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Per Hp iPod implica una scelta di campo

Scritto da Roberto Carminati

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Microsoft sarebbe infatti “dispiaciuta” o, nella peggiore delle ipotesi “infuriata” per le voci che vorrebbero il suo Wma escluso dai formati che il lettore Apple-Hewlett-Packard presentato al Ces è in grado di gestire
Macworld 2004 Le strategie centrate sull’entertainment che Hp ha annunciato di voler perseguire tramite alleanze ad hoc nel corso del Consumer electronics show di Las Vegas hanno cominciato a prendere forma anche grazie alla presentazione dell’iPod realizzato a quattro mani con Apple. Contestuale a questo, l’annuncio che il software iTunes, che col suo omonimo jukebox virtuale costituisce uno degli organi vitali di iPod, sarà veicolato in bundle con i Pc consumer di prossima generazione firmati dalla medesima Hewlett-Packard.

Le strette di mano fra casa Fiorina e la Mela hanno lasciato Microsoft sostanzialmente indifferente, almeno sulle prime. L’organo di informazione lealista Windows Net Magazine, nelle parole del columnist Paul Thurrott, salutava anzi con soddisfazione quello che riteneva l’unico “effetto collaterale interessante” della partnership. Il fatto cioè che Hp avrebbe collaborato con Apple per assicurare al nuovo lettore il supporto di Windows media audio.
Purtroppo per Thurrott, purtroppo per Microsoft, le decisioni di Cupertino vanno in direzione esattamente opposta. iTunes sarà più che sufficiente a garantire il successo e la fortuna dello strumento lanciato al Ces, mentre l’installazione dell’omonimo software/archivio elettronico sui modelli Hp a venire non è neppure in discussione. Per un motivo apparentemente semplice: “Abbiamo optato - ha detto il responsabile marketing di prodotto per la divisione intrattenimento digitale di Hewlett-Packard Muffi Ghadiali - per il servizio musicale più diffuso“. Lo ha dichiarato facendo riferimento proprio a iTunes music store e poco prima di sottolineare che l’eventuale scelta di un altro formato non avrebbe fatto che generare confusione presso gli utenti.

Ovvio che la parte avversa si opponga sostenendo invece il contrario: la confusione c’è, ed esiste il rischio che iTunes possa assumere una posizione dominante dannosa, a lungo termine, per i consumatori. Singolare che a preoccuparsi tanto della libertà di scelta degli utenti sia tale David Fester (da alcuni soprannominato chissà perché “Uncle Fester”), impiegato come direttore generale della sezione media digitali presso il gruppo di Windows.
Quanto alla popolarità dello standard e della discoteca on line, difficile muovere obiezioni: i dati (benché forniti da Apple medesima, per la quale le vendite di iPod valgono un terzo del mercato internazionale) mostrano come vi transiti almeno il 70% della musica commercializzata in Rete. Maggiori sono invece le controversie sul tema del formato.
Ghadiali si dice convinto che la questione sia del tutto oziosa dal punto di vista di chi effettui un download, ma è pur vero che l’intera vicenda, se continuasse su questa falsariga, non farà che aumentare la distanza fra i servizi gestiti da iPod, basati su standard Dolby Aac (Advanced audio coding) e il resto del mondo: Napster, Wal-Mart, Musicmatch e numerosi altri hanno infatti adottato il codice proprietario Wma.

La querelle suscita sorpresa per due ulteriori motivi. Innanzitutto perché sembra mettere in qualche modo a repentaglio lo storico rapporto di amicizia fra Hewlett-Packard e Redmond. In secondo luogo perché, come ha fatto notare l’analista Joe Wilcox di Jupiter Research, la naturalezza con cui Fiorina & Co. sono saltati sul carro dell’attuale vincitore, potrebbe rivelarsi un boomerang sul medio-lungo periodo.

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