Debutto in società per Microsoft Longhorn
Microsoft ha alzato i veli sulla prossima versione di Windows, che però non vedrà la luce prima del 2006. Ecco le novità fondamentali del nuovo ambienteLa prossima versione di Windows - conosciuta con il nome in codice Longhorn - ha fatto la sua prima uscita in pubblico in occasione della Microsoft Professional Developer Conference (PDC), che si è svolta a Los Angeles negli ultimi giorni di ottobre.
Di Longhorn si parla ormai da tempo, e su Internet ne sono già circolate un paio di release preliminari. Ma la build 4051 consegnata agli oltre 7.000 partecipanti alla PDC è la prima ad essere distribuita ufficialmente. Si tratta di una versione ancora molto immatura, non ancora giunta neppure allo stato di release alfa. La strada che porta al debutto commerciale di Longhorn, del resto, è decisamente lunga. La prima beta è prevista per la seconda metà del prossimo anno, e si parla ormai apertamente del 2006 come anno di rilascio definitivo.
|
L’architettura di Longhorn. WinFX è la nuova interfaccia di programmazione (Api) del sistema operativo. | |
“Sarà [per Microsoft] un prodotto importantissimo” - ha affermato Bill Gates nel discorso che ha dato il via alla PDC - “il più importante tra quelli che rilasceremo in questo decennio e il più importante dall’uscita di Windows 95”. In effetti Longhorn sembra destinato a rappresentare un momento di svolta nella storia di Microsoft, paragonabile a quello dell’uscita di Windows 95 (che ha segnato il passaggio di Windows dai 16 ai 32 bit). Le promesse del nuovo sistema operativo sono tante e su tutti i fronti, a partire dai servizi di base che Microsoft chiama ” i fondamentali”. Qui il lavoro più grosso riguarda, come prevedibile, sia la sicurezza sia l’installazione e l’aggiornamento delle applicazioni (e dello stesso sistema operativo).
La nuova tecnologia ClickOnce, ad esempio, promette di rendere le applicazioni Windows facili e affidabili da installare quanto le applicazioni Web. Basterà un clic su un Url per ottenere un’installazione rapida e trasparente, con la garanzia che il nuovo software non creerà problemi ai programmi già presenti sul Pc.
|
La novità più evidente del desktop di Longhorn è la barra laterale, costituita da una serie di “mattoncini” sovrapposti che possono ospitare vere e proprie applicazioni. | |
Passando al livello superiore, i tre componenti chiave di Longhorn sono Avalon, WinFS e Indigo (ancora nomi in codice). Si tratta, rispettivamente, dei sottosistemi di presentazione (Avalon), di storage (WinFS) e di comunicazione tra le applicazioni (Indigo).
La sezione grafica di Longhorn è totalmente rivoluzionata rispetto a quella di Windows XP, che è ancora basata sulle ormai anziane funzioni della Gdi (Graphics Device Interface). Avalon è un motore vettoriale 3D, basato su DirectX, e il rendering dell’interfaccia utente verrà delegato al processore grafico della scheda video. Dato che Avalon è vettoriale, Longhorn permetterà di dire addio alle difficoltà di visualizzazione sugli schermi ad alta risoluzione (alzi la mano chi è soddisfatto della visualizzazione a caratteri “grandi” o “molto grandi” delle attuali versioni di Windows…). Dal punto di vista della programmazione, in Avalon l’interfaccia utente è totalmente separata dalla logica applicativa sottostante. Designer grafici e programmatori potranno quindi lavorare fianco a fianco senza il rischio di “pestarsi i piedi” come oggi accade facilmente.
Per realizzare l’interfaccia utente si usa Xaml, un dialetto di Xml. Xaml è un linguaggio dichiarativo, quindi molto più facile da scrivere (e da leggere) dei tradizionali linguaggi procedurali. Il codice Xaml può essere generato automaticamente dai tool grafici usati dai designer. In uno dei demo presentati alla PDC, un rappresentante di Adobe ha costruito con After Effect il template di una spettacolare interfaccia video per un software di presentazione delle quotazioni borsistiche. Il template è stato poi convertito in codice in Xaml da un programma scritto ad hoc da Adobe stessa, e poi passato a uno sviluppatore per il quale è stato un gioco da ragazzi interfacciarlo con un Web service e trasformarlo in un’applicazione completa e funzionante. SQL Server, il database relazionale di Microsoft) che si sovrappone al file system Ntfs.
