Processori con penne di pollo
Richard Wool, ricercatore presso l’università del Delaware, ha realizzato un procedimento che permette di fabbricare circuiti per processori partendo dalle penne dei polli. A tale scopo è stato siglato un accordo con Tyson Foods, azienda che si impegnata a fornire le penne all’università dopo averle pressate fino a formare uno strato spesso un decimo di pollice.
Una volta ricevuto il materiale, Wool taglia ulteriormente lo strato di penne e tratta le penne con una resina ricavata dai semi di soia. In questo modo il ricercatore ottiene una lastra sulla quale si possono collocare i circuiti elettrici.
Secondo Wool, il suo procedimento permette di fabbricare processori più leggeri, ma soprattutto il materiale ricavato dalle penne permette un passaggio più rapido dell’elettricità (quasi il doppio) rispetto al silicone. Sebbene il suo progetto sia finanziato dal ministero statunitense dell’energia, Wool sottolinea che “molta gente ancora pensa alla sua idea come a uno scherzo. Invece qualcuno come Bill Gates, Intel o Oracle dovrebbe farsi avanti e dire: ‘Proviamo’”.




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