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Fra Internet e la carta stampata, scelgo entrambi

Scritto da Roberto Carminati

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Una ricerca di Media Audit mostra come lo sviluppo e la crescita delle edizioni on line non abbiano sottratto lettori ai quotidiani cartacei tradizionali. In alcuni casi, anzi, il totale dei loro aficionado è addirittura salito
Il presidente di International Demographics Inc. Robert “Bob” Jordan non ha dubbi: i quotidiani tradizionali hanno conquistato bacini di utenza molto significativi proprio a partire dalle visite compiute sui loro siti Web.
Il riferimento è all’indagine che l’organo ufficiale della sua azienda, The Media Audit, ha dedicato alla diffusione dei notiziari on line e all’impatto che il moltiplicarsi dei canali informativi elettronici ha avuto sulla carta stampata. La premessa è che gli utenti intensivi di Internet siano in maggioranza rispetto ai più assidui lettori di giornali.
Contrariamente però a quel che ci si potrebbe aspettare, Internet rappresenta spesso un’arma in più, anziché un nemico da battere, per le versioni in cellulosa. L’istituto di ricerca definisce anzi “collaborativa” la relazione intercorrente fra le due diverse tipologie di media.

Di nuovo secondo Jordan, che commenta i risultati di un sondaggio condotto su 85 piazze statunitensi, il traffico generato dall’aggiornamento costante dei notiziari elettronici guadagnerebbe alla carta stampata un incremento del numero complessivo di lettori.
In aumento, per esempio, è il totale di quanti dedichino alla lettura dei quotidiani più di 60 minuti ogni giorno. I cosiddetti “heavy user” erano 25 milioni e 442 mila nel 2001, mentre nel 2002 erano già diventati 25 milioni e 750 mila. Questo nonostante un’impennata ancor più decisa si sia vista fra gli affezionati della navigazione (connessi per oltre 7 ore la settimana): nello stesso arco di tempo hanno raggiunto i 32 milioni 335 mila di unità contro i precedenti 29 milioni e 547 mila.

A corroborare la tesi iniziale contribuiscono alcuni casi specifici, citati dal presidente della società di statistica. Quello dello Houston Chronicle, innanzitutto: il 34,5% dei suoi lettori di età compresa fra i 21 e i 35 anni e con una formazione di alto livello (una fascia giudicata in genere difficile da raggiungere) sono considerati habitué del modello tradizionale. Un ulteriore 18,4% è invece tipicamente orientato alla versione elettronica. Depurando il dato delle possibili duplicazioni, il medium texano otterrebbe una penetrazione globale del 44,3% e sarebbe così riuscito a realizzare un +10,3% del totale di utenti.

Quasi contemporaneamente al report citato sono state pubblicate anche le inchieste di Hitwise e Pew. La prima, le cui stime sono aggiornate alla fine dello scorso dicembre, ha posto il New York Times (recente protagonista di un esperimento sui filtri Rss) in cima alla lista dei notiziari on line Usa più visitati, seguito dallo Washington Post e da Usa Today. La seconda ha invece preso in considerazione il rapporto fra il mezzo utilizzato e la tipologia delle notizie lette. La carta è considerata più affidabile in ambito politico, visto che il 31% degli interpellati vi ritrova i commenti sulla campagna elettorale già in pieno corso negli States. Solo l‘11%, per gli stessi motivi, si rivolge alla Rete.

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