Gentili utenti vi informiamo che il team di MyTech si è spostato sul canale Hitech & Scienza di Panorama.it

      non hai uno username? regìstrati   /   recupera la password

apple / google / microsoft
unmapped

Richard Stallman: “Il software libero non è né di destra né di sinistra”

Scritto da Marta Peirano

Richard Stallman
Guru della comunità del software libero e protagonista di Free as in Freedom, Richard Matthew Stallman è, senza ombra di dubbio, il programmatore più importante al mondo. Tra i suoi spettacolari prodotti tecnici l’editor di testo Emacs, il compilatore GCC, il depuratore GDB, anche se la sua vera influenza si misura in termini politici. Da quando ha lasciato il suo posto presso il dipartimento dell’Intelligenza Artificiale del MIT (Istituto Tecnologico del Masachussets), Stallman ha creato e lanciato il progetto GNU Linux - con oltre 20 milioni di utenti sparsi in tutto il mondo -, ha fondato la Free Software Foundation e trascorre la maggior parte del suo tempo in giro per il pianeta spiegando che cosa sia in realtà il software gratuito e quali siano le quattro libertà che rappresentano la sua filosofia: la libertà d’uso, la libertà di copia, di modifica e della distribuzione delle nuove versioni.

La sua lotta contro il software privato e le sue implicazioni sociali è una battaglia all’ultimo sangue. Come ama sottolineare nei suoi discorsi, la legge crea più problemi a chi desidera pubblicare software libero che non a chi vorrebbe svelare i progetti di una bomba atomica. Questo è ciò che ha affermato a Zaragoza, nel corso di un evento organizzato da Zaralinux e dalla Giunta cittadina.


GSMBOX: Quello che era cominciato come un movimento del software gratuito oggi pare estendersi come concetto anche ai libri. Crede che sia questa la sua proiezione naturale? La filosofia del software libero e il copyleft continueranno in questa direzione?

Non esattamente. I libri hanno propositi diversi. Ci sono i libri di uso funzionale come i manuali ed i dizionari, i libri d’opinione, di arte, d’intrattenimento… non penso che le questioni etiche siano indipendenti dal proposito del libro. Nei libri scritti con obiettivi funzionali la questione è la medesima. Questi libri devono rimanere liberi. Però non necessariamente questo concetto si estenderà anche ad altri tipi. Ci sono oggi progetti di libri di testo gratuiti, o un’enciclopedia libera, la maggior parte del modno crede che un dizionario debba essere gratuito.


GSMBOX: E la musica? Come si può applicare lo spirito del free software alla musica?

Questa è una domanda difficile. E non ho una risposta che mi soddisfi. È ovvio che la gente, il consumatore, debba avere perlomeno il diritto di fare una copia di quello che ha legalmente acquistato. Credo che la musica registrata e la musica condivisa abbiano problemi differenti, poiché non è possibile cambiare la musica registrata, cambiare le note…


GSMBOX: Non ancora, ma si potrà…

D’accordo, è sempre possibile che la tecnologia avanzi. Ma la questione del diritto di condividere esiste come conseguenza di cambiamento della tecnologia. Nell’epoca precedente questo non era un problema di importanza pratica perché solo le imprese potevano copiare efficientemente i libri. Era un problema di regolamentazione industriale, non di diritto privato. A conseguenza di un cambio tecnologico questo assunto si è evoluto in problema del diritto privato. Altri cambiamenti potrebbero avvenire che potrebbero ugualmente cambiare la nostra visione dei diritti. No, in realtà sono i principi morali fondamentali che ci sostengono. Essi non cambiano con la tecnologia come cambiano invece i loro risultati, le applicazioni pratiche di questi principi.


GSMBOX: Rifiuta dunque il termine pirateria quando si parla di copia non autorizzata?

Pirateria significa attaccare e bruciare navi e questo è molto, molto male. Però condividere copie di un qualche prodotto informatico attraverso il computer per la maggior parte di noi è un atto buono, è cooperazione sociale. L’idea di mettere in collegamento questi due atti, uno del tutto immorale e l’altro molto morale, è completamente sbagliata. È un termine della propaganda ed io non intendo partecipare alla propaganda degli editori.


GSMBOX: Volendo tornare al discorso della copia non autorizzata, e per inciso la copia non autorizzata di software, non crede che a lungo andare questo fenomeno finisca per favorire i grandi monopolisti?

Forse sì, però questo non vuol dire che sia legittimo imporre delle pene a chi fa copie non autorizzate, perché condividere queste copie non è immorale e noi potremmo tollerare una condanna di questo tipo solo nella speranza che porti ad un risultato indiretto favorevole alla nostra causa.


