Guerra allo spam
Più di metà della posta elettronica che circola negli Stati Uniti è e-mail inviata senza il consenso del destinatario, il cosiddetto spam. Nel 2000 la percentuale era solo dell‘8 per cento.
Tredici miliardi di messaggi inutili intasano Internet ogni giorno, con gravi disagi per gli utenti e serie conseguenze economiche. Si calcola che solo negli Stati Uniti il costo della posta spazzatura in termini di riduzione della produttività è di circa dieci miliardi di dollari. Se i messaggi indesiderati continueranno ad aumentare c’è il rischio che molti smettano di usare l’e-mail.
Per evitare il disastro, si cerca di combattere il fenomeno in tre modi. Il primo prevede l’uso di filtri capaci di intercettare lo spam. La produzione di software antispam diventerà un’industria da 2,4 miliardi di dollari entro il 2007. Ma il rischio è che vengano bloccati anche i messaggi normali.
Un’altra possibilità è introdurre cambiamenti drastici nel funzionamento della posta elettronica e di Internet, imponendo nuovi costi per inviare le e-mail o rintracciando lo spam come si fa con le telefonate. Ma la tecnologia da sola non basta.
Secondo la Technology Review, serve anche una terza arma: leggi più restrittive, anche a costo di limitare la libertà sulla Rete.




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