Do you speak hi-tech?
Il mondo è popolato da Mp3, Dpi, Wap, MHz, Sms e Dvr. Un recente studio rivela che i consumatori vengono scoraggiati dalla complessità della terminologia tecnologica. I prodotti nati per semplificare la vita, spesso la complicano: ecco il test rivelatoreMp3? Che roba è? La domanda può sembrare impertinente per chi con le tecnologie ci lavora e soprattutto (come nel caso dei file musicali), si diverte, ma per molti, ancora alle prime armi con tutto ciò che è digitale e multimediale, è quanto mai lecita. Anzi.
La difficoltà di legare una certa terminologia a un servizio, prodotto o applicazione hi-tech può essere il vero ostacolo all’utilizzo di nuove tecnologie. Lo conferma uno studio recente condotto dal Global Consumer Advisory Board di Amd, un gruppo di professori, giornalisti ed esperti di tecnologia di tutto il mondo impegnati (per conto della grande rivale di Intel) a risolvere le varie problematiche che coinvolgono gli utenti.
Il Gcab ha analizzato per la prima volta l’impatto dei termini tecnologici sui consumatori e la presunta complessità di utilizzo dei dispositivi digitali, attraverso un’indagine internazionale su vasta scala (condotta dalla società specializzata MetaFacts) che ha coinvolto oltre 1.500 persone provenienti da Cina, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti. Le conclusioni sono sorprendenti.
Il messaggio di fondo è risultato essere il seguente: molti potenziali acquirenti non comprendono il linguaggio dell’industria tecnologica e rinunciano all’acquisto quando si trovano di fronte a prodotti e terminologie complessi.
Prova ne sia che solo il 3% degli intervistati ha risposto correttamente a un quiz sulla terminologia tecnica che comprendeva voci quali Mp3, megahertz e Bluetooth, circa due terzi (il 65%) ha identificato il giusto significato di megahertz fra le tre possibili definizioni proposte e solo poco più di un terzo dei cosiddetti esperti (coloro che sono stati in grado di identificare correttamente più di 7 termini su 11) è riuscito a indicare la giusta definizione di digital video recorder (Dvr).
Ma il dato saliente è soprattutto un altro, quello che testimonia come i consumatori poco esperti siano anche quelli più propensi a rinunciare all’acquisto di prodotti tecnologici a causa della loro “presunta” complessità. Il discorso vale per le fotocamere digitali (fuori dalla portata del 47% dei neofiti della tecnologie di imaging), ma anche per i Pda (Personal Digital Assistant), snobbati dal 40% dei più esperti, forse in relazione al timore di perdere troppo tempo nel configurare il dispositivo (lo ha detto il 46% del campione nel suo complesso).
Che dire, quindi, dei multimiliardari investimenti (oltre 10 miliardi di dollari spesi solo negli Stati Uniti dalle aziende high-tech) per pubblicizzare prodotti digitali e relative impedibili performance? La risposta è tutta in questo commento fornito da Patrick Moorhead, Chairman della Gcab: «il settore tecnologico deve semplificare il proprio vocabolario affinché i consumatori di tutto il mondo possano comprendere meglio i vantaggi che la tecnologia è in grado di portare nella loro vita».
Per chi volesse cimentarsi con un insolito quiz estivo, è disponibile on line il questionario elaborato dal Gcab di Amd: The Technology Terminology and Complexity Test. Attenti alle brutte figure…




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