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Connessioni mobili per le vacanze tecnologiche

Scritto da Valeria Camagni

Gprs e Bluetooth in prima linea, le reti senza fili favoriscono la comunicazione in libertà per l’accesso a Internet e tra le periferiche informatiche personali.
Mobilità e wireless: sono le due parole magiche, strettamente e reciprocamente legate, che hanno dominato il mondo dell’Information and Communication Technology per tutto il 2002 e nella prima metà del 2003.

La possibilità di essere costantemente on-line o connessi a una rete di comunicazione è sempre più percepita come necessità da parte di utenti privati e aziende; da qui la diffusione di sistemi di trasmissione dati senza fili in ambito Wan (Wide Area Network, reti ad area geografica), Lan (Local Area Network) e Pan (Personal Area Network, reti ad area ridotta).

Analizzando la situazione odierna, per ognuna delle tre categorie di rete appena elencate esiste una tecnologia dominante: la trasmissione dati senza fili su network geografici si è consolidata su piattaforma Gprs (con Umts nel futuro più o meno prossimo), le Lan hanno da tempo riconosciuto le specifiche IEEE della famiglia 802.11 come standard di mercato, mentre la comunicazione a corto raggio ha visto la definitiva affermazione del protocollo Bluetooth per il collegamento di telefoni cellulari, palmari e accessori.

Volendo trattare il tema della connettività in un’ottica di viaggio, ci concentreremo sulle reti mobili geografiche e personali, considerando le Wlan (Wireless Lan) ancora strettamente legate a contesti professionali e aziendali: se da un lato infatti si può sottolineare la diffusione di punti di accesso hot spot in diverse strutture sul territorio nazionale, aeroporti e alberghi in primis, d’altra parte è innegabile che a oggi un utente privato itinerante non può fare affidamento su di una copertura sufficiente per rispondere alle proprie esigenze con continuità. La tecnologia Wireless Lan rimane comunque un complemento ideale per chi viaggia con un notebook o un palmare di ultima generazione, grazie soprattutto alla banda offerta (54 Mbps per i prodotti più recenti, una velocità impensabile per le tecnologie Gprs e Umts).

Limitando quindi la nostra analisi alle tecnologie Gprs e Bluetooth, non si può fare a meno di notare come entrambi questi standard siano nati nel mondo della telefonia cellulare per poi essere adottati anche dall’universo informatico. Questa evoluzione può essere imputata alla maturazione del concetto di mobilità che ha interessato prima il mondo della fonia e solo in seguito quello della trasmissione dati.
Il Sony-Ericsson P800: lo smartphone rappresenta la fusione tra telefono mobile e Pda, risultando un dispositivo portatile in grado di rispondere a tutte le esigenze di organizzazione e comunicazione dell’utente.
Se questa affermazione risulta scontata parlando di Gprs, altrettanto non è considerando Bluetooth, un progetto nato per il collegamento senza fili dei telefoni cellulari con le loro periferiche e solo in seguito considerato dall’informatica, che nel frattempo aveva sviluppato soluzioni cordless proprietarie limitate però a dispositivi come mouse e tastiere.

D’altro canto il settore della telefonia ha dovuto attingere dal mondo informatico dei nuovi paradigmi sui network, indispensabili per gestire al meglio un traffico eterogeneo come quello odierno: si è così assistito all’adozione di un sistema di trasporto a commutazione di pacchetto, in contrapposizione con il vecchio canone di commutazione di circuito, persistente fino agli albori della telefonia. La stratificazione del modello trasmissivo, rilevante soprattutto nel caso di Bluetooth, ha poi permesso di costruire delle specifiche flessibili e scalabili, con la definizione di profili di connessione che si adattano di volta in volta alla comunicazione vocale, piuttosto che a quella di dati o all’emulazione di connessioni cablate con standard consolidati.

La contaminazione tra telefonia e informatica ha riguardato e riguarda anche i terminali di comunicazione: nel tentativo di gestire funzioni eterogenee i produttori di cellulari si sono rivolti al linguaggio Java, ideale per costituire un middleware da interporre tra piattaforma hardware e applicazioni scaricabili via Internet. È stato il primo passo verso la definitiva fusione tra i segmenti dei telefoni mobili e dei Pda (Personal Digital Assistant), che si combinano nel cosiddetto smartphone, un dispositivo portatile in grado di rispondere a tutte le esigenze di organizzazione e comunicazione dell’utente e dotati di sistemi operativi complessi.

L’approccio tenuto in questo articolo sarà comunque incentrato sull’ambiente Pc e non su quello della telefonia, analizzando quindi tecnologia e prodotti dal punto di vista dell’utente che si reca in viaggio senza abbandonare il proprio notebook o palmare e presentando una breve guida alle opportunità e ai dispositivi messi a disposizioni dagli standard Gprs e Bluetooth.

Un’ultima, doverosa nota sulle soluzioni Umts (Universal Mobile Telecommunications System): senza volerci avventurare in alcuna previsione di successo o disamina tecnica, è un dato di fatto che, per quanto i primi prodotti di terza generazione abbiano finalmente fatto il loro debutto sul mercato, la copertura della rete è ancora circoscritta ai principali centri urbani italiani. Abbiamo quindi escluso dalla nostra analisi questa tecnologia che per il momento non offre una disponibilità sufficiente per un utente in viaggio, ripromettendoci di non trascurarne gli sviluppi futuri.

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