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Hacker in campeggio

Scritto da Carlo Gubitosa

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Sicurezza informatica, filosofia e politica: questi i temi del “campo internazionale all’aria aperta” vicino a Berlino organizzato dal Chaos Computer Club, storico gruppo di cyber-attivisti
Dal 4 al 7 agosto Berlino diventerà la capitale mondiale degli hacker, gli appassionati di tecnologia spesso confusi con i pirati informatici, che parteciperanno a un campo internazionale all’aria aperta, promosso dal Chaos Computer Club (CCC).

«Il campo -si legge nell’invito rivolto ai partecipanti- metterà a disposizione tutte le cose necessarie: internet, energia elettrica e servizi sanitari. Tutto quello che devi fare è attaccare la spina e contribuire alle attività con la tua conoscenza, le tue energie e la tua curiosità».

Il calendario delle iniziative organizzate da questo club “storico” di hacker comprende una serie di conferenze e dibattiti, che si svolgeranno su un terreno di sei ettari con un lago dove rinfrescarsi tra una “sessione” e l’altra, situato a Paulshof, un piccolo paese alle porte di Berlino.

Oltre all’Hackcenter, una tenda di grandi dimensioni dove i partecipanti potranno chiedere informazioni all’arrivo e installare i loro computer, verrà allestita anche una rete locale che permetterà a chiunque di collegarsi da ogni area del campeggio.

I seminari di approfondimento, che si svolgeranno in lingua inglese, spazieranno dalla tecnologia all’arte elettronica, con sessioni dedicate anche alla sicurezza informatica, alla filosofia e alla politica.

Secondo il CCC un approccio puramente tecnologico anzichè interdisciplinare sarebbe troppo limitativo, mentre l’obiettivo di questo raduno mondiale è quello di «promuovere lo scambio di idee tecniche, sociali e politiche per rendere questo mondo un po’ più comodo per gli esseri senzienti».

Nel corso della sua storia, iniziata ad Amburgo nei primi anni ‘80, il Chaos Computer Club non ha realizzato solamente raduni internazionali, ma anche azioni eclatanti di cyber-attivismo, rivelando i segreti delle reti informatiche tedesche per contestare le politiche nazionali di sviluppo tecnologico.

Il più noto di questi interventi è stato quello realizzato nel 1984 contro il BTX, il servizio di comunicazioni Telebox, elaborato dalle poste tedesche in collaborazione con Ibm. Tramite questo servizio computerizzato, gli utenti registrati potevano ricevere comunicazioni personali, mandarle ad un altro abbonato o addirittura prenotare merci e servizi.

Questo risveglia in molti ambiti dell’underground digitale, e non solo in questi, preoccupazioni molto serie riguardanti le libertà future dei singoli cittadini. È da ricordare che quasi contemporaneamente il governo tedesco lancia l’iniziativa, poi sostanzialmente fallita, del censimento informatizzato di tutti i tedeschi, da immettere nei computer centrali di Wiesbaden.

Un futuro orwelliano sembra schiacciare l’immaginario collettivo del popolo tedesco. Per far fallire il progetto del BTX il CCC inventa una beffa enorme ai danni di una cassa di risparmio di Amburgo, l’Haspa, che in un primo tempo versa loro 135000 marchi. Il CCC infatti, con un sotterfugio riesce a conoscere la password per entrare nel computer centrale dell’Haspa, e lo riprogramma per richiamare in maniera continua il servizio offerto nel BTX dal CCC.

L’Haspa richiama 13500 volte il servizio in questione in circa 12 ore. I 135.000 marchi vengono versati al CCC con la bolletta telefonica del novembre ‘84. La bolletta esiste veramente e così anche l’abbuono, ma immediatamente il CCC rende pubblica la vicenda dichiarando che non voleva ritirare il denaro, visto che il fine dell’azione era solo di rendere note le gravi lacune presenti nel BTX.

Il CCC per di più afferma di aver ricevuto la parola chiave della banca proprio attraverso un errore di sistema del BTX. Il caso suscita un enorme clamore in tutta la Germania, facendo fallire in maniera definitiva il progetto BTX, visto che ne era stata dimostrata l’intima fragilità. Da allora il sistema ha continuamente perso abbonati: alla fine del 1988 ne contava solo 20.000, a fronte del milione preventivato per la medesima data dal Presidente delle Poste.

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