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Usa, lista “no-spam” ottiene consensi, presto voto in Senato

WASHINGTON (Reuters) - Tre americani su quattro guardano con favore ad un registro “no-spam” che metta al bando le e-mail non richieste, secondo un’indagine diffusa ieri mentre il Senato Usa dovrebbe esprimersi sulla questione prima della pausa di agosto.

L’indagine su circa 1.200 utenti Internet ha evidenziato un vasto consenso per un’idea che finora ha ottenuto poco sostegno in seno al Congresso statunitense.

Elaborata sulla falsariga della popolare “lista da non chiamare” della Commissione federale sul commercio Usa (Cfc) — registro che elenca le utenze telefoniche domestiche di chi non ne vuole sapere dei telemarketer — la lista consentirà, teoricamente, agli utenti Web di rendere le loro caselle “posta in arrivo” off-limits per i marketer online le cui offerte non richieste creano quasi la metà del traffico totale di posta elettronica.

Il nuovo registro ha trovato un sostenitore nel senatore democratico di New York Charles Schumer, questi spera di inserire la proposta sulla lista “no-spam” in una bozza di legge anti-spam che potrebbe essere votata dal Senato Usa questa settimana.

“Questa indagine rafforza le argomentazioni che ho portato avanti per un approccio più vasto con lo spam, tra cui la creazione di un registro no-spam”, ha detto Schumer.

Nella relazione al Congresso Usa la Cfc si è mostrata tiepida verso questa idea. I critici sostengono che la lista verrebbe semplicemente ignorata dagli spammer e che assorbirà risorse che potrebbero essere meglio impiegate per rintracciare gli individui che intasano la rete con messaggi su “come diventare subito ricchi”.

“Non riteniamo che sia un modo effettivamente utile di spendere soldi per rafforzare la lotta allo spam”, ha detto Ari Schwartz, direttore associato del Center for Democracy and Technology, ente no-profit sulla tecnologia.

Dopo anni di false partenze, gli osservatori si aspettano che quest’anno il Congresso approvi una qualche normativa contro il fenomeno spam.

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