Archivi olografici
Dopo anni di ricerche, si avvicina il momento in cui si potranno usare degli ologrammi per archiviare dati in memorie che sono allo stesso tempo molto veloci e molto capaci. Le prime ipotesi di memoria olografica risalgono al 1963, quando un ricercatore della Polaroid, Pieter van Heerden, propose di usare questo metodo per archiviare dati in tre dimensioni. L’anno prossimo dovrebbe apparire finalmente il primo sistema commerciale di questo tipo. Se tutto va bene, le capacità di archiviazione di dati su computer faranno un salto di qualità inimmaginabile.
Al confronto con gli ologrammi, scrive l’Economist, “i dischi che usiamo oggi sembreranno volantini di fronte all’Enciclopedia Britannica”.




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