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Ue vuole azioni globali contro crescita spam tramite e-mail

BRUXELLES (Reuters) - Per combattere la piaga dello “spam”, le e-mail spazzatura non richieste che imperversano sui computer di tutto il mondo, è necessario un sforzo a livello globale, ha detto ieri la Commissione europea.

L’esecutivo Ue ha detto di volersi assicurare che gli stati membri varino entro il prossimo ottobre nuove regole per combattere il fenomeno. Bruxelles sta altresì discutendo possibili iniziative comuni con gli Stati Uniti e vorrebbe che sulla questione ci fosse un impegno dell’Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica (Osce).

Lo spam è diventato un problema serio per tutti noi, per tutte le persone. E’ estremamente fastidioso. Per capire se uno ha ricevuto e-mail serie ci vuole tempo”, ha detto durante una conferenza stampa Erkki Liikanen, commissario europeo per telecomunicazioni e informatizzazione.

L’eurocommissario ha citato stime che indicano che il 48% di tutte le e-mail è costituito da spam e che il tempo sprecato per ripulire le caselle “posta in arrivo” costa alle aziende 2,5 miliardi di euro in mancata produttività.

Di questi fastidiosi messaggi, molti sono spediti per pubblicizzare la vendita di prodotti, tra cui servizi finanziari, il 24% ha un contenuto pornografico mentre il 6% sono frodi via Web come i famigerati messaggi su “come diventare subito ricchi” che asseriscono di provenire da paesi come la Nigeria.

Liikanen ha esortato gli stati membri ad approvare entro ottobre nuove leggi sullo spam che prevedano il necessario consenso preventivo degli utenti per l’invio di questi messaggi. L’eurocommissario ha detto che in autunno presenterà nuove idee su sistemi per combattere il fenomeno.

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