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Usa: pubblicitari contro spam, per marketing “legittimo”

NEW YORK (Reuters) - Pur aumentando il proprio budget pubblicitario su Internet, le imprese americane continueranno a non fidarsi del mercato online fino a quando la questione dello “spam” (le email non sollecitate, o anche “junk mail”, email spazzatura) non sarà risolta. Lo affermano i responsabili delle grandi imprese del marketing diretto.

“I nostri specialisti del marketing ci dicono che lo spam uccide (la promozione commerciale via Internet)”, ha spiegato a Reuters Bob Liodice, presidente dell’Associazione nazionale della Pubblicità, Association of National Advertisers (ANA).

Il marketing via email “sarà chiaramente messo in sordina fino a quando non avranno fiducia nel fatto che il messaggio raggiunge il consumatore come desiderano”, ha aggiunto Liodice. Secondo cui, però, una volta che il problema dello spam sarà risolto, il marketing via email conoscerà una crescita esplosiva.

In passato, i grandi operatori pubblicitari seguivano a distanza le associazioni dei consumatori e delle categorie professionali che chiedevano una legislazione più severa contro lo spam. Una situazione che però sta cambiando, nel momento in cui le società investono di più nella promozione via posta elettronica. I pubblicitari temono infatti che i consumatori, stanchi del flusso di messaggi porno o non interessanti, cancellino le loro email senza neanche leggerle.

l’ANA, che rappresenta oltre 300 imprese, e la American Association of Advertsing Agencies tentano di imporre regole di buona condotta per vendere prodotti e servizi via email, senza infastidire i consumatori.

In una proposta in nove punti, i pubblicitari definiscono lo spam come “email commerciali non sollecitate, inviate in massa e non a destinatari specifici” e cercano di distinguerlo dal marketing elettronico “legittimo”.

Quest’ultimo dovrebbe essere condotto con messaggi inviati da indirizzi identificabili, con il nome dell’impresa in cima e la possibilità per i destinatari di non ricevere più altre email simili. Ma resterebbe comunque la possibilità di inviare email non sollecitate, se i destinatari non avranno manifestato la loro opposizione.


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