Come ti cambio la Rete: avvisi ai naviganti
Non muterà radicalmente volto, il Web che conosciamo, ma il modo in cui gli utenti gli si avvicineranno è destinato a subire più di una modifica. Sotto i riflettori l’evoluzione delle Internet application, dei blog, delle trasmissioni interattiveLa sola certezza è che senz’altro continueremo a navigare. Come prima, magari anche più di prima. Esistono però discrete probabilità - a prender per buono l’oracolo dei guru - che il modo in cui il navigatore-tipo utilizza il proprio principale strumento di informazione, di lavoro e di svago sia destinato a passare nel corso di quest’anno attraverso un robusto processo di restyling. Tanto da rendere perfettamente verosimile l’opinione di quanti sostengono che in questo momento non ha più senso chiedersi “se” essere on line, bensì “come”.
Opinionisti come il columnist di Web Talk Radio Rob Greenlee identificano nell’avvento della Deskbar di Google il punto di svolta della tendenza, ma il processo di definitiva sostituzione dei “roditori” che hanno fatto la storia del Web si completa attraverso il ricorso sempre più massiccio a programmi quali Microsoft Windows Media Player e quali i messenger istantanei targati Yahoo! o Aol.
Secondo Nielsen/Net Ratings l’utilizzo di tali applicazioni in luogo dei “tradizionali” Explorer, Netscape o quant’altri è un’abitudine radicata per il 76% degli utenti home e professionali, cosicché l’analista Abha Bhagat possa dire a ragione che il confine fra quel che è su desktop e quanto invece proviene dal World Wide Web sia sta facendo via via più labile.
Parliamo di blog. Probabile che la loro evoluzione non coincida nel prossimo futuro con una loro ulteriore proliferazione. Cambieranno in taluni casi veste, mentre il loro utilizzo sarà più spesso appannaggio dell’utenza professionale anziché di quella privata. Un percorso di crescita che ricorda da molto vicino quello seguito dalla stessa Rete, che ha visto il novero complessivo delle home page personali declinare in concomitanza con la maggiore caratterizzazione del Web come strumento di lavoro, di scambio commerciale, di informazione critica.
In più, è sempre Greenlee dai canali di Web Talk Radio a voler scommettere, con buone probabilità di averci azzeccato, sul trionfo dello standard Rss (Really simple syndication, un protocollo basato su Xml), già premiato da un vasto numero di consensi durante i 12 mesi appena trascorsi.
Sarà, ancora, l’anno della convergenza assoluta fra media di diversa natura - Tv, radio, Internet - con Pc di generazione nuova a orchestrarne l’organizzazione? Questa è una delle prospettive possibili, anche se vi è chi (il vice presidente della sezione Media di Avenue A Jeff Lanctot) intende dare credito soprattutto al video, pronto a conquistarsi il proprio posto al sole con il decisivo contributo della diffusione, su scala più vasta, della banda larga.




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