GSMBOX: Che vantaggi avranno i nostri figli con il software libero?

La libertà deriva dal non aver controllo su tutti i computer del mondo. Con il software non libero il proprietario legale del programma ha il controllo su tutto quello che noi facciamo al computer. Guadagneranno una società in cui la cooperazione fra i cittadini sarà promossa e non sarà proibita come al giorno d’oggi.


GSMBOX: Recentemente ha riletto una Sua storia, Il diritto a leggere, in cui il sistema del pagamento dei diritti è così avanzato che è impossibile leggere senza dover pagare. Ed ho pensato che negli anni sessanta questo non era un incubo, ma un’utopia denominata Xanadú che era l’inizio del hypertext…

Per quel motivo non ero così a favore di Xanadú… Ho visto un giorno negli anni ‘80 che esiste una contraddizione fra l’autorizzazione a pubblicare una qualunque cosa in Xanadu ed il GPL in GNU. Sarebbe stato proibito pubblicare un qualunque programma sotto copyleft in Xanadu.


GSMBOX: Lei vede il GPL come una negazione della proprietà intellettuale?

In termini legali, è un’applicazione del diritto d’autore, non una rinuncia. In termini legali è tutto molto chiaro. In termini morali significa decidere di non essere guardiano dell’uso che gli altri fanno con la tua opera. Per questo motivo violare la licenza del software libero è immorale, e non perché sia immorale violare una qualunque licenza, ma solo perché significa violare i diritti del pubblico. Il copyleft implica l’uso del diritto d’autore il che consiste precisamente nel non utilizzare il potere derivante dalla proprietà, eccetto per impedire che qualcun altro, oltre all’autore stesso e al pubblico, imponga il suo potere.


GSMBOX: Se il vostro è un movimento hacker che ha molto in comune con il mondo scientifico, vuol dire che paragona gli scienziati agli hacker? Il “hackerismo” si estende anche ad altri settori?

Hacker, utilizzando la parola in lingua inglese, indica chi ha deciso di divertirsi con il proprio ingegno [cleverness], utilizzando l’intelligenza per compiere qualcosa di difficile. Non significa necessariamente lavorare da solo o con altri. E possibile lavorare ad un qualunque progetto. Non implica nemmeno essere un genio dei computer. È possibile essere un hacker di bicicletta. Per esempio, una festa a sorpresa ha lo spirito del hack, usa l’ingegno per sorprendere il festeggiato, non vuole molestare. È una cosa che trae origini dal mondo medievale, l’idea di mostrare le proprie capacità, mettersi in competizione con l’altro.


GSMBOX: Ma non per denaro…

No, non per denaro, semplicemente per mostrare la propria forza, l’identità.


GSMBOX: Pekka Himanen o Linus Thorvalds hanno commentato che il movimento del software libero deve molto allo spirito degli anni sessanta in California.

È vero, anche se non ho condiviso quel momento.


GSMBOX: No?

No, la controcultura era contro la scienza e la razionalità. E con ciò io non sono e non posso essere d’accordo. Però ho un’altra idea, ovvero che il denaro non è l’essenza della vita, non è l’ultima meta. Con questo penso che siamo d’accordo.


GSMBOX: Il software libero sta cambiando il rapporto destra-sinistra?

Essendo di sinistra mi piacerebbe dire che l’idea sia un’idea di sinistra, ma negli USA la maggior parte di quelli che si interessano al software libero sono di destra, e sono liberali. Non sono d’accordo con loro, credo che ci dobbiamo prendere cura dei poveri, dei malati, e non lasciar morire le persone di fame.


GSMBOX: Sembra che l’ala destra guardi diversamente alla questione del software libero…

È un’altra cosa. Il software libero non è né di destra né di sinistra.


GSMBOX: Però la sinistra liberale spesso si è dimostrata in buona misura tecnofoba.

Ha buone ragioni per esserlo, i computer rappresentano un pericolo in uno stato totalitario come non mai.


GSMBOX: L’incubo cyberpunk?

Sì e il pericolo è che diventi realtà molto presto. Oggi esistono progetti per lanciare tecnologie che riconoscano le persone per la strada. È molto pericoloso per la libertà. Questa tecnologia in mano ad un governo repressivo come quelo attuale statunitense che non rispetta i diritti civili né la democrazia, è davvero molto pericolosa.

Commenti   (Inserisci un commento)

Ancora nessun commento.

Effettua il login