Servizi
Tra gli aspetti di Windows Server 2003 su cui Microsoft è intervenuta in modo più pesante ci sono senza dubbio i servizi di sistema. Esempi emblematici sono due servizi cruciali per l’intero sistema operativo: la condivisione dei file in rete e IIS (Internet Information Services) 6.0.Per quanto riguarda la condivisione dei file, i principi di base rimangono sostanzialmente immutati. Una importante novità è però la possibilità di effettuare delle copie shadow dei volumi, da utilizzare in luogo dei volumi di rete veri e propri. Le copie shadow sono copie a sola lettura di volumi logici, che l’amministratore di sistema crea ad intervalli di tempo regolari e su cui l’utente può lavorare: i file e le cartelle vengono prelevati dalle copie shadow, che possono essere fino a 64 per ogni volume.
In pratica vengono creati numerosi snapshot dei diversi volumi, che permettono all’utente - ad esempio - di ritrovare file perduti senza dover contattare l’amministratore di rete e richiedere una copia di backup dei dati.
Il backup può peraltro essere effettuato direttamente dalle copie shadow, dato che queste ultime rispecchiano a tutti gli effetti il contenuto attuale del file system, ed eliminano anche la necessità di chiudere documenti e applicazioni durante la copia dei file. Anche per la condivisione dei file è stata creata una serie di tool a linea di comando, che permettono tra l’altro di creare in modo semplice volumi e partizioni sui dischi remoti. Di tutt’altro tenore sono le novità di IIS 6.0, e la più evidente è senza dubbio la divisione del vecchio IIS in tre differenti processi. In passato veniva utilizzato infatti un file (inetinfo.txt) per distribuire le diverse richieste ad applicazioni esterne, e le funzioni di server Web e di gestione delle applicazioni erano combinate in un solo processo. La conseguenza immediata era che, in presenza di un qualunque errore, l’intero server rischiava di risultare inutilizzabile. IIS 6.0 viene invece utilizzato un nuovo driver che gira in modalità kernel: HTTP.sys. Tale driver accoglie le richieste in entrata, dirette alle varie applicazioni, e le gira ai processi di lavoro corrispondenti che lavorano fuori dal kernel, in ambienti isolati tra loro.
Ogni processo di lavoro contiene una libreria chiamata WWW service.dll, che gestisce tutta l’attività di elaborazione prevista per la rispettiva applicazione - tra cui l’autenticazione e il caricamento di filtri ed estensioni Isapi. Il vantaggio principale di questa architettura è che anche se un processo di lavoro genera un errore e va in crash, gli altri processi possono continuare a girare senza alcun danno. Il server rimane cioè raggiungibile e disponibile, e salva in una cache tutte le richieste fino a quando il sito o l’applicazione dipendente dal processo di lavoro bloccato diventano nuovamente raggiungibili.
Un altro grosso cambiamento - che potrebbe suonare vagamente familiare a chi utilizza Apache o altri Web server basati su Unix - è l’aggiunta di un file di configurazione modificabile senza troppi problemi. A differenza delle precedenti versioni di IIS, che memorizzavano le configurazioni del server in un file dal formato proprietario, IIS 6 utilizza un semplice file Xml.
Chi utilizza precedenti versioni del server sarà probabilmente felice di sapere che i vecchi file di configurazione dovrebbero essere aggiornati automaticamente al nuovo formato basato su Xml.






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