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Mac OS X 10.3, la pantera salta a 64 bit

Scritto da Mario Pettenghi

Panther è il nome in codice dell’ultima versione del sistema operativo Mac OS X, sviluppato da Apple per i computer della famiglia Macintosh. La nuova release 10.3 (disponibile gratuitamente sulle nuove macchine e a 149 euro sul sito www.apple.com/italystore o dai rivenditori) introduce profonde innovazioni nell’interfaccia utente, nelle funzionalità meno visibili e nelle numerose applicazioni che include.

L’architettura globale rimane invariata: OS X gode della robustezza di un sistema Unix sul quale è innestata un’interfaccia utente proprietaria (Aqua) e più framework (Carbon e Cocoa) che permettono sia una compatibilità delle applicazioni sviluppate per le precedenti versioni di Mac OS, sia la creazione di nuovi applicativi totalmente OS X based.

L’edizione 10.3 può essere utilizzata su tutti i Macintosh prodotti negli ultimi tre anni (a partire dai PowerMac G3 con porte Usb), Apple ha però ottimizzato kernel e librerie matematiche per sfruttare immediatamente le potenzialità dei G5 a 64 bit. Il kernel è in grado di indirizzare oltre 4 GByte di Ram sui PowerMac G5, le librerie matematiche consentono di accedere alle funzioni dei nuovi processori senza obbligare alla ricompilazione delle applicazioni esistenti.
Il nuovo aspetto delle finestre del Finder di Panther. L’impostazione ricorda iTunes e iPhoto.
Per dare un’idea dei benefici di questa soluzione, il calcolo di una radice quadrata sui G3 e G4 viene eseguito in 120 cicli macchina (tramite una libreria software) contro i 37 cicli del G5 (istruzione hardware). Con il sistema operativo sono forniti gli strumenti di sviluppo, su cui ci soffermeremo oltre, che includono il compilatore GCC 3.3, in grado di produrre codice ottimizzato a 32 e 64 bit e con il quale è stato ricompilato ogni componente di Panther. I cambiamenti più appariscenti di OS X sono ovviamente nell’aspetto. Con la nuova edizione il team di Apple è riuscito a far accettare a un’utenza particolarmente fedele una revisione del Finder, la scrivania di Mac OS, che ora offre un’interfaccia dal look metallizzato simile per impostazione a quello delle iApps, le applicazioni fornite in dotazione. Il nuovo Finder offre numerose scorciatoie personalizzabili per l’accesso a file e directory sia locali sia remoti, su sistemi Mac, Unix e Windows e ha un nuovo sistema di indicizzazione che permette ricerche veloci sui documenti.

Il Finder di Panther consente la sincronizzazione in background dei documenti sull’iDisk, uno spazio web che Apple include nel suo servizio on line a pagamento, .Mac. In questo modo la posta, i bookmark, l’agenda, i calendari risultano sempre aggiornati in modo totalmente trasparente all’utente, che può così consultarli e modificarli da qualisasi computer abbia accesso all’iDisk. Torna con questo Finder la possibilità di assegnare classi colorate ai file, per poterli individuare visivamente con più semplicità e sono state introdotte opzioni per la cancellazione sicura dei documenti.
L’ambiente di sviluppo XCode, in dotazione con Mac OS X 10.3. Apple offre un’eccellente documentazione su Cd e on line.
Debutta con Panther una funzione chiamata Exposé per accedere rapidamente, quando la scrivania è congestionata di immagini, alle finestre relative alle singole applicazioni o al desktop. Purtroppo l’effetto di animazione perde nella descrizione, va visto di persona, non a caso Exposé si appoggia pesantemente a Quartz Extreme, la tecnologia di OS X che delega alla scheda grafica diverse funzioni (prima tra tutte il compositing) del motore grafico bidimensionale Quartz, accelerando le operazioni e alleggerendo il carico della Cpu principale. Le radici di Quartz affondano nel Display PostScript che debuttò anni or sono sui sistemi NeXT, e questo legame traspare in tutte le applicazioni native. Ogni software nativo OS X è naturalmente in grado di salvare documenti in formato PDF e con Panther l’utility di sistema Anteprima è diventata il più veloce programma di visualizzazione PDF esistente: ora è in grado di interpretare direttamente anche i file PostScript ed EPS, permette di stampare su una comune ink jet Usb come se fosse una periferica PostScript.

Le potenzialità di imaging di Quartz sono accessibili direttamente anche da sistemi di scripting, AppleScript e Python, o dallo shell Unix e permettono di ruotare le immagini, alterarne le proporzioni, modificare il formato, lo spazio colore conservando l’indipendenza dalla periferica di riproduzione. Gli script si possono associare alle Folder Action (Azioni Cartella nella versione italiana) per essere invocati automaticamente dal sistema operativo quando si apre, si chiude, si sposta una determinata cartella o quando si aggiungono o si cancellano in essa nuovi elementi. Creare un workflow per esempio per i backup e le conversioni di formati è semplice grazie anche agli esempi presenti sul sito Apple.

