Prova: Telit G40
Il G40 rappresenta per lo storico marchio italiano Telit (ex Telital), il telefono della svolta. Una svolta, ancor prima che progettuale e tecnica, simbolica e “storica” che purtroppo lascia l’amaro in bocca, soprattutto a noi italiani, primo per il passaggio in mani straniere, di quello che era l’unico produttore italiano di telefonini, progettati e costruiti in Italia. La nuova società proprietaria è l’israeliana DAI Telecom ma, quel che è peggio, è che la produzione è stata “inevitabilmente” (per le spietate leggi del mercato) trasferita nella ormai “obbligatoria” (poiché la manodopera costa meno) Cina, con la conseguente cassa integrazione (preludio di un probabile licenziamento) dei lavoratori italiani, che stanno così pagando il conto, d’errate scelte produttive e commerciali. HARDWARE
Considerazioni “sentimentali e umane” a parte, andiamo ad analizzare tecnicamente questo nuovo telefonino, che dei vecchi Telit ha solo il nome, il resto è completamente nuovo. Nuovo il design, piacevole e proporzionato, tutt’altro che originale però, poiché ricorda in maniera sorprendente, per la forte somiglianza, quello dell’Ericsson R600; la sagoma, la tastiera ed altri piccoli dettagli sono molto simili. privi d’idee hanno pensato bene (o male) di copiare l’estetica di un telefonino già esistente e discretamente riuscito. Anche le misure, abbastanza contenute, sono analoghe, 105x46x18,5mm, l’antenna è integrata, il peso è di soli 75gr. L’unica colorazione al momento disponibile è bianca con una modanatura laterale grigia.
Non è solo l’esterno a somigliare a quello di un Ericsson, anche internamente, nel software, se si esclude la schermata di stand-by (con indicatori di segnale e di batteria tipo Nokia) ed il menù principale ad icone, assomiglia molto, anzi moltissimo, alle classiche interfacce utente Ericsson e SonyEricsson.
A questo punto sorge spontaneo il fondato sospetto che il G40 sia prodotto dalla stessa società “contoterzista” che produce alcuni telefonini anche per SonyEricsson, ed il software sia concesso, oppure copiato, da quello utilizzato dalla maggior parte dei telefonini dalla società nippo-svedese. Il display, in bianco e nero, è abbastanza ampio, grafico (Full graphic) ad alta risoluzione (101x80pixel), l’illuminazione è di un piacevole bianco ghiaccio. I tasti sono sufficientemente ampi, ben distanziati e con una buon’ergonomia; rispondono bene e velocemente ai comandi loro impressi.
FUNZIONI E DOTAZIONI
Tecnicamente il G40 è un GSM Dual Band (900/1800MHz) dotato di browser GPRS solo classe 4 (3+1, guarda caso, come i concorrenti Sony Ericsson), utilizzabile solo per la navigazione in Internet via WAP (1.2.1) e non tramite PC, poiché al momento non sembra essere stato previsto un cavo dati, né USB, né seriale standard.
Buona la gestione dei messaggi, la scrittura è assistita dal sempre valido T9 Tegic, si possono inviare fino a 5 SMS concatenati, può ricevere ed inviare gli EMS standard (con icone statiche o animate e suonerie) è può anche ricevere, come i Sony Ericsson, i messaggi con disegno Nokia.
Presente anche un editor disegni, da poter utilizzare anche per la creazione degli EMS.
Le suonerie, rispetto ai concorrenti Sony Ericsson (R600 e T200), sono polifoniche a 16 toni (i-melody), oltre 20 sono predefinite, altre 6 sono componibili personalmente, grazie ad un editor melodie integrato, oppure scaricabili via Internet. Il G40 è dotato di un’ampia rubrica interna, con ben 300 locazioni di memoria, la sua gestione però, come sulla maggior parte dei Sony Ericsson, è abbastanza scomoda, soprattutto per la consultazione dei numeri telefonici, per visualizzare i quali bisogna fare un sacco di passaggi.
Sono ben 4 i giochi integrati disponibili (Maze Boxe, Falling, GridGuest e Dengo), carini, ma nulla di speciale. Non vi è la possibilità di scaricarne altri.
