Creatività distruttiva
Si dice che i parigini siano snob. Non c’è da stupirsi dunque che un americano di mezza età, non rasato, vestito in jeans lisi, maglietta nera e scarpe da ginnastica, sia stato allontanato in malo modo da una festa esclusiva che si è svolta al Musée d’Orsay lo scorso 16 settembre. Salvo che quell’uomo era Steve P. Jobs, il cofondatore di Apple, e quella festa era stata organizzata dalla società per celebrare i vent’anni di Apple in Europa.
Un episodio curioso che, secondo alcuni, descrive bene il ruolo di Apple nel mercato informatico: è la compagnia più creativa, quella che lancia i prodotti più innovativi e apre nuovi settori di mercato da cui viene regolarmente emarginata perché non riesce a sfruttarli al meglio.
Creatività distruttiva la chiamano i sociologi, cominciata negli anni settanta con la decisione di non concedere in licenza il proprio sistema operativo. Se quella è acqua passata, Apple non sembra aver imparato la lezione. Lo dimostra la gestione del nuovo obiettivo dell’azienda, cioè la musica digitale.
Il lancio di iPod è stato l’evento del 2003, ma anche in questo caso, dai passi fatti dalle altre compagnie, pare che Apple abbia organizzato una festa da cui è destinata a essere buttata fuori.




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