Internet, Air France vice cyber-causa per “typosquatting”
GINEVRA (Reuters) - La compagnia aerea francese Air France si è aggiudicata oggi il diritto di utilizzare un sito Web che sfruttava una denominazione deformata del suo marchio e apparentemente creato per depistare affari verso altre compagnie aeree e alcune finanziarie.La decisione — l’ultima di un crescente numero di casi di “typosquatting” (letteralmente occupazione abusiva di denominazione simile) — è stata presa dall’Organizzazione mondiale sulle proprietà intellettuali (Ompi) dell’Onu che svolge arbitrati sulle dispute in tema di denominazioni Internet.
La Air France — proprietaria del sito www.airfrance.com — ha sostenuto che Alvaro Collazo, il proprietario uruguayano del sito www.arifrance.com, era colpevole di “typosquatting”, ovvero di sfruttare una piccola variazione del nome originale per ingannare gli utenti che lo digitano con un errore.
La fattispecie di “typosquatting” è emersa come una delle principali affrontate dall’esordio del servizio dell’Ompi, avvenuto tre anni or sono. All’epoca il settore era dominato dai casi di “cybersquatting” — occupazione abusiva di spazi Web — ossia la registrazione di siti con nomi famosi nella prospettiva di rivenderli con alti guadagni.
Tra gli atri casi di “typosquatting” finora contestati vi sono stati quello di www.nasdasq.com, distorsione del nome dell’indice dei titoli tecnologici di New York nasdaq.com, e www.wallsreetjournal.com in cui era stata tolta una “t” dal nome del celebre quotidiano finanziario internazionale.
L’arbitro ha sentenziato che l’uso fatto da Collazo di uno “sbaglio tipografico” del marchio di Air France mostrava che aveva registrato il suo sito in mala fede, per creare confusione e lucrare danaro offrendo link verso altri domain commerciali.
L’Ompi ha detto che Collazo, il cui sito si avvaleva anche di una serie di finestre pubblicitarie di pop-up, non ha presentato argomentazioni a sua difesa.




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