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Rivoluzione digitale

Tecnologie

Come cambia la fruizione dei film e il ruolo, anche pedagogico, della critica? È quello su cui s’interrogano i Cahiers du Cinéma. Il Dvd, infatti, “crea una nuova prossimità con i film” e quindi una nuova possibilità per il lavoro critico sul cinema che “non passa per forza attraverso i vecchi codici d’analisi”.
Se in passato l’analisi era fondata sullo scorrimento della pellicola o, all’opposto, sul fotogramma, oggi il Dvd la sposta sull’estratto o sul frammento, operazione che era ben più difficile da compiere con le videocassette. Estratti che non corrispondono più obbligatoriamente alla sequenza ma possono “essere due inquadrature, tre righe di dialogo, dei paragoni d’immagini”, un micro racconto o un oggetto attorno al quale il frammento è articolato. Il Dvd, insomma, offre diversi “punti d’entrata” al film e di conseguenza alla lettura critica. Del resto “ricondurre un insieme a un dettaglio” è un concetto già applicato in ambito pittorico.
Ma per migliorare i contenuti speciali è necessario che le edizioni in Dvd siano davvero di buona qualità: e per far questo deve anche migliorare la critica (cartacea) delle edizioni in digitale dei film. Per dare il buon esempio i Cahiers completano il numero con un dossier tecnico e critico sulle ultime uscite.

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