerne le geometrie, invece, potrete importare file Dxf, Epsf, Xvl, Text, Magical Sketch (Ted), Lwo e 3DS; Shade può esportare in tutti i formati appena elencati, con l’aggiunta dei file Rib, Gdl, AnimationMaster, Iges 5.3, Pov-Ray 3.0 e Vrml 2.0. Il prodotto è in grado di caricare file di tipo Bvh Motion e che il modulo dedicato all’animazione, basato sul metodo keyframe, permette l’animazione di tutti gli oggetti, incluse luci e telecamere.

A questo proposito segnaliamo che il programma include un modulo per la gestione degli elementi “bone” molto semplice, con il quale si possono definire giunti e vincoli dei personaggi 3D in modo rapido e intuitivo. Il nuovo modulo Forced Balls permette la gestione di simulazioni fisiche ed elementi particellari.

Il software è commercializzato in due differenti versioni. La più completa denominata Professional ha un costo di poco inferiore ai 1.500 dollari, mentre la release Personal si attesta attorno ai 500 dollari. La versione Personal manca del calcolo radiosity in modalità scanline, della possibilità di adoperare shadow map nel ray-tracing, manca il controllo dell’esposizione per il radiosity e il salvataggio della soluzione. Inoltre la release minore presenta possibilità limitate per il calcolo in rete, non include i filtri import/export per Max, Lightwave e BVH Motion Data Loading e, soprattutto, permette il calcolo di rendering ad una risoluzione limitata di 4.000 x 4.000 pixel (contro i 32.767 x 32.767 della versione Professional).

Sul sito della casa c’è una lista comparativa completa delle funzioni presenti nelle due versioni. Personalmente riteniamo che il costo dell’applicativo della release maggiore sia oltre la media, soprattutto se paragonato a soluzioni tridimensionali disponibili sul mercato europeo. Tuttavia la versione Personal sembra essere più allettante soprattutto per l’impiego in realtà di progettazione di dimensioni medio piccole. I requisiti di sistema indicati dalla casa madre sono a dir poco modesti: sistema operativo Windows 2000 o XP, processore Pentium, 30 MByte di RAM per l’esecuzione, 64 MByte per la realizzazione di scene semplici. Se c’è ancora qualcuno che dispone di un sistema con questi requisiti sarà contento di sapere che potrà lanciare il software senza problemi.

A onor del vero va riconosciuto che la parsimonia di risorse che il software dichiara sulla carta l’abbiamo constatata anche in fase di lavoro, tutto ciò è dovuto probabilmente all’estrema semplicità dell’interfaccia (le icone e gli elementi grafici sono decisamente pochi) e all’architettura molto leggera.

Abbiamo testato il prodotto su di un sistema equipaggiato con processore Pentium III a 3 GHz, 1 GByte di Ram, scheda video Nvidia Ti 4600 e disco fisso IBM 7200 giri da 60 Gbyte. Il software non ha evidenziato problemi e si è dimostrato stabile.

Ricordiamo che Shade è compatibile con le librerie grafiche OpenGL, sul sito potrete trovare l’elenco delle periferiche video testate con l’applicativo. L’installazione standard occupa circa 60 Mbyte, mentre la documentazione, in inglese come il software, è presente sul cd-rom dell’applicativo informato Adobe Acrobat, ma se siete amanti dei manuali cartacei potrete acquistarne una copia presso il sito Internet della casa.

Sul sito potrete inoltre trovare numerosi link che vi permetteranno di farvi un’idea più precisa di quanto si possa fare con Shade R5/E.

Concludendo possiamo dire che il programma si fa apprezzare soprattutto per la sua leggerezza e per una facilità di utilizzo che si manifesta dopo un breve periodo di apprendistato, necessario più che altro a dimenticarci delle comodità cui ci hanno abituato le moderne Gui. Le funzioni di modellazione e animazione sono semplici da usare e permettono con un po’ di pratica, e come dimostra l’ampia gallery disponibile sul sito, il raggiungimento di notevoli risultati.


Shade R5/E Professional
Dollari 1499

Shade R5/E Personal
Dollari 499

Produttore / distributore: ExpressionTools, 3-9-9 Akasaka, Chuo-ku, Fukuoka-shi, Fukuoka, 810-0042 Japan; tel: 81-92-722-4540; fax: 81-92-722-4574.

In breve: un applicativo di modellazione e rendering caratterizzato da un’interfaccia essenziale e in grado di produrre rendering di qualità. Rispetto ai prodotti occidentali più noti si sente la mancanza di una GUI più strutturata che faciliterebbe l’apprendistato iniziale. Le funzioni di modellazione sono potenti e semplici da utilizzare.

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