Chiamalo Sahara, sarà il tuo Palm Os 6
Questo il nome in codice con cui la sesta edizione dell’ambiente operativo Palmsource si è creato una fama fra gli addetti ai lavori. Prima di uscire, ufficialmente, un po’ in sordina
Conosciuta fino ad ora soprattutto per il suo esotico nome in codice “Sahara”, l’ultima versione (la numero 6, per l’esattezza) del sistema operativo di Palm ha infine compiuto, benché senza troppa enfasi, il proprio debutto. D’altra parte, se la notizia sulla disponibilità del software - che a tutt’oggi interessa i soli Oem - fosse stata accompagnata da un maggiore clamore, qualcuno avrebbe potuto giustamente trovarlo un po’ eccessivo.> La notizia dell’esordio sgombera quindi il campo dal “piccolo” caso scoppiato a fine dicembre, quando Palmsource, la sussidiaria del gruppo specializzata nei sistemi software, mancò all’appuntamento già fissato con il lancio ufficiale del sistema.
La vicenda si è conclusa a lieto fine il giorno dell’Epifania, con la pubblicazione del comunicato ufficiale nel quale l’azienda dichiara di aver avviato - appunto negli ultimi giorni del 2003 - la distribuzione agli assemblatori hardware.
Nella stessa occasione, il produttore di Sunnyvale rivela anche qualche altro aspetto della roadmap del prodotto.
Detto in maniera molto schematica, alla consegna ai produttori di palmari farà seguito in febbraio la distribuzione di un kit indirizzato agli sviluppatori. Subito dopo, di conseguenza, ci si attende l’arrivo delle prime applicazioni. Per quel che concerne la versione venduta in maniera separata, occorrerà invece attendere ancora un po’ di tempo, benché al momento sia difficile prevedere con esattezza quanto.
Palm OS 6 - diversamente dalle release che l’hanno preceduto - affonda le sue basi nelle tecnologie di Be, acquisita nell’estate di due anni fa. Fondato su un’architettura modulare, il prodotto ha come elemento di punta la funzionalità di multitasking in tempo reale. Una funzionalità che mette il sistema in condizione di continuare a svolgere le proprie attività senza problemi anche quando in background sono attive più applicazioni contemporaneamente.
La società produttrice ha previsto inoltre il supporto per gli schermi di palmari e smartphone con risoluzione Vga pari a 640 x 480 pixel, alle reti locali che si appoggiano allo standard Wi-Fi, e ai network per la telefonia mobile di seconda (Gsm) e seconda generazione e mezzo (Gprs).
Per navigare in Internet, gli utenti del nuovo sistema operativo avranno a disposizione un browser di nuova concezione e tutta una serie di strumenti per le operazioni comunemente compiute in Rete. Parliamo per esempio della messaggistica, oppure dell’interazione con le più diffuse piattaforme aziendali di tipo enterprise. Altri fattori di un certo rilievo sono i nuovi strumenti per la protezione della memoria, le migliorie in tema di sicurezza complessiva dell’impianto e l’ampliamento delle capacità di gestione del multimedia.




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