Il sesso fa la differenza
Sconcertanti i risultati dell’Ucla World Internet Project: l’Italia è il paese con il divario più netto fra navigatori e navigatrici. A Taiwan il record di “pari opportunità”«Le donne? All’acquaio» diceva il proverbio. Non al computer, appunto. Sembra che nel nostro paese la Rete sia ancora poco popolata dall’altra metà del cielo.
Secondo i risultati del Center for Communication Policy dell’Università di Los Angeles, c’è uno scarto del 20,2 per cento tra la percentuale di uomini e quella di donne che utilizzano Internet in Italia. Una cifra che ci fa schizzare in vetta alla poco ambita classifica, seguiti a ruota dalla Spagna (19,2 per cento).
Questi dati sono giudicati sorprendenti proprio perché viviamo in un paese in cui non si segnalano gravi discriminazioni in base al sesso. Jeffrey Cole, il direttore del Center for Communication Policy, sottolinea che il gap medio tra uomini e donne è dell‘8 per cento: «Non è una cifra elevata come ci si potrebbe aspettare, date le disparità tra i sessi che persistono in molte parti del mondo. Tuttavia, in alcuni paesi tecnologicamente sviluppati, dove gli uomini che utilizzano Internet sono quasi il doppio delle donne, questo gap è sorprendente».
Cole fa proprio riferimento all’Italia che tristemente “supera” di gran lunga Stati Uniti, Svezia e Taiwan (quest’ultimo ha il prestigioso record dell‘1,6 per cento di scarto tra navigatori e navigatrici).
Di pari opportunità per le donne (anche in Rete) si sta discutendo proprio in questi giorni a Mumbay (ex Bombay) in occasione del quarto Forum Sociale Mondiale.
Ma il rapporto dell’Ucla non si limita al “gender gap”: ci racconta infatti altri dettagli interessanti sul mondo della Rete.
I navigatori sembrano “rubare” tempo alla televisione: l’osservatorio triennale dell’Ucla ha stabilito che negli Stati Uniti in particolare la percentuale di tempo passato on line è stato sottratto alla fruizione televisiva.
Bocciata anche la tendenza all’isolamento: i dati relativi a tutte le nazioni monitorate, rivelano che i navigatori passano più tempo (o in alcuni casi la stessa quantità di tempo) in attività di socializzazione “dal vivo” rispetto a chi non fa uso della Rete.
Anche in ambito informativo, la Rete si rivela vincente: in quasi tutti i paesi, molti utenti ritengono affidabile e accurata la maggior parte delle informazioni trovate su Internet.
I dati sull’accesso a Internet nelle aree urbane cinesi dimostrano poi l’importanza del ruolo che la Rete sta ricoprendo: gli effetti sono visibili in ambito economico, sociale, politico e perfino religioso.
Se mai ce ne fosse ancora bisogno, i risultati dello studio ribadiscono che l’accesso e l’utilizzo di Internet sono fonti di sviluppo e opportunità preziose: forse anche per le donne italiane…




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