Cyber island, Mauritius realizza il sogno hi-tech
di Nita Bhalla
PORT LOUIS (Reuters) - L’isola Mauritius si sta immergendo nel mondo high-tech dell’information technology avendo in programma di trasformarsi in un‘“isola cibernetica” che colleghi l’esperienza dei software asiatici con l’Africa.
Una cosiddetta cyber città sta emergendo tra le verdi montagne vicino alla capitale Port Louis, costruita sulle piantagioni di zucchero che per secoli hanno fatto il successo economico dell’isola dell’oceano Indiano.
Il governo prevede che la città da 60 ettari sarà la prima di una nuova generazione all’avanguardia che includerà una zona multimedia, una zona business, un hotel e un complesso residenziale e uno di ricreazione.
Sfruttando la sua posizione — 4mila chilometri ad est del Sud Africa — l’isola ha come obiettivo di diventare un ponte tra il know-how asiatico e i paesi africani, attraverso collegamenti in fibra ottica sott’acqua.
COLLEGARE AFRICA E ASIA
L’Information technology o IT gioca un importante ruolo anche per la salute in Africa, per l’educazione e la creazione di opportunità economiche per i poveri, ha detto il ministro dell’It Deelchand Jeeha.
“Non è una questione se scegliere tra la penicillina o un Pentium”, ha detto. “Ora è questione di scegliere il modo più efficace per trasformare l’Africa in un motore di crescita economica oer provvedere meglio al benessere della sua gente”.
Nel 2000 Mauritius è stata connessa al South Africa Far East (SAFE) Submarine Fibre-optic Cable Project, che collegherà l’isola alla Malaysia e al Sud Africa.
“Attraverso il progetto cyber city, vogliamo realizzare una cooperazione triangolare che coinvolga l’India, Mauritius e Africa per sviluppare sinergie e facilitare la marcia dell’Africa verso una e-economy”, ha detto il ministro delle Finanze Paul Berenger ad una conferenza all’inizio di quest’anno. La costruzione della cyber city a Ebene, a 15 km da Port Louis, è iniziata a novembre 2001 e dovrebbe essere completata entro la fine del 2005.
“Vogliamo usare la cyber city per esportare i servizi di IT per attrarre aziende indiane e internazionali per realizzare call-centre, operazioni di back-office e centri di programmazione”, ha detto un funzionario del Ministro dell’Information Technology e Telecomunicazioni.




Ancora nessun commento.