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Flashmob

Si chiamano Flashmob e stanno dilagando in tutto il mondo “connesso” alla Rete. Mob come massa, assembramento, mobilitazione. Flash perchè durano solo pochi minuti. I partecipanti vengono reclutati via posta elettronica.

Queste mobilitazioni sono già diffuse negli Stati Uniti (nella foto il terzo Flashmob di Manhattan): ci si ritrova all’ora e nel luogo stabilito e si scopre qual è la “manifestazione” programmata. Quindi si decide se partecipare o meno.

Finora tutti i Flashmob sono stati tutti incontri totalmente privi di senso, o comunque non hanno mirato a nessun tipo di protesta o dimostrazione esplicita. Nella foto, il quarto Flashmob di Manhattan.

Gli ingredienti della ricetta sono semplici: e-mail, molte persone, organizzazione semi-invisibile, luoghi pubblici o semi-pubblici, brevi periodi di tempo, istruzioni precise, sincronia perfetta. Qui siamo a New York.

Roma ha ospitato il primo Flashmob europeo: giovedì 24 luglio alle ore 19.00 moltissime persone si sono radunate in via del Corso e in 10 minuti hanno inscenato una manifestazione pacifica e rumorosa ai “danni” delle Messaggerie Musicali.

L’unico Mob collegato a un “prodotto” specifico è stato quello giapponese che ha visto scendere per le strade centinaia di persone vestite come l’agente Smith del film The Matrix.

Centinaia di “agenti Smith” giapponesi si sono dati appuntamento a Tokyo e Osaka in occasione della prima del film “The Matrix Reloaded”, mettendo in allarme anche la polizia.

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