Tra le altre funzioni poi troviamo:
- data, ora e sveglia,
- calcolatrice e cronometro,
- agenda/organizer con reminder appuntamenti,
- sfondi e loghi (molto stilizzati) personalizzabili, scaricabili e trasmissibili,
- vibrazione, sufficientemente potente.
COME FUNZIONA
L’interfaccia utente, per chi non conoscesse già quelle Ericsson, è abbastanza semplice e razionale,
si prende facilmente confidenza con essa, ma con qualche passaggio di troppo per l’accesso ad alcune funzioni (rubrica e messaggi in particolar modo). Buona la sensibilità al segnale, in ricezione e trasmissione ha offerto prestazioni nella media. Ottima la qualità audio, la voce giunge sempre alta e pulita, salvo che non vi sia il segale debole.
Molto buona l’autonomia offerta dalla piccola e leggera batteria agli ioni di litio da 610mAh, oltre 200 le ore in sola attesa (stand-by); facendo un uso misto (chiamate, messaggi, giochi, navigazione ed attesa), il telefono rimane operativo per oltre 3 giorni (acceso anche la notte).
La batteria come la restante parte degli accessori, sono dedicati, diversi cioè da quelli dei Telit del passato; già che c’erano avrebbero potuto utilizzare quelli degli Ericsson, sarebbe stato un bel vantaggio nella reperibilità degli stessi. In dotazione vi è solo la batteria ed il consueto caricabatteria da viaggio (oltre ad una TIM card prepagata da 20 euro). L’attuale prezzo di vendita, 120 euro (con SIM TIM con 20 euro di traffico telefonico) è buono, ma ci pare poco competitivo, in commercio allo stesso prezzo ed anche a meno si trova di meglio.
Il telefono da noi provato, prodotto in Cina, non ha presentato problemi di funzionamento (software ed hardware sembrano già stati al lungo collaudati), rimpiangiamo però i cari vecchi Telit, progettati e costruiti in Italia, non senza difetti, ma con un pizzico d’originalità e stile Made in Italy.
CONSIDERA ANCHE…
Con gli stessi soldi (in offerta anche a meno) si possono acquistare gli “originali” Ericsson R600 e SonyEricsson T200, le funzioni sono quasi le stesse, in meno solo le suonerie polifoniche (il T200 ha in più la terza banda), ma una grafica più curata, plastiche di migliore qualità, ed una più facile reperibilità degli accessori, originali e di concorrenza. Oppure sempre con gli stessi soldi si acquista il ben più ricco Siemens C55, che in più offre viva voce e comandi vocali, GPRS classe 8 e supporto Java, ricca anche la disponibilità d’accessori. Un altro concorrente più interessante è l’Alcatel 526, più piccolo, con delle simpatiche mascherine intercambiabili, comandi vocali, viva voce integrato e la possibilità di scaricare nuovi giochi.
CONCLUSIONI
GSM di buona fattura generale, si vede lo zampino di una delle società che costruisce per conto di Sony Ericsson alcuni terminali. Il software è Ericsson al 99% (cambia solo la schermata iniziale). Completo nelle funzioni base, carente in quelle extra; presenti T9, EMS, browser WAP GPRS, assenti comandi vocali e viva voce integrato, terza banda e possibilità di scaricare nuovi giochi.
L’attuale prezzo di vendita di 120 euro (con SIM TIM con 20 euro) è adeguato ma poco competitivo, con la stessa cifra ed anche con qualche euro in meno, si possono acquistare: il Siemens C55, con in più Java, viva voce e comandi vocali; gli Alcatel 525 e 526 con possibilità di scaricare nuovi giochi, viva voce e comandi vocali; il Philips Fisio 625, con GPRS classe 10, viva voce e comandi vocali; oppure i parenti acquisiti Sony Ericsson R600 e T200, offrono le stesse caratteristiche e funzioni (escluse le suonerie polifoniche), il T200 in più la terza banda, ed una più ampia disponibilità d’accessori sia originali, sia di concorrenza. La domanda finale sorge spontanea, perché acquistare un telefonino che una simil copia di un modello Ericsson (ormai vecchio) ad un prezzo superiore (R600 e T200 si trovano in commercio a meno di 100 euro, prepagata inclusa) e con una più difficoltosa reperibilità degli accessori.




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