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U.S. Robotics e Texas ancora uniti per le Wlan a 100 Mbps

Scritto da Simone Zanardi

Gli ultimi dispositivi wireless della casa statunitense montano il nuovo chipset Texas Instruments che promette il raddoppio di velocità rispetto all‘802.11g.
Come azienda specializzata nelle soluzioni di networking per il mercato Soho, U.S. Robotics è tra le più attive sul fronte dei dispositivi wireless e mantiene la propria linea di prodotti costantemente aggiornata alle ultime tecnologie disponibili. Forte di una partnership consolidata con Texas Instruments (si ricordi a proposito la gamma di prodotti Wlan a 22 Mbps basati sul chip ACX100 provati sul numero 141 di dicembre 2002 di PC Professionale), l’azienda statunitense ha deciso di aggredire anche il mercato del wireless veloce con un nuovo prodotto che promette velocità teoriche massime di ben 100 Mbps, le stesse delle diffuse connessioni cablate Fast Ethernet.

La nuova gamma include quattro modelli, dal semplice Access Point al router residenziale evoluto, fino alla classica dotazione di schede client (disponibili in formato Pci per desktop o Pc Card per computer portatili). Tutti si basano sul nuovo chipset TNETW1130, che utilizza la tecnica di packet aggregation per veicolare un numero di informazioni maggiori su ogni singolo pacchetto inviato via radio. La tecnologia, battezzata da Texas Instruments 802.11g+, è completamente compatibile con lo standard IEEE 802.11g, ma non costituisce uno standard approvato dall’istituto.

Abbiamo provato nei nostri laboratori i due punti di accesso wireless (sia l’Access Point puro sia il router multifunzione), nonché la scheda Pc Card per notebook, notando fin dalla confezione il consueto approccio user friendly che caratterizza i prodotti U.S. Robotics. I manuali, sebbene concisi, illustrano con chiarezza le procedure di installazione, rimandando ai manuali inclusi nei Cd-Rom i dettagli sui parametri di configurazione dei vari modelli. Nel caso dell’Access Point, è fornito un software di riconoscimento in grado di semplificare l’installazione: si tratta di un applicativo compatibile con i sistemi operativi Microsoft e che individua le stazioni base presenti in rete. In questo modo è possibile impostare gli indirizzi Ip in modo conforme alla propria Lan e raggiungere in seguito il dispositivo tramite una sessione di web browser. Da sottolineare inoltre che le impostazioni di fabbrica prevedono che il punto di accesso riceva un indirizzo Ip da un eventuale server Dhcp presente in rete, mentre in seguito è consentito impostare un indirizzo fisso o configurare il sistema per agire da server Dhcp per l’assegnamento dinamico degli indirizzi ai client.
Per chi non disponesse di un sistema operativo Windows, è possibile raggiungere il punto di accesso tramite una sessione Telnet o tramite connessione console, in modo da impostare i parametri base di funzionamento prima di poter utilizzare l’interfaccia web.

La configurazione dell’Access Point presenta opzioni standard per tutti i dispositivi di questo genere: oltre alla gestione degli indirizzi di rete, sono disponibili pagine dedicate al log di sistema, all’aggiornamento del firmware e al monitoraggio dello stato del dispositivo. È inoltre possibile configurare una lista di accesso basata sugli indirizzi fisici (Mac address) dei client, in modo da inibire o consentire l’accesso alla rete wireless a specifiche schede. A tal proposio è interessante la presenza, sul telaio dell’Access Point, di una spia denominata warning, in grado di segnalare un tentativo di accesso non autorizzato. La sezione dedicata al protocollo di cifratura Wep (Wireless Equivalent Privacy) permette di impostare chiavi di codifica a 64, 128 e 256 bit, come già nella precedente generazione di chipset T.I. Non è purtroppo ancora disponibile il ben più robusto standard Wpa (Wireless Protected Access), anche se U.S. Robotics ha promesso di includerlo nelle future release del firmware.

Interessante d’altra parte il supporto per il protocollo IEEE 802.11x, che permette di far gestire le procedure di autenticazione a server Radius presenti in rete. Benché si tratti di una funzione interessante soprattutto per le strutture aziendali (e difficilmente applicabile a contesti Soho), la sua inclusione è apprezzabile in un prodotto di questa fascia. Il router multifunzione non dispone dell’utility di assistenza all’installazione, ma il collegamento è comunque elementare, conoscendo l’indirizzo Ip del dispositivo da indicare nell’interfaccia browser.

