Pc e cellulari riprendono per mano il mercato dei chip
L’associazione che riunisce le principali aziende del mercato dei semiconduttori ha pubblicato i dati relativi all’andamento del comparto aggiornati allo scorso novembre. I valori record toccati nel 2000 non sono più un miraggioLe più recenti rilevazioni a cura di Sia (Semiconductor industry association) lasciano intravedere un ritorno ai livelli di valore che questo segmento era stato in grado di generare nei giorni gloriosi di inizio millennio. Nel 2000, come ha sottolineato il presidente George Scalise, il fatturato globale dovuto alle vendite di chip era pari a 204 miliardi, e il prossimo anno - è convinzione dello stesso Scalise - dovrebbe aggirarsi attorno ai 195 miliardi.
Il nuovo boom si dovrebbe in parte anche ai netti segnali di risveglio avvertiti nel corso degli ultimi mesi di attività presi in considerazione dall’associazione. A novembre, nel mondo sono stati venduti semiconduttori per un peso economico da 16 miliardi e 130 milioni di dollari americani. Il che si traduce in un incremento del 4,5% rispetto ai 15 miliardi e 430 mila contabilizzati a ottobre. L’obiettivo è pertanto - posta la possibilità di toccare quota 195 miliardi nel corso dei prossimi 12 mesi - quello di un’ulteriore impennata da 19,5 punti percentuali.
Sempre facendo riferimento al mese di novembre Scalise e i suoi hanno evidenziato il buon momento delle Dram (+4%) e dei microprocessori - +3,5 - in ambito Pc. Altrove, ovvero nei panorami delle telecomunicazioni mobili, del multimedia e del digitale, il miglioramento è stato a volte ancora più sensibile, come mostra il +11,2% guadagnato dai chip flash comunemente utilizzati in fotografia.
Accanto a Sia anche International data corporation (Idc) ha provato a guardare oltre il successo del momento pronosticando per il mercato dei chip una crescita delle vendite pari a 18 punti percentuali nel 2004, stimolata dal balzo a doppia cifra - dice la multinazionale della ricerca - dei personal computer e dei telefoni cellulari.
Gli analisti del marchio hanno calcolato nell’ordine dei 160 miliardi di dollari il fatturato consolidato del settore nel corso del 2003, ma ritengono che questa cifra sia solo la base di partenza per un costante incremento del valore, pari a 12,5 punti annui, di qui al 2008. Quando cioè lo scenario varrà addirittura 282 miliardi, sempre in valuta statunitense.
Per l’immediato, è ritenuto più che probabile (è quanto ha riferito il ricercatore Idc Mario Morales) un vero e proprio boom delle consegne a partire dalla seconda metà dell’anno. Con un’avvertenza: è tempo, ha chiosato lo specialista, di riservare più attenzione alle reali funzionalità dei prodotti e non solo al loro livello di prestazione.




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