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Masterizzare con Linux

Scritto da Maurizio Bergami

Anche se nel mondo Linux non esistono ancora applicazioni al livello dei principali programmi Windows, masterizzare con il sistema del pinguino da tempo non è un problema, e accanto ai tool per la creazione di Cd-Rom stanno già emergendo i primi strumenti per la scrittura su Dvd.

Gli sviluppatori potranno probabilmente realizzare strumenti analoghi a quelli per Windows con l’avvento del kernel 2.6, che offrirà un supporto nativo per il file system Udf e per i vari tipi di masterizzatori di Dvd. L’howto ufficiale per la masterizzazione di Cd sotto Linux è naturalmente consultabile in rete, all’indirizzo www.tldp.org/HOWTO/CD-Writing-HOWTO.html.

I driver Ide di Linux non supportano nativamente il protocollo Atapi, standard per il trasferimento di istruzioni avanzate (dall’apertura del carrello del lettore all’estrazione delle tracce audio) tramite interfaccia Ide.

In origine tali funzioni erano appannaggio dei soli dispositivi con interfaccia Scsi (che non hanno mai riscosso troppo successo in ambito desktop a causa dei loro prezzi elevati), mentre il protocollo Ide veniva relegato al solo controllo di dischi rigidi.

Da queste premesse deriva una delle particolarità di Linux: il sistema operativo dialoga infatti con le unità Cd emulando un’interfaccia Scsi, attraverso un modulo (ide-scsi) che presenta al kernel i dispositivi Ide come parti di una catena Scsi. Tutte le distribuzioni più recenti nascondono naturalmente simili dettagli all’utente, e le routine di installazione si preoccupano di configurare adeguatamente tutte le periferiche. Le applicazioni su cui in Linux poggia il processo di masterizzazione sono tutte a linea di comando: si tratta di mkisofs, che si occupa di creare un filesystem Iso 9660, mkhfs per la gestione di filesystem, cdrdao per la scrittura in modalità Disk at Once e cdrecord, da utilizzare per la scrittura fisica dei dati su Cd. Per l’estrazione audio esistono inoltre programmi come cdda2wav e cdparanoia, normalmente presenti in tutte le distribuzioni.

Tra le funzioni di cdrecord segnaliamo la possibilità di capire quale sia il posto assegnato al masterizzatore sulla catena Scsi fittizia: per questo basta aprire una finestra di terminale come utente root e digitare il comando:

cdrecord -scanbus

L’output sarà simile alla stringa che segue:

1,0,0 100) ‘nome del dispositivo’ ‘firmware’ ‘commento’

e indica nelle prime cifre i parametri scsi-bus (in questo caso 1), id e lun (entrambi a 0).

Se i più importanti tool di masterizzazione a linea di comando sono facilmente individuabili, il mondo dei front-end grafici per masterizzare sotto Linux appare più variegato.
X-Cd-Roast, che qui vediamo con gli skin di Gnome, è stato uno dei primi frontend grafici per masterizzare Cd sotto Linux.
Questi programmi non hanno vere funzioni di masterizzazione, ma si occupano di richiamare le istruzioni a linea di comando sopra elencate e di passare loro gli opportuni parametri. X-Cd-Roast è stato uno dei primi prodotti di questo tipo, ed è tuttora tra i più utilizzati: ha il vantaggio di non richiedere nessuna libreria legata ad ambienti grafici specifici (Gtk o Qt) e permette di ottenere facilmente Cd audio e dati. Mancano tuttavia alcune funzioni, promesse per le prime versioni ufficiali: il drag and drop, ad esempio, oltre alla possibilità di codifica e decodifica al volo di file Mp3/Ogg e ad un file browser per immagini Iso.
K3b è probabilmente il front-end più evoluto per masterizzare sotto Linux. È legato alle librerie qt3 dell’ambiente Kde3, comprende funzioni avanzate di drag and drop e prevede tra le altre funzioni anche la scrittura su Dvd.
Funzionamento (e limiti) analoghi presentano poi i front-end specifici per diversi ambienti grafici: per Gnome segnaliamo Gnome CD Master e lo spartano ma leggerissimo Gcombust. Per Kde un tool diffuso è invece K3b, probabilmente il front-end più evoluto per il mondo Linux e Unix: tra le sue caratteristiche ci sono il supporto al drag and drop e la gestione, pur se non in maniera non immediata, della scrittura di Dvd-R.
Gcombust è un front-end per Gnome che è possibile utilizzare anche con Gnome2. L’interfaccia utente è spartana e non ha le funzioni di autodetect dei dispositivi presenti in X-CD-Roast, ma il programma risulta davvero molto leggero.
Potete trovare un’interessante e ampia panoramica dei frontend di masterizzazione per Linux on-line, all’indirizzo http://sites.inka.de/~W1752/cdrecord/frontend.en.html

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