Le cartelle quindi non scompaiono fisicamente: un’applicazione potrebbe trovare utile, ad esempio, memorizzare i propri file in un folder separato. L’utente però può dimenticarsene e lavorare invece con folder virtuali, creati a partire da query permanenti che prescindono dalla locazione fisica dei file. WinFS poi va oltre il semplice concetto di file: riconosce infatti direttamente oggetti di molti tipi (documenti, canzoni, filmati, utenti, contatti della rubrica e così via) anche quando sono racchiusi in un unico file, come nel caso dei contatti della rubrica di Windows o dei messaggi di posta di Outlook, ed è in grado di accedere ai metadati che li descrivono (come i tag ID delle canzoni Mp3). Ciò consente di effettuare raggruppamenti e ricerche in modi oggi semplicemente impossibili visto che i dati sono “intrappolati” all’interno delle applicazioni e rimangono invisibili al file system. La versione di Longhorn distribuita alla PCD contiene già un folder supportato da WinFS. Abbiamo provato a copiarvi qualche cartella Ntfs con alcune centinaia di file misti (fotografie, documenti, canzoni in formato sia Mp3 sia Wma). Al termine, i file sono stati analizzati da WinFS e subito dopo abbiamo ritrovato nelle cartelle virtuali Foto e Video, Documenti e Musica i file corretti. All’interno di queste cartelle è bastato un clic per ottenere raggruppamenti per data piuttosto che per artista (nel caso delle canzoni) o apertura del diaframma (nel caso delle foto).
WinFS a nostro avviso è la funzionalità che da sola potrebbe spingere gli utenti ad adottare rapidamente Longhorn. Già oggi è quasi impossibile tenere sotto controllo le decine di migliaia di file che affollano il tipico Pc. Nel 2006, quando le configurazioni con almeno un TByte (1.000 GByte!) di memoria di massa saranno comuni, la situazione probabilmente non sarà più gestibile con un file system tradizionale.
L’ultimo pilastro dell’architettura di Longhorn è Indigo, che fornisce l’infrastruttura per l’interconnessione di applicazioni e sistemi. Parlare di Indigo significa parlare di Web service; la sua integrazione nel sistema operativo è propedeutica al passaggio dal modello orientato agli oggetti a quello orientato ai servizi per la progettazione di applicazioni distribuite, un caposaldo della visione di Microsoft. Tutte le funzionalità di Longhorn saranno esposte ai programmatori tramite una nuova Api, denominata WinFX. Rimarrà però - e non potrebbe essere diversamente - la compatibilità con le vecchie applicazioni, persino più spinta di quello che ci si potrebbe aspettare: abbiamo visto girare tranquillamente sotto Longhorn il programma Ms-Dos Visicalc (per chi non lo ricordasse, si tratta del primo foglio elettronico e ha la bellezza di venticinque anni sulle spalle).
I requisiti minimi della versione di Longhorn rilasciata alla PDC sono indicati in un processore Pentium III da 800 MHz, 256 MByte di Ram e una scheda video con 32 MByte di Vram. In realtà, nelle nostre prove preliminari il prodotto si è rivelato pressoché inutilizzabile su un sistema di questo tipo.
Una piattaforma più realistica prevede una Cpu da 2 GHz e 1 GByte di Ram. Tutto sommato non si tratta di requisiti particolarmente stringenti, visto che il codice non è neppure allo stato di beta; bisogna anche tenere presente che nel 2006 (ammesso che il rilascio non slitti ulteriormente: un anno fa si parlava del 2004, e solo fino a un paio di mesi fa l’arrivo di Longhorn era previsto per il 2005) un Pc nemmeno troppo spinto avrà un processore da almeno 4 GHz, un GByte di Ram e 1 TByte di memoria di massa su uno o più dischi.
In queste pagine naturalmente siamo riusciti solo a sfiorare la superficie di Longhorn. Per chi volesse approfondire le caratteristiche del nuovo sistema operativo, segnaliamo che le slide in formato PowerPoint di molte delle sessioni tecniche che si sono svolte alla PDC possono essere liberamente scaricate dal sito PDC Central..
Le novità di Longhorn
Avalon: il sottosistema grafico di Longhorn. Fornisce un’architettura unificata per la presentazione di interfaccia utente, documenti e media.
Aero: la cosiddetta “esperienza utente” di Longhorn, ovvero il look and feel del sistema operativo e delle applicazioni.
Xaml: il linguaggio dichiarativo, basato su marcatori, con cui si creano le interfacce utente delle applicazioni Longhorn.
WinFS: un meccanismo di storage, basato sulle tecnologie dei database relazionali, che si sovrappone a Ntfs.
WinFX: la nuova Api (Application Programming Interface) di Longhorn.
ClickOnce: una tecnologia che promette di rendere le applicazioni Windows facili da distribuire e installare quanto una normale applicazione Web.
Indigo: il sottosistema di Longhorn per le comunicazioni tra i programmi. È orientato ai Web Services.
Ngscb: già noto come Palladium, è un ambiente protetto in cui possono girare in modo sicuro le applicazioni critiche. Richiede una piastra madre compatibile e hardware specializzato.








Ancora nessun commento.