Le applicazioni e il digital hub

Secondo la visione di Apple il computer si trova al centro della nostra ‘vita digitale’ e nella scatola di Panther ci sono quasi tutte le applicazioni che servono al Mac per gestirne i vari aspetti. Si parte con iCal, per controllare i propri impegni e per condividere i propri calendari anche in rete con amici e collaboratori. iPhoto che permette di scaricare le proprie immagini dalla fotocamera digitale, ne consente la correzione, la gestione in archivi l’invio per email, la creazione di pagine Html complete di anteprime a diverse risoluzioni. iTunes per acquisire o comprare i brani in Mp3 o Aac, per masterizzare cd audio. iMovie, un’ottima applicazione per il montaggio dei filmati DV, che in tandem con iDvd permette anche ai meno esperti di realizzare un Dvd completo di menu interattivi in pochi clic, iSync per sincronizzare telefoni bluetooth, palmare e iPod. Con Panther si aggiunge alla squadra anche iChat AV, un instant messanger audiovideo dalla configurazione semplice in modo disarmante. Tutti questi programmi hanno subito rinnovamenti nell’edizione per OS X 10.3, ma le revisioni più vistose sono nel programma Mail per la gestione della posta che ora supporta il threading dei messaggi, ha un sistema più evoluto per filtrare lo spam e sfrutta direttamente il motore di rendering Html del browser di casa Apple, Safari. Mail ora supporta direttamente i server Microsoft Exchange tramite il protocollo IMAP4.

Ambienti misti

Panther opera meglio dei suoi predecessori con l’ambiente Windows. Il sistema ha il supporto per le Active Directory di Microsoft, compreso il sistema di autenticazione Kerberos. Ci si può collegare alle reti Windows usando lo stesso login e la stessa password che sfrutterebbe un utente di sistemi Microsoft, senza che sul server Windows siano installati servizi Macintosh. Sono supportati i servizi SMB/CIFS, si possono vedere i file server raggruppati per dominio Windows ed è possibile condividere le stampanti con gli utenti Windows. Il programma Internet Connection (Connessione a Internet, nella localizzazione italiana) supporta lo standard L2TP/IPSec per la creazione di reti private virtuali, per accedere a reti locali protette su sistemi Cisco, Microsoft e Apple. L’attenzione per la compatibilità con il mondo Microsoft si nota anche nella maggiore flessibilità delle applicazioni: il text editor di Panther ora legge e salva documenti in formato Word senza bisogno di software extra.

La compatibilità con il mondo Unix è altrettanto elevata. Nell’installazione di OS X 10.3 è prevista un’opzione per l’attivazione di X11 (la versione R6.6) che comprende sia le interfacce di programmazione di questo ambiente (Xlib Api) sia il protocollo di rete (X protocol). X11 viene supportato da OS X in modo diretto ed è possibile eseguire una maggiore quantità di software Unix, come OpenOffice (di cui mentre scriviamo è ancora attesa una release ‘panterizzata’), Gimp o Matlab e persino applicazioni che si basano su Kde o Gnome. Nel Cd con gli strumenti di sviluppo è incluso un Sdk per eseguire il porting delle applicazioni in modo corretto, sfruttando il collaudato progetto open source XFree86. Strumenti di sviluppo

Con il 10.3 i tool per chi programma vengono pesantemente rinnovati. All’IDE precedente, il Project Builder ereditato da NeXT, viene affiancato il nuovo ambiente Xcode destinato a sostituirlo. Obiettivo del nuovo IDE è offrire una maggiore velocità di sviluppo e un accesso più semplice alla consistente documentazione fornita in formato html e on line. Una nuova tecnologia di preanalisi del codice permette di ridurre a zero i tempi di link, di arrestare il codice in esecuzione per apportare modifiche (con alcune limitazioni), di effettuare il Predictive Compiling (le sorgenti vengono precompilate durante l’editing) e la distrubuzione della compilazione automatica e trasparente tra le macchine presenti in una rete locale.

È possibile lavorare in C, C++, Objective-C (indispensabile per il framework Cocoa), Java, AppleScript e Python persino mescolando componenti e sorgenti in più linguaggi, anche se sconsigliamo questo equilibrismo ai meno esperti. Sono disponibili compilatori open source e commerciali per diversi altri linguaggi.

Effetti speciali e punti oscuri

Tra le 150 novità che Apple elenca per Panther ne segnaliamo ancora due. La directory Home in cui gli utenti salvano i propri file, ora può essere criptata nello standard Aes-128 con un solo clic e in modo trasparente per chi utilizza il computer. È possibile stabilire una password di emergenza per gli amministratori di sistema nel caso l’utente scordi la propria. Il fast user switching consente ora nelle installazioni multiutente di passare da un utenza all’altra senza effettuare il logout e conservando l’attività delle applicazioni aperte. Anche in questo caso gli effetti speciali di transizione sono molto efficaci e dannno un idea visiva dell’alternarsi degli spazi di lavoro.

Qualche lato oscuro non manca alla pantera di Apple. Alcuni sono sicuramente da addebitare alla complessità di un sistema in cui ogni variazione deve essere pazientemente verificata con una molteplicità di software e hardware, e di variazioni ne sono state introdotte molte. Prima dell’installazione occorre prestare cautela se si utilizza un disco fisso esterno FireWire 800 collegato a una porta a 400. Meglio disconnetterlo, installare il sistema e poi attraverso il pannello di controllo scaricare da Internet l’aggiornamento a 10.3.1, prima di ricollegare l’unità esterna. In caso contrario potrebbero danneggiarsi le directory sul volume Firewire; i maggiori produttori di hard disk hanno gia rilasciato aggiornamenti ai propri driver e un’utility commerciale è in grado di ripristinare i dati apparentemente scomparsi, si chiama Data Rescue (www.prosoftengineering.com). Per gli utenti Apple con una macchina recente l’aggiornamento a Panther è raccomandabile, le nuove funzioni, la fluidità dell’interfaccia utente che ha perso la ‘collosità’ delle prime edizioni di OS X e l’aggiornamento delle iApps valgono il prezzo dell’upgrade.

Con questa versione di OS X si ha la chiara sensazione che Apple abbia smesso di promuovere un ‘nuovo’ sistema operativo. Il sistema operativo c’è, è collaudato e affidabile, ora Apple sta costruendo qualcosa su queste fondamenta.

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