Gentili utenti vi informiamo che il team di MyTech si è spostato sul canale Hitech & Scienza di Panorama.it

      non hai uno username? regìstrati   /   recupera la password

apple / google / microsoft
unmapped

Lo spionaggio serbo si rifà il trucco approdando nel cyberspazio

BELGRADO (Reuters) - Ai tempi del regime di Slobodan Milosevic è stata un temibile strumento di spionaggio, ora la polizia segreta serba si è schiusa a nuovi orizzonti, lanciando il proprio sito Web.

Il sito illustra organizzazione, attività e bilancio della polizia, nonché la storia sin dal Medioevo dello spionaggio in Serbia, e rivela persino l’indirizzo della sede, un tempo rigorosamente segreto, proponendo una visita virtuale dei suoi locali.

Un aspirante agente segreto può compilare un modulo online e far richiesta per un posto nella Bia, Agenzia di Informazione e Sicurezza.

All’epoca di Milosevic, gli agenti della polizia segreta erano ampiamente sospettati di esser coinvolti in omicidi e rapimenti di oppositori politici dell’ex presidente yugoslavi.

“Questo sito Web rappresenta il nostro contributo per portare le questioni della sicurezza più vicino ai cittadini della Serbia, e di offrire un modo per stabilire un rapporto reciproco di mutua comunicazione e di rapporto di fiducia”, dice il sito Web.

In cambio, l’agenzia chiede a chiunque abbia informazioni su gravi crimini di segnalarli via e-mail.

Il sito, www.bia.sr.gov.yu, ha anche una versione in inglese, che risponde ai principali quesiti.

“Come si possono riconoscere i membri della Bia?” è una delle domande più frequenti. “Gli agenti hanno un regolare tesserino di riconoscimento con stemma della Bia e foto”, è la risposta. Che non pare molto convincente: “Come se un agente segreto andasse in giro a mostrare in pubblico il proprio tesserino…”, ha commentato ironicamente un quotidiano locale.

Commenti   (Inserisci un commento)

Ancora nessun commento.

Effettua il login