È (ancora) un gran bel movimento
Lontani gli anni ruggenti dell’irresistibile ascesa di cui fu protagonista in Occidente, la telefonia cellulare miete consensi altrove e, da noi, si evolve e si trasforma. Il mondo mobile, però, è ricco di altre sfaccettatureBuone notizie, sempre per chi si fida di analisti e opinion-leader, arrivano dalla connettività e dalla telefonia. Tema dominante, in quest’ambito, la mobilità.
Società come In-stat credono infatti che i collegamenti wireless (insieme alla banda larga) possano diventare una delle principali spinte all’investimento presso le aziende più piccole non solo nel 2004, ma pure negli anni successivi, con un boom destinato a partire nel 2005.
Wi-fi partendo dal presupposto che, grazie anche alle martellanti campagne con cui Intel ha sostenuto il lancio del suo Centrino (in attesa di Grantsdale) e più in generale grazie al proliferare degli hot spot, “il wireless si sia radicato profondamente nelle coscienze dei professionisti dell’informatica”. Farber è convinto che “la stragrande maggioranza dei Pc portatili in uscita nel 2004 presenterà funzionalità Wi-fi integrate” e pensa che uno degli ostacoli principali alla definitiva affermazione del modello, quello della sicurezza, potrà essere superato una volta per tutte con l’imminente approvazione di standard come 802.11i.
Se si parla di mobilità, tuttavia, a fare ancora la parte del leone è il buon vecchio telefonino. Lo ha detto con chiarezza l’associazione (Jeita) che riunisce le industrie giapponesi di elettronica e informatica, calcolando nell’ordine dei circa 480 milioni di pezzi la domanda prevista per il 2004 a livello mondiale. La crescita è del 5,8% e se a guidarla saranno soprattutto Paesi in netto progresso tecnologico come l’India e la Cina, a goderne saranno invece i soliti noti. Nokia, in primis, benché perdendo per strada qualche pezzo a favore di una diretta concorrenza chiamata Samsung, Motorola, Matsushita) e pure Siemens.
Il marchio finlandese pensa a diversificare la propria offerta integrando con N-gage intrattenimento, musica e telefonia, con alterne fortune. Chissà se andrà meglio al superservizio atteso per l’autunno 2004, quando insieme agli operatori mobili nazionali Radiolinja e Teliasonera, ai canali di Mtv3 e Nelonen e al fornitore d’accesso alla programmazione Yle, Nokia potrà mettere a disposizione del grande pubblico contenuti televisivi veri e propri, sempre a misura di telefonino. In Italia, dove i servizi di questo genere riceverebbero quasi certamente un caloroso apprezzamento, ci si contenterà per il momento di quel che c’è o che verrà. Come Umts, per il quale il 2004 potrebbe (e dovrebbe) rivelarsi l’anno dell’esplosione. Fra scarsità della copertura e sostanziale assenza di telefoni realmente adatti a supportare lo standard, il passaggio dal boom al boomerang potrebbe rivelarsi persino più rapido (e clamoroso) del previsto.




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