Open content: il Mit ha fatto scuola
Dopo due anni di rodaggio lancio ufficiale di OpenCourseWare: on line gratis il materiale dei corsi del Massachusetts Institute of TechnologyDebutterà ufficialmente in settembre, dopo più di un anno di rodaggio, l’OpenCourseWare del Mit (Massachusetts Institute of Technology). Con questo progetto avviato nel 2002, la prestigiosa università americana pubblica in modo gratuito e aperto per usi non commerciali (la licenza usata è una delle combinazioni previste da Creative Commons) il materiale didattico dei propri corsi.
L’iniziativa era stata annunciata nel 2001 e già nel settembre 2002 sono stati messi on line alcuni corsi, nella fase pilota, che è proseguita nei mesi successivi con la pubblicazione progressiva di nuovi contenuti, fino ad arrivare ai 144 totali disponibili dall’inizio dell’estate .
Ora il lancio ufficiale prevede che on line ci siano i materiali di circa 500 corsi.
Lo spirito che ha guidato sin dal suo nascere l’iniziativa del Mit è quella della “disseminazione del sapere nell’età di Internet”. Il materiale è dunque disponibile per essere impiegato nella definizione di percorsi di apprendimento da parte di istituzioni o di singole persone. Nelle intenzione dei promotori, sin dall’avvio, c’era anche l’idea che il Mit potesse essere d’esempio per altre università e che si contribuisse a migliorare le tecniche di insegnamento.
L’iniziativa non deve essere intesa invece come e-learning, visto che non implica nessuna possibilità di certificazione (tanto meno la laurea) per chi utilizza il materiale né alcun tipo di interattività con il personale insegnante del Mit.
Indipendentemente da un po’ di retorica profusa al momento del lancio del progetto, due anni fa, soprattutto relativo all’idealismo e alla missione educativa dell’università con sede a Cambridge, OpenCourseWare è stato fino a oggi molto più di un’ottima operazione di pubbliche relazioni.
Come racconta un articolo pubblicato sul numero di settembre di Wired, in tutto il mondo singoli studenti e soprattutto facoltà universitarie usano i corsi del Mit per completare e arricchire i percorsi formativi; e parecchie università e consorzi hanno chiesto al Mit la possibilità di tradurre nelle lingue locali il materiale.
OpenCourseWare deriva dal filone di pensiero e azione legato all’ open-content - “movimento” confluito insieme con il fondatore David Wiley nell’iniziativa Creative Commons - e al public domain ed è direttamente connesso alla recente definizione delle iniziative per l’open learning.
La fase di “produzione” di OpenCourseWare coinciderà anche con un’organizzazione dei materiali pubblicati in modo da suggerire veri curriculum di studio. Inoltre dovrebbe essere migliorata la funzione di ricerca grazie all’impiego di strumenti avanzati per la gestione dei contenuti che utilizzano per esempio in modo esteso i metadati. Previsto anche che OpenCourseWare sia compatibile con l’Oki (The Open Knowledge Initiative), il progetto di definizione di un’architettura aperta e flessibile per la comunicazione fra i software usati nel settore scolastico e universitario e la loro integrazione con altri sistemi informativi.
I contenuti del Mit arrivano in tutti i nodi della rete grazie a centinaia di server del network di Akamai.
I responsabili di OpenCourseWare puntano ad avere tutto il materiale dei corsi on line fra il 2005 e il 2007. OpenCourseWare è stato finanziato dalle fondazioni William and Flora Hewlett e Andrew Melllon che hanno versato nei primi due anni circa 11 milioni di dollari. Un altro milione di dollari è stato messo direttamente dal Mit. Per portare tutti i corsi on line attorno al 2005-2006 serviranno altri 20 milioni.




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