Dal punto di vista delle comunicazioni wirless, il router presenta le medesime caratteristiche dell’Access Point. Ad esse si aggiungono però i meccanismi evoluti di instradamento dei pacchetti, di gestione da remoto e di firewall per la sicurezza delle connessioni. Soffermandosi in particolare su quest’ultima, si nota come U.S. Robotics abbia incluso tutte le funzioni fondamentali per un accesso protetto a Internet: sono infatti disponibili filtri sulle porte di comunicazione, sugli indirizzi locali e remoti e sui Mac Address. La possibilità di impostare una zona Dmz (demilitarizzata) e dei server virtuali consente comunque di rendere le proprie informazioni disponibili sulla Rete senza compromettere la salvaguardia dei dati riservati. Un unico appunto può essere mosso alla mancanza di un filtraggio delle pagine web in base ai contenuti trattati, funzione particolarmente utili in ambienti domestici.

Non ci soffermiamo sulle procedure di installazione e configurazione della Pc Card, dal momento che la prima risulta immediata (sono supportati però solo i sistemi operativi Microsoft) e la seconda ricalca in modo fedele quella di tutti i dispositivi wireless di ultima generazione, grazie anche alla gestione diretta da parte del sistema operativo. Per quanto concerne invece le prove di laboratorio, abbiamo analizzato le prestazioni dei nuovi modelli in diverse condizioni di utilizzo. Il primo test è stato eseguito attivando unicamente l’Access Point 802.11g+ e la relativa scheda Pc Card. Dopo aver collegato il punto di accesso direttamente a un Pc desktop e installato la scheda su di un notebook dotato di sistema operativo Windows XP Home Edition, abbiamo effettuato dei trasferimenti di cartelle da circa 170 MByte, con file del peso medio di 5 MByte ciascuno, nonché servendosi del software QCheck di NetIq.

I test sono stati ripetuti variando la distanza tra Access Point e scheda client, abilitando i vari livelli di cifratura Wep e forzando dapprima la modalià turbo per il chipset T.I. e in seguito quella mixed mode che consentiva l’accesso a qualunque dispositivo wireless a 2,4 GHz.
L’utility di riconoscimento semplifica la fase di installazione dell’Access Point.
I risultati mostrano innanzitutto dei valori di throughput ben inferiori ai 100 Mbps teorici annunciati. A distanze minime (1-5 metri) ci si attesta sui 20 Mbps di media già raggiunti dai prodotti IEEE 802.11g (si veda a tal proposito il numero 146 di maggio 2003 di PC Professionale). D’altro canto la connessione è risultata molto stabile al variare delle distanze (perdite inferiori al 10% entro i 25 metri, anche con pareti divisorie tra i terminali) e all’attivazione dei protocolli di cifratura (grazie al processore dedicato di T.I. che rende le trasmissioni praticamente insensibili alla codifica).

I risultati sono rimasti pressoché invariati nella modalità mixed mode, a patto però di non attivare alcun dispositivo a 11 Mbps. In quest’ultimo caso le prestazioni degradano in modo significativo: eseguendo i medesimi test con l’aggiunta di un notebook dotato di tecnologia Intel Centrino, i valori di throughput sono scesi a 8-10 Mbps verso il terminale 802.11g, e si sono attestati a 4 Mbps circa per le trasmissioni verso il client “b”. Da notare come un degrado del tutto analogo si riscontri anche con la semplice associazione di client 802.11b, anche se essi non trasmettono effettivamente alcun dato. Si tratta in ogni caso di fenomeni relativi al protocollo di trasmissione e per i quali non si possono imputare i modelli U.S. Robotics.

In conclusione, i nuovi prodotti si sono rivelati completi e ben progettati, in grado di fornire una buona velocità (più che adeguata ai contesti Soho) anche se ben lontana dalle promesse teoriche del chipset T.I. Da questo punto di vista ci si attesta infatti su livelli tranquillamente raggiungibili dai prodotti 802.11g standard. Il prezzo interessante permette comunque ai dispositivi U.S. Robotics di presentarsi come soluzione consigliata per chi desiderasse un collegamento wireless facile e con una buona dotazione di funzionalità extra.


U.S. Robotics Wireless Turbo


Access Point & Router (mod.8054)
Euro 199,00 Iva inclusa

Multi-Function Access Point (mod.5450)
Euro 179,00 Iva inclusa

Pc Card (mod.5410)
Euro 85,00 Iva inclusa

Pc Card (mod.5416)
Euro 85,00 Iva inclusa


Produttore: U.S. Robotics Italia, Via Toscana 1, 20068 San Bovio, Peschiera Borromeo (MI); tel. 02/7030651.

PRO
• Installazione e configurazione assistita
• Funzionalità complete

CONTRO
• Prestazioni inferiori alle aspettative
• Mancanza del protocollo Wpa

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